Economia
L’Italia dell’olio di oliva tiene il mercato dell’Unione europea: export a 103 mila tonnellate
In crescita del 15% il mercato italiano dell’olio di oliva entro i confini dell’Unione europea ma soffre la concorrenza spagnola che torna sulle sue quote di vendita usuali. I mercati di riferimento per l’olio dall’Italia sono Germania, Francia e Spagna
19 novembre 2025 | 15:00 | T N
Il mercato europeo dell’olio di oliva si è ripreso alla grande nel 2025, arrivando a luglio a un venduto complessivo di 921 mila tonnellate, il dato più alto dal 2019/20.
Il calo dei prezzi ha quindi favorito un grande rimbalzo dei volumi di vendita, sopra ogni aspettativa. Un mercato che gli imbottigliatori spagnoli vogliono mantenere anche nel 2026, mantenendo le quotazioni invariate rispetto al 2025.
E’ infatti stata proprio la Spagna a beneficiare maggiormente della ripresa dei consumi, con un venduto nei confini europei da 516 mila tonnellate, appena sotto i record da 539 mila tonnellate del 2019/20. Il 66% circa del venduto è extravergine di oliva.

Anche l’Italia ha beneficiato della ripresa di consumi europea con un venduto di 103 mila tonnellate a luglio 2025 rispetto al record delle 108 mila tonnellate del 2020/21. Il 90% e oltre del venduto è extravergine di oliva.
Le vendite di olio dall’Italia verso l’Europa hanno iniziato a superare le 10 mila tonnellate al mese da dicembre 2024 per toccare le oltre 12 mila tonnellate ad aprile 2025. Entrambi i mesi hanno segnato il record dell’export in volume nelle ultime cinque campagne olearie, segno di un mercato fiorente e che non ha visto l’ombra di alcuna crisi.
Significativa, però, oltre alla competizione spagnola la crescente pressione del Portogallo olivicolo che ha esportato oltre le 20 mila tonnellate mensili a novembre e dicembre 2024 per poi attestarsi su una media di 10 mila tonnellate al mese per tutto il 2025. Complessivamente l’export portoghese di olio di oliva nella campagna oleari 2024/25, e fino a luglio 2025, è stato di 121 mila tonnellate, quasi 20 mila tonnellate in più rispetto all’Italia.
Guardando alle destinazioni, emerge evidentemente che l’export portoghese è quasi esclusivamente di olio sfuso con quasi un unico mercato acquirente: la Spagna. La Spagna ha importato complessivamente il 75% dell’olio portoghese, con la restante parte che è stata presa dall’Italia.
L’Italia invece domina ancora il mercato tedesco dell’olio di oliva mentre, da ormai tempo, ha dovuto lasciare lo scettro alla Spagna in Francia e in altri Paesi francofoni, come il Belgio. Sorprendentemente il terzo mercato di riferimento per l’Italia olearia in Europa è la Spagna.
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