Cultura

Venere nera alla frutta

Sì, esiste un riso che nell’antica Cina veniva addirittura chiamato “riso proibito”. E’ il riso nero di Venere. Nessuno poteva cibarsene all’infuori dell’imperatore. Il motivo? Favorisce la longevità e stimola potenti effetti afrodisiaci. La scienza ha svelato poi il mistero

28 maggio 2011 | Paola Cerana

Che il riso abbia proprietà nutrizionali straordinarie e si offra alle più fantasiose preparazioni culinarie già si sa. Esiste, tuttavia, un tipo di riso particolarmente interessante, sia per le sue proprietà organolettiche, sia per la sua tradizione storica e leggendaria.

E’ il riso nero, o riso di Venere. Nell’antica Cina, questo riso così insolito nel suo aspetto veniva chiamato ‘riso proibito’, perché per tradizione nessuno poteva cibarsene all’infuori dell’imperatore. Era, infatti, considerato un alimento molto speciale, perché pareva favorire la longevità e stimolare potenti effetti afrodisiaci. Il motivo per cui si dovesse negare alla popolazione la possibilità di vivere un po’ più a lungo e soprattutto di godere più intensamente dei piaceri del sesso non mi è chiaro ma, evidentemente, per essere oggetto di tale privilegio, il riso nero doveva possedere davvero qualche segreto.

La scienza ha svelato poi il mistero, dimostrando che i responsabili dei suoi indiscutibili effetti salutari, nonché del suo pigmento violaceo così attraente, sono dei composti – detti antocianine – che posseggono importanti proprietà antiossidanti. Le antocianine, appartenenti alla famiglia dei flavonoidi, sono presenti anche in moltissime bacche, frutti, fiori e verdure. Sono soprattutto quelli a colorazione vivace ad esserne ricchi. Vegetali oltretutto bellissimi da vedere negli orti, nelle ceste dei mercati e sulle nostre tavole, che sfumano dal rosso acceso al blu, dal lilla al viola, come i mirtilli, il ribes, le melanzane, il cavolo rosso e moltissimi altri. Tuttavia, pare che il riso nero abbia una concentrazione di antocianine tale da giustificare i suoi straordinari effetti anti età e, dunque, la predilezione da parte degli imperatori cinesi, che molto egoisticamente, rivendicavano per sé questa prelibatezza miracolosa.

Da alimento misterioso e privilegio esclusivo di pochi eletti, il riso nero è diventato poi attrazione anche di molti studiosi e scienziati, tra cui alcuni cinesi. Un certo Dottor Wenhua Ling, per esempio, si è dedicato a lungo a studiare le sue caratteristiche, misurandone gli effetti benefici non sugli umani ma sui dei fortunati topini da laboratorio. Dapprima ha fornito ai topi una dieta ricca di colesterolo, che stimolasse la comparsa di seri disturbi cardiaci. Poi ha suddiviso gli animaletti a rischio infarto in due gruppi: ad uno ha somministrato una dieta ricca di riso bianco, all’altro di riso nero. Ovviamente, i topini nutriti con riso nero mostravano nel sangue minori elementi ossidanti rispetto a quelli nutriti con riso bianco. Insomma, i topi fortunati reagivano un po’ come gli antichi imperatori cinesi, dimostrandosi più vivaci, più longevi e sessualmente più arzilli.

Lungi dall’essere proibito, il riso nero dovrebbe quindi essere raccomandato. Innanzitutto, perché fa di per sé bene immaginare di poter vivere a lungo e in salute, poi perché un riso così bello stimola anche la creatività in cucina, appagando così anche un piacere puramente estetico. Infine, oltre ad avere un aspetto accattivante, il riso nero ha anche un sapore molto particolare che stuzzica la fantasia: ha un timbro indefinibile che si sposa felicemente con gli aromi più vari e contrastanti, dal delicato al piccante, dallo speziato all’agrodolce.

Io l’ho provato a modo mio, mescolando semplicità, salute e bellezza, senza rispetto per le ricette più sofisticate che lo consigliano accanto a verdure, pesci e crostacei. Ho pensato, invece, alla frutta! In particolare, mi son divertita a condire un bel piatto di riso nero bollito, con fragole, ananas e kiwi. Ho scelto le fragole perche son belle, esuberanti e solari. Le utilizzerei dappertutto, in ogni pietanza, perché anch’io trovo siano il complemento naturale dei rituali del corteggiamento, come amava raccontare la bella Paolina Bonaparte ai commensali durante le sue cene. L’ananas, perché mi evoca paesi lontani a me cari, il mare e i sapori creoli, e poi perché fa altrettanto bene, soprattutto se si sfrutta anche il suo gambo, dalla consistenza un po’ legnosa, che se sminuzzato finemente non disturba affatto il piacere della masticazione e concilia la digestione. Infine, il kiwi perché è un frutto delizioso che abbonda in casa mia, o meglio, nel mio orto, avendo da anni una coltivazione abbastanza estesa e molto prolifica, che ripaga ogni anno le nostre cure con la generosità dei suoi frutti. E poi, anch’esso è bello nelle sue geometrie nascoste, è ornamentale e naturalmente sano, perché ricco di vitamina C.

Le preparazioni di riso nero alla frutta potrebbero essere infinite, per tutti i gusti, capricci e stagioni. Io ho condito questa meraviglia di piatto, sano, profumato e colorato, con una pioggia di foglioline di menta che, se non ricordo male, Shakespeare raccomandava come stimolante, soprattutto ai signori di mezza età (tanto per restare in tema). Infine, un amico esperto e appassionato d’olio mi ha consigliato di ‘benedire’ il tutto con un olio di Nocellara del Belice, che profuma di foglie di pomodoro siciliano. Una sensuale nota mediterranea in una sinfonia quasi orientale, che ha reso questo piatto degno di Venere, dell’Eros e dell’Amore.

Non so se la mia ricetta sarebbe stata anche all’altezza di un imperatore cinese. Non so nemmeno se gli avrebbe allungato la vita o eccitato appetiti più nascosti. Ma mi piace immaginare che l'avrebbe apprezzata così tanto da innamorarsene senza però esserne geloso, e di voler condividere, dunque, questo piacere esclusivo con tutto il suo devoto popolo!

 

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Vincenzo Lo Scalzo

28 maggio 2011 ore 12:30


P, antocianina giovane, bella, elegante, divertente, pH basico, tonalità blu intenso... trattata con il sale greco del pirilio carpito alla Venere del riso... con carica ionica ascritta a tutto il nucleo.
Da Scienza chimica eterociclica, non più misteriosa, a richiesta in vista solo nel piatto per il re!
Affascinato!

E