L'arca olearia

Un vecchio sogno mai abbandonato: la fiera di filiera per l’olio d’oliva

Cos’è una fiera di filiera? Chi deve rappresentare, quali gli scopi e le caratteristiche. Con un lucido sguardo al palcoscenico internazionale alcuni spunti e suggerimenti

23 maggio 2009 | Lamberto Baccioni

Il sistema olivicolo italiano deve trovare la sua competitività nella differenziazione di prodotto, attraverso una definita strategia di filiera.

La filiera olearia tradizionale, che inizia dai Produttori Olivicoli e termina con i Consumatori, comprende un insieme importante di figure professionali e di operatori.

Nella fase produttiva sono presenti, oltre agli olivicoltori e i frantoiani, anche le loro Associazioni di categoria che svolgono un’importante funzione di rappresentanza, di formazione, di informazione, di indirizzo e di tutela degli associati.
A supporto della fase produttiva giocano un ruolo fondamentale i vivaisti e i fornitori di macchine, di impianti e di prodotti per l’olivicoltura, l’elaiotecnica e l’imbottigliamento.
La fase di commercializzazione vede attive alcune figure professionali che uniscono i produttori alle grandi aziende di commercializzazione. Oggi si stà assistendo ad un accorciamento di questo tratto della filiera, attraverso collegamenti diretti, anche internazionali, tra produzione e commercializzazione, per avere olii più aderenti alle richieste dei consumatori.

L’intera filiera è sostenuta dai Centri di ricerca che, insieme alle Associazioni di categoria e alle aziende fornitrici, sviluppano le conoscenze tecniche e tecnologiche, per poi trasferirle ai produttori e ai consumatori, facendo formazione e informazione.

La filiera infine coinvolge gli enti pubblici preposti al controllo, allo sviluppo, al supporto finanziario e alla applicazione della normativa.

Mi sembra evidente, a questo punto, che la Fiera di Filiera deve presentare tutti gli aspetti delle possibili filiere specializzate e, di queste, tutti i protagonisti pubblici e privati, i fornitori di servizi, di prodotti, di macchine e di impianti, le associazioni, i centri di ricerca, i canali di distribuzione, la comunicazione ed il marketing.

La Fiera di Filiera deve essere un palcoscenico dove si rappresentano i ruoli e le esigenze degli attori delle filiere e la tribuna dove se ne dibattono i temi e si confrontano le esigenze dei consumatori con la configurazione e le potenzialità della filiera stessa.
La Fiera di Filiera non è solo una collezione di macchine, idea ormai obsoleta, ma soprattutto una occasione di incontro, per la definizione delle migliori strategie, per sostenere la competitività dei produttori, nell’ottenere i prodotti che sono richiesti dai consumatori.

La nuova Fiera di Filiera dovrà rappresentare tutto ciò:
- con cadenza annuale,
- a Marzo – Aprile, nell’intermezzo tra i periodi produttivi dell’emisfero Nord e di quello Sud,
- alternandosi, nei Paesi leader della produzione e della commercializzazione dell’olio, ad esempio un anno in Spagna e l’anno successivo in Italia.

La sede dovrebbe essere vicina alle aree produttive più significative.
L’Organizzazione dovrà dare supporto ai visitatori, provenienti da tutti i paesi, sia produttori che consumatori di olio, con condizioni di accoglimento e di trasporto qualificate e controllate.
Particolare attenzione dovrà essere data alla comunicazione, alla logistica e all’accoglimento delle delegazioni internazionali.
La vicinanza di un aereoporto internazionale è infine condizione essenziale.
Il superamento di una logica campanilistica e l’affermazione della volontà di fare sistema, mi sembrano, infine, il cemento necessario per la costruzione di una nuova prospettiva che ripristini il primato della nostra produzione olearia, riconoscendo ai produttori il giusto compenso per i loro sforzi produttivi, sostenuti dai valori nutrizionali, culturali ed edonistici dell’olio extravergine di oliva.

Un esempio già consolidato di Fiera di Filiera è Expoliva che si tiene a Jaen (Andalusia) negli anni dispari. Expoliva propone una panoramica delle filiere olivicolo-olearie, con particolare attenzione alla filiera della Competitività di Costo, messa a punto dal sistema produttivo Spagnolo. La XIV edizione si è tenuta dal 16 al 19 Maggio 2009, con la partecipazione di 340 espositori, ed è stata visitata da oltre 47.000 visitatori, il 20% in più dell’ edizione 2007.

Auspichiamo che in Italia si possa consolidare una Fiera di Filiera che si alterni ad Expoliva e quindi abbia luogo negli anni pari. Se Expoliva è portatrice delle esigenze della filiera della Competitività di Costo, adatta per la produzione su larga scala di oli di qualità da distribuire attraverso la Grande Distribuzione Organizzata, una Fiera di Filiera in Italia si potrebbe concentrare nel presentare le soluzioni adatte a soddisfare le esigenze peculiari della filiera del Premio di Prezzo, che potrebbe rappresentare la via per sfruttare le potenzialità dell’olivicoltura di molti paesi e non solo dell’Italia, per ottenere prodotti differenziati che possano remunerare correttamente i produttori.

L’avere due fiere di filiera, ad anni alterni, focalizzate su due differenti tipologie produttive, della Competitività di Costo e del Premio di Prezzo, consentirebbe una forte sinergia ed un completamento della funzione formativa ed informativa della Fiera di Filiera.

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