L'arca olearia

L’olio? Non ha prezzo!

Insegnare l’extravergine…tra gusto e moda. Solo qualcuno di noi, timidamente estrae, in condizioni drammatiche, una monodose di olio buono in fiale o in bustine, quando davvero l’unica bottiglia presente sulla tavola è inaffrontabile. La parola a Tullia Gallina Toschi e Lorenzo Cerretani

24 luglio 2010 | Lorenzo Cerretani, Tullia Gallina Toschi

Tullia Gallina Toschi

Si aprirà con una giornata di divulgazione la stagione didattica dell’olio organizzata dal Dipartimento di Scienze degli Alimenti nella sede di Cesena.
Il 5 ottobre, nella rinnovata sede dell’ex-Macello, messa a disposizione da Ser.In.Ar, società di servizi e di supporto alle attività didattiche e di divulgazione dell’Università in Romagna, si terranno un convegno dal titolo “Il gusto della prevenzione: rapporto tra alimenti e cancro al colon-retto”, seguito da un evento pomeridiano rivolto a tutti, dagli addetti ai lavori fino ai consumatori più attenti dal titolo ”L’olio non ha prezzo!”.

La sequenza degli eventi non è casuale, l’attività scientifica e quella di insegnamento delle peculiarità dell’olio extravergine sono tenute insieme dal sottile filo del gusto, utilizzato come chiave per una scelta consapevole.
Come assaggiatori del panel dell’Università di Bologna che opera presso la sede di Cesena ci siamo chiesti più volte come mai sia così grande il divario tra la nostra attività di controllo degli oli, gli sforzi per l’allineamento, le ipotetiche future necessità di super-certificazione dei panel, quando il mondo dell’olio di qualità non è entrato ancora nei nostri ristoranti e spesso nemmeno nelle nostre case.

Lorenzo Cerretani

Alla domanda “Qual è un olio di qualità?” oppure “Con che criterio posso acquistare un olio extravergine?” ci sembra di aver risposto con il nostro lavoro, ci sembra di aver fatto molto con la formazione in otto anni di oltre 200 assaggiatori, ma non è così, è la punta di un iceberg.

La conoscenza e quindi la richiesta in termini di “qualità dell’olio” del consumatore medio è molto bassa, anche se è un nostro parente. Anzi, spesso, noi panelisti veniamo vissuti come integralisti, addetti ai lavori, giudici pretenziosi.
Ed è così che, invece, ci troviamo ad essere testimoni di scelte costose e ricercate quando si tratta di vino (tutte quelle bollicine…) e di un disinteresse doloroso (per noi) quando si tratta di olio.

Chi, tra i nostri conoscenti, si preoccupa della qualità dell’olio da aggiungere a freddo sulla pizza, della provenienza geografica certificata in etichetta, del gusto? Molto pochi.
Solo qualcuno di noi, timidamente estrae, in condizioni drammatiche, una monodose di olio buono in fiale o in bustine, quando davvero l’unica bottiglia presente sulla tavola è inaffrontabile.
E allora le variabili sono tre: una è la conoscenza dei ristoratori, la seconda è quella dei consumatori, la terza è la moda.

Lo scaffale degli oli in un supermercato tedesco

Su tutte possiamo cercare di intervenire e così insieme al Prof. Giovanni Lercker (riferimento per il settore a livello internazionale), al Dott. Luigi Caricato (Direttore di Teatro Naturale), al Prof. Ettore Franca (Presidente di OLEA), al Dott. Stefano Cerni che presenterà le peculiarità degli oli del territorio romagnolo e ad un appassionato ristoratore, che propone l’extravergine in veste nobile e solitaria per l’aperitivo (Antonio Ruggiero) discuteremo, in tavola rotonda, su come scegliere l’olio.

Parleremo dello stupidario, delle parole appropriate per descrivere l’olio e di quelle sbagliate o fuorvianti; cercheremo di proporre un decalogo per la scelta della qualità. Perché il miglioramento della qualità passa attraverso la reale domanda di qualità, non attraverso una normazione eccessiva. Ma se il consumatore non ne ha conoscenza, se il ristoratore non si cura di questo aspetto che in apparenza non appare, come possiamo scandalizzarci per un mercato che non decolla come vorremmo?

Al tavolo allora, da oliandoli diversi, ripassando le regole di assaggio, assaporando e annusando oli diversi, daremo ciascuno una risposta alla domanda “Che olio extravergine devo comperare?”.
Siamo sicuri che la risposta sarà simile, non ci saranno polemiche di fronte ad un fruttato eccellente o ad una qualità riconoscibile a partire dall’etichetta o dalla bottiglia.

Vogliamo insegnarlo, vogliamo che più extravergini sul tavolo di un buon ristorante, a disegnare le varietà straordinarie del territorio, diventino di moda.
Il programma del convegno sarà presto disponibile sul sito del Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università di Bologna all’indirizzo www.disa.unibo.it

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Impollinazione e sviluppo dell’embrione nell’olivo: un viaggio nel cuore del frutto per migliorare le scelte in campo

Passo dopo passo il percorso dei tubetti pollinici e lo sviluppo dell’embrione dalla fioritura dell'olivo. L’impollinazione incrociata è efficace. Per l’olivicoltore italiano, questi dati offrono spunti concreti per progettare impianti misti, programmare interventi agronomici e ridurre il rischio di allegagione anomala

29 maggio 2026 | 16:00

L'arca olearia

Olivo e cambiamento climatico: come il caldo modifica crescita del frutto e accumulo di olio

Non sdolo più siccità, altri fattori meteo-climatici influenzano sensibilmente l'olivo da qui in avanti. Temperature elevate, maturazione anticipata e minore resa in olio: cosa emerge dai nuovi studi sugli oliveti lungo gradienti climatici

29 maggio 2026 | 16:00

L'arca olearia

L’olivo tra siccità e aumento della CO₂: strategie di sopravvivenza nel Mediterraneo che cambia

L’aumento dell’anidride carbonica atmosferica può compensare gli effetti negativi della siccità sull’olivo selvatico? Un recente studio rivela risposte sorprendentemente variabili, con implicazioni importanti di una delle specie più iconiche del Mediterraneo

29 maggio 2026 | 14:00

L'arca olearia

Determinazione assoluta dei fenoli nell’olio extravergine d’oliva per il riconoscimento del Health Claim UE

Il Regolamento Europeo 432/2012 riconosce un claim salutistico specifico per l’olio d’oliva, basato sul contenuto minimo di 250 mg/kg di composti fenolici derivati dall’idrossitirosolo e dal tirosolo. Il metodo Folin-Ciocalteu sottostima sistematicamente il contenuto fenolico

29 maggio 2026 | 13:00

L'arca olearia

Paclobutrazolo e alte temperature: una strategia per salvaguardare l’allegagione dell’olivo

Il paclobutrazolo, composto presente in diversi biostimolanti, può attenuare gli effetti negativi dello stress termico durante fioritura e post-fioritura, migliorando sensibilmente l’allegagione in condizioni climatiche critiche

28 maggio 2026 | 13:00

L'arca olearia

Oliveti resilienti al clima: compost, biochar e funghi benefici per rigenerare i suoli mediterranei

Uno studio condotto in Andalusia su oltre 3.000 olivi certificati dimostra il potenziale degli ammendanti organici e dei consorzi fungini nel migliorare la fertilità e la capacità di adattamento degli oliveti in asciutto, anche se gli eventi climatici estremi mettono in evidenza nuove criticità varietali

28 maggio 2026 | 09:00