Cultura

E’ Pasqua, la vita scorre. Buon uovo a tutti

In ogni tempo la la primavera viene puntualmente salutata quasi ovunque con l’uovo preparato, esibito e consumato con arte e fantasia. Tanti i significati simbolici e rituali. Non è da trascurare il grande piacere sensoriale; come pure lo straordinario feeling tra cioccolato amaro e olio extra vergine di oliva

23 aprile 2011 | Paola Cerana

La gallina è soltanto lo strumento usato da   un uovo per fare un altro uovo

Questo divertente paradosso - scritto da Samuel Butler, romanziere inglese dell’epoca Vittoriana - mi sembra un buon pretesto per iniziare una breve divagazione sull’importanza dell’uovo nella cultura umana, dai suoi più lontani significati mitologici e rituali fino alle tradizioni religiose e popolari ancora praticate come, ad esempio, la nostra Pasqua.

Come si sa, l'uovo è il simbolo più antico, più noto e diffuso del rinnovamento periodico della Natura. E la primavera, la stagione del risveglio alla vita, viene salutata quasi ovunque con l’uovo preparato, esibito e consumato con arte e fantasia: uova sode dipinte e decorate, di zucchero, di marzapane, di cioccolato, ripiene, ricamate, pralinate o glassate! Tutte quante destinate a solleticare la gola, è vero, ma anche a simboleggiare l’eterno sbocciare della Natura e di tutto ciò che essa comprende.

Certo, oggi innanzitutto viene il piacere! Perché se la tradizione di scambiarsi un uovo pasquale dipinto e decorato è molto antica, l’usanza di renderlo anche goloso è cominciata solo il secolo scorso. E si tratta di un piacere che non riguarda esclusivamente la gola ma tutti quanti i sensi e che ci fa ritornare un pochino tutti bambini. Perché, pensateci bene, un tradizionale uovo di Pasqua, anche il più semplice ma possibilmente di autentico cioccolato amaro, stimola tutti i nostri sistemi sensoriali, coscienti e non.

Innanzitutto è attraente, bello da guardare, in tutte e tre i suoi aspetti: dalla carta variopinta e luccicante, alla sua superficie levigata, liscia o finemente decorata, fino al suo oscuro interno che non è mai vuoto, naturalmente, ma racchiude sempre qualche piccola sorpresa. Poi, viene il tatto: scartare un uovo di Pasqua è un piccolo rito che precede appena la soddisfazione di sbarazzarsi dell’involucro per poter accedere finalmente alla sua nudità, carezzarne il contorno perfetto, penetrarne delicatamente la sommità in quel punto di giunzione in cui le due dolci metà si baciano per pregustarne così il definitivo possesso.

Questo momento d’attrazione chiama all’appello gli altri nostri sensi. L’udito: prima, perché l’agitare tra le mani l’uovo ci fa intuire il tamburellare scomposto della sorpresa al suo interno; e poi, perché quell’improvviso ‘crack’ che suona dolce quando la superficie tonda di cioccolato si rompe tra le dita suscita in noi un sottile piacere di vittoria, di conquista. Infine, l’olfatto: il senso più inconsapevole, sensuale, fuggevole, eppure sovrano nella percezione del piacere perché dialoga direttamente con le emozioni!

Quale magnifico effluvio di aromi si sprigiona dall’aprirsi dell’involucro fino alla liberazione del ghiotto malloppo dal pacco! … Cacao, latte, zucchero, nocciole, mandorle, vaniglia e cioccolato … ancora cioccolato: quel profumo dolceamaro che risale e si rimescola tra le narici, la bocca e il cervello. Quali ingredienti, quanti sapori sono racchiusi lì dentro e si sprigionano al nostro palato? Spesso, le ricette di appassionati pasticceri e artigiani dolciari nascondono inimmaginabili segreti.

Persino l’olio, per esempio, può diventare protagonista in certe raffinate preparazioni ‘cioccolatose’: anche le uova pasquali, infatti, hanno confermato lo straordinario feeling tra il cioccolato amaro e l’olio extra vergine d’oliva, un felice sposalizio che concilia le tentazioni della gola con il benessere e la salute. E sono sicura che esistano ‘nasi’ talmente fini ed educati da saper individuare in mezzo a una giostra di aromi tanto intensi e persistenti anche quello più fluido dell’olio.

