Economia

Il prezzo dell’olio di oliva al 19 novembre: speculazione massima sull’olio extravergine di oliva italiano

Il prezzo dell’olio di oliva al 19 novembre: speculazione massima sull’olio extravergine di oliva italiano

Gli speculatori sull’olio italiano vogliono comprare a poco, 7,8-8,4 euro/kg oggi le quotazioni dell’olio extravergine di oliva a Bari, per rivendere a tanto domani. Proprio mentre in Spagna e in Tunisia il prezzo dell’olio di oliva si stabilizza sopra i 5 euro/kg

19 novembre 2024 | 12:30 | T N

E’ in corso uno dei più grandi attacchi all’olio di oliva italiano che si ricordino dell’ultimo decennio, con le quotazioni a Bari calate di 1 euro/kg in 10 giorni ma con altre piazze pugliesi ancor più in fibrillazione, a partire da Foggia, ma soprattutto Lecce, Brindisi e Taranto.

La speculazione sull’extravergine italiano colpisce sistematicamente la Puglia e sistematicamente parte dalle province di Brindisi, Lecce e Taranto dove operano gli stessi commercianti e imbottigliatori che, ogni anno, provano ad abbassare le quotazioni dell’extravergine con mezzi leciti e anche illeciti.

Veniamo dunque ai prezzi dell’olio italiano al 19 novembre.

La Camera di Commercio di Bari indica l’olio extravergine di oliva italiano nella forbice 7,8-8,4 euro/kg al 19 novembre, mentre per Ismea Mercati è a 8,75 euro/kg all’11 novembre e per il Borsino dell’Olio di Teatro Naturale è a 7,8 euro/kg al 13 novembre. Da tali dati risulta evidente come una parte del mondo olivicolo-oleario si stia muovendo per difendere le quotazioni e un’altra parte, invece, per abbatterle prepotentemente.

Ancora più smaccato e sfacciato quanto sta avvenendo a Brindisi, Lecce e Taranto dove la quotazione di Ismea Mercati per l’olio extravergine di oliva è di 7 euro/kg al 14 novembre secondo Ismea Mercati. 7,75 euro/kg a Foggia a pari data secondo la stessa fonte. E’ quindi chiaro ed evidente che i soliti noti, in maniera assolutamente spregiudicata e moralmente discutibile, stanno cercando di innescare una spirale negativa, volendo dare alle quotazioni salentine una dimensione di trend pugliese, se non nazionale. Sfruttare, oggi, le difficoltà di liquidità dei frantoi pugliesi per comprare a poco e rivendere a tanto a gennaio e febbraio, impoverendo il tessuto produttivo, invocherebbe, se non fulmini e saette, almeno l’intervento deciso del mondo associazionistico e degli organi di controllo.

Anche perché, nel frattempo, le cooperative spagnole e l’intervento del governo tunisino hanno frenato la speculazione a Jaen e Tunisi, con quotazioni a 5 euro/kg o superiori per l’olio extravergine di oliva.

Il prezzo dell'olio extravergine di oliva in Spagna si è stabilizzato a 5,15 euro/kg secondo Poolred dal 13 novembre e, addirittura, al 19 novembre, mostra una timidissima risalita di qualche centesimo. Prezzi molto simili, solo di qualche centesimi inferiori a Tunisi, dove sono iniziati gli acquisti di Stato.

Gli studi spagnoli sul prezzo dell’olio a scaffale indicano la soglia dei 6 euro/litro come utile per recuperare i volumi perduti in Spagna a favore dell’olio di girasole ed è probabile che, almeno per qualche mese, tale soglia sarà rispettata. Poi saranno i flussi commerciali destinati all’export, e quindi le giacenze, a dare il trend dalla primavera in poi, con la possibilità di rincari nel caso le previsioni di vendita superino le 1,3 milioni di tonnellate.

Significativo infatti che anche le quotazioni degli altri oli vergini di oliva in Spagna si siano sostanzialmente stabilizzati a 5 euro/kg per l’olio vergine di oliva secondo Poolred al 19 novembre e a 4,5 euro/kg alla stessa data per l’olio lampante.

In conclusione, dunque, oggi a essere sotto scacco è l’olio di oliva italiano.

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