Economia
Le giacenze di olio di oliva nazionale salgono, sfiorando le 150 mila tonnellate
Nei frantoi e negli stoccaggi degli imbottigliatori ci sono 50 mila tonnellate in più rispetto al 2024 ma si tratta di volumi lontani dai record storici del passato. Disponibili 35 mila tonnellate di extravergine bio e 21 mila tonnellate di Dop/Igp
14 gennaio 2026 | 12:00 | T N
Gli imbottigliatori possono scegliere, rispetto all’anno passato, l’olio italiano da acquistare.
Non ce n’è in abbondanza rispetto al passato, quando le giacenze a fine dicembre potevano sfiorare anche le 200 mila tonnellate, ma comunque le 146 mila tonnellate disponibili, certificate dall’ICQRF Frantoio Italia sono un volume rassicurante per il mercato: l’olio italiano non mancherà.
E’ probabilmente questa la ragione per cui gli acquisti degli imbottigliatori sono cauti, con Toscana e Umbria, dove hanno sede i principali imbottigliatori che hanno stock complessivi per sole 20 mila tonnellate.
Lo stop agli acquisti ha fatto scendere bruscamente il prezzo dell’olio nazionale ma, considerando le voci e i dati che giungono dagli altri paesi produttori, è improbabile che possa assestarsi nuovamente verso il basso, anzi probabilmente tornerà a rialzarsi. Anche perché le proposte di fornitura alla Grande Distribuzione si stanno tramutando in contratti, obbligando i fornitori agli acquisti.

Intanto le scorte sono aumentate di circa 50 mila tonnellate rispetto al 2024, con la Puglia che ha quasi la metà dell’olio nazionale (75 mila tonnellate), contro le 15 mila tonnellate della Calabria e le 16 mila della Sicilia. Le vendite di olio sfuso, quindi, hanno già consumato circa la metà della produzione di olio in Puglia e Calabria e più della metà della Sicilia.
Le altre regioni produttive che hanno buone disponibilità di olio sono il Lazio, con quasi 3000 tonnellate, seguita da Campania e Abruzzo, poco meno di 2000 tonnellate ciascuna. Moltissime le regioni con meno di 1000 tonnellate in stock, tra cui Marche e Sardegna.
Nel frattempo sono salite a 35 mila tonnellate le giacenze di olio biologico (erano 19 mila nel 2024).
Buona anche la disponibilità per il mercato di olio a denominazione di origine, circa 21 mila tonnellate (erano 17 mila tonnellate nel 2024). A far la parte del leone la Puglia con 10 mila tonnellate di olio Terra di Bari Dop e 800 tonnellate di Igp Puglia. L’olio a Indicazione geografica col maggior potenziale è però l’IGP Sicilia, con 3200 tonnellate, che doppia le 1500 tonnellate di olio Toscano Igp. E la Sicilia si conferma forza importante nel mondo dell’olio certificato anche grazie alle 2100 tonnellate di Val di Mazara Dop a cui si aggiungono complessive 500 tonnellate di Valli Trapanesi e Valli del Belice Dop. Terza forza tra le IGP è l’olio di Calabria con 1300 tonnellate in stock.
Complessivamente le denominazioni e indicazioni di origine di Puglia, Sicilia, Toscana e Calabria valgono quasi il 90% del mercato degli oli Dop/Igp.
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