Economia
Boom dell’export di olio di oliva tunisino: +55,7% nei primi tre mesi della campagna 2025/2026
La categoria extra vergine continui a trainare le vendite estere: da sola rappresenta l’89,5% dei volumi esportati. Tra i singoli Paesi, la Spagna si mantiene primo acquirente con il 30,9% delle quantità esportate, seguita dall’Italia con il 18,9% e dagli Stati Uniti con il 16,8%
02 marzo 2026 | 09:00 | C. S.
La Tunisia accelera sull’export di olio d’oliva e apre la campagna 2025/2026 con numeri in forte crescita. Nei primi tre mesi le esportazioni hanno raggiunto 130.900 tonnellate, contro le 84.100 tonnellate registrate nello stesso periodo della campagna precedente, segnando un incremento del 55,7%.
A rilevarlo è l’Osservatorio nazionale dell'agricoltura Onagri nel suo ultimo rapporto, che evidenzia come la categoria extra vergine continui a trainare le vendite estere: da sola rappresenta l’89,5% dei volumi esportati. L’olio confezionato si è fermato all’11,6%, confermando il peso ancora dominante delle vendite sfuse nella struttura commerciale del comparto.
Sul fronte dei ricavi, l’aumento è stato significativo ma più contenuto rispetto alla crescita dei volumi. Il valore complessivo dell’export è salito del 34,8%, raggiungendo 1,621 miliardi di dinari tunisini (circa 491,21 milioni di euro), rispetto agli 1,202 miliardi di dinari (364,24 milioni di euro) dell’anno precedente. Solo il 15,7% degli introiti è arrivato dal prodotto confezionato, a conferma della limitata incidenza delle vendite a maggiore valore aggiunto.
A incidere sul differenziale tra crescita dei volumi e dei ricavi è stato il calo dei prezzi medi. Nei primi tre mesi della campagna, il prezzo dell’olio d’oliva tunisino è sceso del 3,2% su base annua, passando da 12,33 a 11,94 dinari al chilogrammo (da circa 3,73 a 3,61 euro).
Dal punto di vista geografico, il mercato europeo si conferma il principale sbocco commerciale, assorbendo il 55,4% dell’export totale. Tra i singoli Paesi, la Spagna si mantiene primo acquirente con il 30,9% delle quantità esportate, seguita dall’Italia con il 18,9% e dagli Stati Uniti con il 16,8%.
I dati confermano il forte dinamismo del settore oleario tunisino, ma mettono anche in evidenza una struttura dell’export ancora fortemente orientata alle vendite sfuse, con margini potenzialmente compressi dal calo dei prezzi e dal limitato peso del prodotto confezionato.
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