Tuttavia, al di là del piacere consumistico e profano, l’uovo di Pasqua ha - come dicevo – anche un suo significato simbolico, culturale, sacro, che viene da molto lontano. E’ bene ricordare, in proposito, che la parola e la tradizione derivano dalla pasqua ebraica detta Pesach, che significa ‘passare oltre’ e che celebra la liberazione degli Ebrei dall’Egitto grazie a Mosè (Pasqua di liberazione dunque).

Nel Cristianesimo, invece, questo ‘passaggio’ è stato mutuato a significare la morte e la resurrezione di Gesù e dunque l’uovo, nell’iconografia cristiana, diventa il simbolo della resurrezione, e il suo guscio starebbe a rappresentare la tomba dalla quale esce un essere vivente.

Secondo il paganesimo, invece, l'uovo è simbolo di fertilità, dell'eterno ritorno della vita. Altrettanto diffusa era l'idea della nascita del Mondo a partire da un uovo. Un'idea comune a molti popoli dell'antichità come i Celti, i Greci, gli Egiziani, i Fenici, i Tibetani, gli Indù, i Vietnamiti, i Cinesi, i Giapponesi e tanti altri ancora.

Per gli Egiziani, da un uovo (la parola in egiziano è femminile) è nato un dio che ha organizzato il caos dando vita alla moltitudine di esseri differenziati. In India, secondo le Upanishad, l'uovo è nato dal non-essere e ha poi generato tutti gli elementi. Secondo le dottrine Tibetane, pur non essendo primordiale, l'uovo è all'origine di una lunga genealogia di uomini.

Nelle tradizioni cinesi, prima che il cielo e la Terra si dividessero, il Caos aveva la forma di un uovo di gallina. A Cuzco, gli Incas hanno costruito il grande tempio di Curincacha il cui principale ornamento ha una placca d'oro a forma di uovo. Il mito dell'uovo cosmico si ritrova presso i Dagon e i Bambara del Malì e presso i lIkuba e i Likuala del Congo. Nel Kalevala - poema nazionale della Finlandia - un'anatra depone sette uova (sei d'oro e una di ferro) sul ginocchio della Vergine delle acque che, immergendosi, ne provoca la rottura e da esse si formano tutte le cose buone e utili del mondo.

In Russia e in Svezia sono state scoperte, sepolte, antichissime uova d'argilla e sono state interpretate come emblemi d’immortalità. Sempre in Russia, e in tempi più recenti, lo zar Alessandro commissionò nel 1883 un'intera e preziosissima collezione di uova d'argento, oro e smalto all'illustre orafo Fabergé. Destinataria, la fortunata zarina Maria. Per arrivare infine ai giorni nostri, molto meno romantici e spirituali e decisamente più pratici, dove il termine ‘uova di Pasqua’, o meglio, ‘Easter Eggs’, si sfrutta persino per indicare una funzione nascosta inserita appositamente dai programmatori di computer in molti software per i più diversi motivi, con relative ‘sorprese virtuali’ più o meno divertenti.

Insomma, l'uomo ha da sempre simboleggiato il mistero del cosmo e della vita attraverso l'uovo e chissà che un giorno si dimostri che l'universo stesso – come sembrano dire le più recenti mappe scientificamente rilevate - abbia in effetti la forma di un uovo e che tutti noi, in fondo, facciamo parte di un'immensa, misteriosa frittata! Non a caso anche il linguaggio umano è inflazionato da questa simpatica ossessione avicola: cercare il pelo nell'uovo, teste d'uovo, l'uovo di colombo, è nato prima l'uovo o la gallina, meglio un uovo oggi... fino all’uovo di Pasqua, appunto!

Per questo vale la pena augurarsi Buona Pasqua con un uovo di cioccolato. Bello, buono, profumato e possibilmente sorprendente. In fondo, questo è il modo più piacevole per festeggiare il nostro primo vero Antenato.

Forse, chi lo sa … l’Eden in realtà era un po’ più affollato di quel che ci è stato fatto credere. E insieme ad Adamo, Eva, il Serpente e la Mela, c’era pure un bell’Uovo a tentare quei due. Un Uovo che certamente nascondeva, e continua a nascondere al suo interno, la soluzione del mistero della vita e chissà quale altra divina sorpresa!

 

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