Economia
Ecco perché i prezzi all’ingrosso dell’olio di oliva salgono
Le dinamiche commerciali degli ultimi mesi, con il forte incremento delle vendite sia in Europa e sia extra Ue, stanno spingendo i listini dell’olio di oliva. Il mantenimento di un simile trend potrebbe stabilizzare il mercato
24 settembre 2025 | 09:00 | T N
La stabilità dei prezzi dell’olio di oliva in Italia e l’impennata dei listini da luglio in Spagna si spiegano solo con volumi di vendita che hanno superato le aspettative.
E’ quanto ha certificato la Commissione europea con i report del 4 settembre scorso.
L’export complessivo di olio di oliva da ottobre 2024 a giugno 2025 è ammontato a 552 mila tonnellate, praticamente ai livelli della media degli ultimi 5 anni, contro le 600 mila tonnellate del 2019/20, 2020/21, 2021/22. Un dato che deve tenere conto dei record negativi, in termini di export, di ottobre, novembre e dicembre.

La Spagna è leader incontrastata dell’export extra UE (55%) contro il 31% dell’Italia, il 9% del Portogallo e il 4% della Grecia. Pare evidente che Spagna e Italia competono sugli stessi mercati, Stati Uniti in primis. La Spagna domina quasi ovunque tranne per il Canada. Il Portogallo è invece leader incontrastato dell’export in Brasile, dove sono dirette la quasi totalità delle sue esportazioni.

Scenario molto diversi se guardiamo al fronte dei commerci intra UE. In questo caso la dinamica complessiva è ancor più positiva con un venduto di 730 mila tonnellate da ottobre 2024 a maggio 2025, il terzo miglior risultato degli ultimi 5 anni a un’incollatura dalle 742 mila tonnellate del 2021/22 e dalle 762 mila del 2022/23.

I commerci di olio di oliva intra UE vedono la Spagna leader incontrastata con il 56%, seguita da Portogallo (19%), Grecia (13%) e Italia (10%). Se guardiamo alle destinazioni principali vediamo che l’Italia assorbe gran parte della produzione di olio spagnola e greca, mentre il Portogallo vende principalmente alla Spagna.

La geografia dell’olio di oliva europeo fornisce un quadro preciso non solo dei rapporti di forza ma anche delle dinamiche commerciali e quindi dei listini dell’olio a livello europeo, comprese le relative interazioni.
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