Economia
Gli italiani amano i prodotti alimentari locali, ma li acquistano soprattutto al supermercato
Qualità e freschezza sono i principali driver di scelta, mentre prezzi elevati e poca varietà frenano gli acquisti. In Trentino-Alto Adige domina la GDO, in Liguria i negozi di quartiere, mentre al Sud i mercati restano centrali
26 febbraio 2026 | 15:00 | C. S.
In un momento in cui sempre più consumatori cercano un legame autentico con il territorio attraverso ciò che portano in tavola, l’Osservatorio Shopping DoveConviene, l’app che semplifica lo shopping facendo risparmiare tempo e denaro, ha condotto un’indagine per approfondire le abitudini di acquisto degli italiani in materia di prodotti alimentari locali. I risultati offrono una fotografia sulle preferenze, sui canali utilizzati e sulle principali motivazioni che guidano la scelta del “locale” da parte dei consumatori del Bel Paese e allo stesso tempo rivela dinamiche meno scontate e profonde differenze tra le varie regioni dello Stivale.
I prodotti locali conquistano gli italiani, ma l’acquisto passa dalla grande distribuzione
L’indagine fa emergere un dato chiaro: oltre 8 italiani su 10 (82%) considera importante che i prodotti alimentari acquistati siano di origine locale, ovvero provenienti dalla propria regione o comunque dall’Italia. La sensibilità verso il territorio si conferma dunque molto elevata.
La geografia degli acquisti dimostra invece come il supermercato sia di gran lunga il luogo preferito dagli italiani per la ricerca dei prodotti locali, scelto dall’82% del campione. Le attività commerciali di quartiere e di piccole dimensioni seguono a distanza: i mercati rionali attirano il 23% dei consumatori mentre il 18% predilige il contatto diretto con il produttore e il 16% i negozi di prossimità. È una fotografia che conferma come, anche per il “locale”, sia la grande distribuzione a rappresentare la vera porta d’ingresso verso il consumo quotidiano.
Per quanto riguarda il digitale, il quadro è ancora più netto: solo il 3% acquista prodotti locali online, a conferma di un’area ancora ampiamente inesplorata. Anche i negozi specializzati bio o salutistici restano un fenomeno limitato, con quote che si attestano anche in questo caso intorno al 3%.
Motivazioni e valori: qualità e freschezza i fattori di scelta decisivi
Sul fronte delle motivazioni, gli italiani dimostrano una visione molto pragmatica: qualità e freschezza rappresentano infatti, per il 61% degli intervistati, il principale criterio che li spinge verso il prodotto locale. Ma a questo si affianca una componente valoriale, comunque, forte: oltre la metà (52%) sceglie il locale per sostenere l’economia del territorio, mentre il 27% indica il bisogno di fiducia e trasparenza nella filiera come elemento chiave.
Anche l’ambiente entra in gioco: il 26% privilegia il prodotto locale perché percepito come più sostenibile, grazie a minori emissioni e trasporti ridotti. Insieme, questi elementi restituiscono il ritratto di un consumatore per la maggior parte consapevole, che sceglie il territorio in base a criteri di qualità e responsabilità.
Barriere all’acquisto: prezzo, disponibilità e riconoscibilità
Non mancano tuttavia gli ostacoli all’acquisto di prodotti locali: il prezzo resta la barriera più rilevante, citata dal 52% degli intervistati. Infatti, la percezione di un costo più alto rappresenta quindi un freno significativo alla crescita del segmento.
A pesare sono anche la limitata disponibilità e varietà dei prodotti locali (26%) e la scarsa riconoscibilità sugli scaffali (15%). Quest’ultimo dato mette in evidenza la necessità di strumenti informativi più chiari, sia fisici che digitali, per aiutare il consumatore a identificare immediatamente ciò che è davvero locale all’interno dell’offerta del punto vendita.
Le differenze territoriali
Uno sguardo alle dinamiche territoriali completa il quadro, mostrando forti differenze regionali. In Trentino-Alto Adige la grande distribuzione sfiora il monopolio degli acquisti locali, raggiungendo il 96%, un livello molto alto anche in Toscana (92%) e Umbria (91%). In Liguria, al contrario, resiste un modello della spesa di quartiere: più di un consumatore su tre (35%) sceglie i negozi sotto casa per l’acquisto di prodotti locali.
Anche al Sud emergono abitudini di acquisto maggiormente legate a realtà di vendita locali: per esempio, i mercati rionali raccolgono rispettivamente il 33% delle preferenze in Puglia, il 32% in Abruzzo e il 30% in Sicilia. Infine, ci sono territori dove il rapporto diretto con il produttore è ancora un’abitudine viva, come Molise (50%) e Basilicata (47%), realtà in cui la filiera corta mantiene un ruolo molto importante nell’economia locale.
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