Cultura
Il fiocco per la nascita: azzurro, rosa oppure verde?
Il fiocco per celebrare una nascita è un’usanza estremamente diffusa, che tuttavia si differenzia per due motivi nettamente diversi dalle solite scaramantiche credenze legate alle classiche superstizioni. Perchè allora non festeggiare anche i primi oli extravergini di oliva della nuova campagna olearia?
29 agosto 2025 | 13:00 | Giulio Scatolini
Ognuno di noi, girando sia nelle campagne che nelle grandi città, ha visto spesso appesi, alla porta di qualche casa o al letto della puerpera in ospedale, un fiocco o una coccarda di stoffa rosa o celeste, annunciando così la nascita di una bambina o di un bambino.
Si tratta di un’usanza estremamente diffusa, che tuttavia si differenzia per due motivi nettamente diversi dalle solite scaramantiche credenze legate alle classiche superstizioni.
L’usanza è infatti assai recente e collocabile in una data e in contesto assai preciso: la notizia pubblicata nel 1933 dal “Corriere della Sera”, fa riferimento ad un’ostetrica bolognese che lanciò l’idea nel maggio del 1929.
Poiché nessuno si preoccupò di intervistare la fantasiosa levatrice non si sa come sia nata, in lei, questa idea.
Nel 1938 il famoso studioso di folklore istriano Giuseppe Vidossi pubblicò un suo saggio dal titolo significativo “Fiocco augurale”. E’ questa la data da considerare per il riconoscimento ufficiale, del “fiocco”, come “superstizione antropologica”.
E’ noto inoltre che nel 1933 il partito fascista, allora al potere, avocò a se l’iniziativa di distribuire i fiocchi per la nascita, nel quadro della sua politica demografica di incentivazione e di valorizzazione della natalità. Si trattò perciò, all’inizio, di un costume o usanza, ufficialmente sostenuto e promosso dall’autorità politica che si è diffuso poi, in tutta Italia.
Essendo una usanza inventata ex novo, non si pone evidentemente il problema di ricercarne le origini, ma semmai quello di ricercarne eventuali riscontri e parallelismi con altre usanze di analogo significato e, di ipotizzare, come scrive Giuseppe Vidossi, “come l’uso del fiocco si possa collocare a più o meno consapevoli atteggiamenti e sentimenti della psiche primitiva”.
La “psiche primitiva” sarebbe quella abitata dall’antichissima paura che gli spiriti maligni possono nuocere alla madre del neonato in un momento tanto delicato della loro esistenza. In tale chiave si potrebbe interpretare, sostiene l’antropologo, il costume degli antichi ateniesi che appendevano alla porta di casa nastri e bende di lana, quando nasceva un bambino. Altre possibili analogie con elementi di moderno folklore europeo possono essere ritrovate in occasione della nascita di un bambino in Ungheria dove viene appeso alla porta un nastro o un semplice straccio, rossi, come protezione contro il malocchio, oppure come in Olanda, dove esiste il costume di appendere, una rosetta di trine di diverso colore a seconda del sesso del bambino, alla porta della casa della camera della puerpera.
Altri riferimenti si possono ipotizzare, alla tradizione, in Irpinia, di adornare la culla del neonato con fiocchi di lana, o in Sicilia dove è tradizione annunciare il buon esito del parto, gettando dalla finestra di casa le penne dei piccioni uccisi per preparare il brodo per la puerpera.
In riferimento al “fiocco di nascita”, abbiamo ipotizzato con il megadirettore Grimelli, di stabilire, da questa campagna produttiva 2025/2026, che il frantoio che farà il “primo olio della stagione” potrà appendere un fiocco verde, all’ingresso del frantoio, a segnalare il primo elisir verde della stagione, nato.
Le foto con evidenza del fiocco verde e il nuovo olio del suddetto frantoio, sarà pubblicata, con data di riferimento, in modo periodico e immediato sulla pagine online di Teatro Naturale.
Esclusivamente questi soli primi oli, inviati in bottiglie da 0,50 l, saranno degustati in modo assolutamente arbitrario da me, dal direttore Grimelli e da alcuni altri assaggiatori, per stabilire il “miglior primo nato” (ulteriori dettagli sull'iscrizione a questo gioco seguiranno).
Bibliografia
Alfonso Di Nola. Lo specchio e l’olio. 1993
H. Hiller. Dizionario delle superstizioni. 1993
Jean Chevalier Alain Gheerbrant. Dizionario dei simboli. 1987
A. De Gubernatis. Storia comparata degli usi natalizi in Italia. 1969
G. Vidossi. Saggi e scritti minori sul folklore. 1960
M. Centini. Il libro delle superstizioni. 2000
Le Garzantine. Simboli 1991
P. Bartoli. Tocca ferro. 1994
G. Zanazzo. Usi, costumi e pregiudizi del popolo di Roma. 1967
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