Economia

Prezzo dell’olio di oliva al 25 novembre: segnali di ripresa per l’extravergine italiano verso gli 8 euro/kg

Prezzo dell’olio di oliva al 25 novembre: segnali di ripresa per l’extravergine italiano verso gli 8 euro/kg

Sarà una campagna olearia più breve del previsto in Italia con i frantoi che difficilmente andranno oltre l’Epifania. Le prospettive produttive inferiori al previsto fanno tirare il fiato ai listini, indicando un potenziale trend al rialzo

25 novembre 2025 | 13:00 | T N

Dopo settimane di cali continui un primo, timido, segnale di speranza per l‘olivicoltura italiana.

Come spesso accaduto anche in passato, le piogge hanno portato consiglio in Puglia e le quotazioni risultano stabili o in lieve aumento.

La CCIAA di Bari segnala per l’olio extravergine di oliva un mercato stabile a 7,4-8,4 euro/kg ma con l’olio extravergine a denominazione di origine, quindi l’olio di maggiore qualità, a 8,5 euro/kg e l’olio biologico vicino ai 9 euro/kg (8,8 euro/kg).

 

Anche nelle piazze di Brindisi, Lecce e Taranto, tradizionalmente i mercati che indicano il trend speculativo, i prezzi sono in aumento del 3,2% a 6,5 euro/kg al 20 novembre secondo IsmeaMercati. Un rialzo molto limitato ma che può innescare un trend.

Aggiornate le quotazioni in Sicilia, che produrrà 37 mila tonnellate di oli di grande qualità, e che continuano a segnare, per l’olio extravergine di oliva, prezzi ben superiori ai 9 euro/kg: 9,55 e 9,5 euro/kg rispettivamente a Palermo e Trapani per l’extravergine secondo IsmeaMercati al 25 novembre.

Vi è quindi un insieme plurimo di segnali che dà fiducia e speranza al settore.

Le rese sono basse, difficilmente si supera il 15%. Dopo le piogge sarà anche peggio. Anche se qualche frantoio, molto stranamente, ha dichiarato rese del 18% o più. Una situazione molto anomala che però ha avuto un rallentamento negli ultimi giorni, proprio per via dello stop forzato alla raccolta delle olive.

Alcuni grandi frantoi di Corato, Bisceglie e Andria continuano a comprare le olive a 105-110 euro/quintale, dichiarando rese molto più alte della media della zona, mentre la restante parte dei frantoi quota le olive 85-95 euro/quintale, con punte ancora più basse per le olive “nere”, ovvero quelle colpite da siccità o mosca dell’olivo. Situazione non così dissimile nel foggiano dove le quotazioni medie sono appena sopra i 100 euro/quintale, con il mercato verso i frantoi del nord e centro Italia che è ormai in forte rallentamento.

Complessivamente la maggior parte degli operatori si aspetta la chiusura dei frantoi entro l’Epifania se il meteo non provocherà eccessive fermate della raccolta delle olive. Si tratterà quindi probabilmente di una campagna olearia di maggiore scarica di quanto si pensava.

Una ragione in più per non svendere l’olio extravergine di oliva di buona qualità che l’Italia e la Puglia riusciranno a produrre nelle prossime settimane. Quotazioni di 8-8,5 euro/kg sono al limite della sopravvivenza per olivicoltori e frantoi, a 7-7,5 euro/kg si ripiomberebbe nell’incubo di un’olivicoltura antieconomica.

Tra l’altro, oggi, l’olio extravergine di oliva spagnolo quota in media 4,5-5 euro/kg, un euro in più della primavera, con il differenziale con l’olio italiano che si è ridotto a 3-4 euro/kg, assolutamente sostenibile anche in un’ottica commerciale e di vendita in Grande Distribuzione.

Il mercato all’ingrosso, con i primi segnali dalle borse merci, sta iniziando a capire che l’olio italiano merita prezzi sostenibili per l’olivicoltura nazionale, quotazioni che consentano investimenti in nuovi oliveti e quindi anche un aumento tendenziale della produzione di olio italiano.  

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