Cultura
I contadini sono i giardinieri delle nostre montagne
Un Philippe Daverio a tutto tondo sulla salvaguardia del territorio: "già Siena manteneva i propri contadini, oggi anche noi dobbiamo recuperare il nostro passato per il salvare il nostro futuro"
23 ottobre 2014 | C. S.
"Dobbiamo avere il coraggio di dire che negli anni sessanta e settanta abbiamo sbagliato". Queste le parole di Philippe Daverio, noto storico dell'arte, che hanno infiammato il Forum di Cernobbio.
"Come mi disse una volta un amico svizzero, i contadini sono i giardinieri delle nostre montagne. e per questo dobbiamo sostenerli. Già Siena manteneva i propri contadini - ha spiegato Daverio - oggi anche noi dobbiamo recuperare il nostro passato per il salvare il nostro futuro".
Non è solo un problema di assetto o di tenuta idrogeologica. Il territorio è elemento fondante della qualità della vita e la qualità della vita è elemento fondante dell'Italia. Preservando l'Italia ne custodiamo dunque una delle peculiarità più amate nel mondo. Ma oggi non è più così. L'Italia deve tornare ad essere il paese più bello del mondo com'era un centinaio d'anni fa.
E quali sono stati gli errori commessi durante il boom italiano? “Sbagliando si pensava di trasformare il meridione nella Ruhr italiana e non nella california europea" ha detto Daverio.
E' nella qualità della vita e del territorio che secondo lo storico dell'arte l'Italia può trovare il suo futuro.
La qualità estetica del territorio deve divenire un asset fondamentale e poi bisogna puntare sulla “teoria delle 4 F” (in inglese food, fashion, furniture e ferrari, ovvero cibo, moda, mobili e ferrari). Si tratta di "un vero e proprio modello di sviluppo, dove l'agricoltura è fondamentale non tanto come produttrice di commodity ma anche come custode della bellezza e dell'armonia del territorio italiano” ha ricordato Daverio.
Per far questo occorre anche battagliare. L'associazione "Save Italy" da lui fondata due anni e mezzo fa ha contribuito ad evitare, ad esempio, che si aprisse una discarica davanti a Villa Adriana. Daverio ha citato anche l'esempio della Reggia di Carditello, in provincia di Caserta: “qui nel Settecento è stata inventata la cultura del pomodoro San Marzano e della pizza, del pomodoro San Marzano e degli spaghetti - ha spiegato il critico d'arte - in un altro paese questo posto sarebbe un tempio, da noi è rimasto abbandonato all'incuria per anni”.
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