L'arca olearia
Ecco come il caldo mette alla prova la vitalità del polline dell'olivo
Le temperature molto elevate compromettono seriamente la vitalità del polline. Già a 30 °C siosserva una riduzione significativa della germinazione del polline. La germinazione è migliore intorno ai 25 °C
17 marzo 2026 | 16:00 | R. T.
Il cambiamento climatico e l’aumento delle temperature rappresentano una sfida sempre più concreta per l’agricoltura mediterranea. Tra le colture più importanti della regione, l’olivo potrebbe risentire in modo significativo dello stress termico, soprattutto durante una fase cruciale del suo ciclo riproduttivo: la germinazione del polline.
Un recente studio condotto su quattro varietà di olivo — Koroneiki, Kalamata, Mastoidis e Amigdalolia — ha analizzato come la temperatura influenzi la capacità del polline di germinare e sviluppare il tubo pollinico, processo essenziale per la fecondazione dei fiori e la successiva produzione di olive.
Simulare le condizioni ambientali
I ricercatori hanno condotto esperimenti per tre anni simulando le condizioni che il polline incontra durante la dispersione nell’aria. I campioni sono stati esposti per 24 ore a diverse temperature — 10, 20, 30 e 40 °C — associate a livelli decrescenti di umidità relativa. L’obiettivo era riprodurre le condizioni di stress termico e di disidratazione che si verificano naturalmente durante l’impollinazione.
In un secondo esperimento, il polline è stato coltivato in laboratorio in condizioni ottimali, con disponibilità di acqua e nutrienti, a temperature comprese tra 15 e 30 °C per individuare i valori più favorevoli alla germinazione.
Temperature elevate riducono la fertilità
I risultati hanno mostrato che temperature molto elevate compromettono seriamente la vitalità del polline. A 40 °C, la germinazione è stata completamente impedita nelle varietà Koroneiki e Mastoidis. Le varietà Amigdalolia e Kalamata hanno mostrato una minima capacità di germinazione, rispettivamente del 7,6% e del 2%.
Anche a 30 °C si è osservata una riduzione significativa della germinazione del polline, soprattutto nella varietà Koroneiki (−65%) e in Amigdalolia (−72%) rispetto alla temperatura di controllo di 20 °C. Inoltre, temperature elevate hanno ridotto la lunghezza del tubo pollinico, limitando ulteriormente la possibilità di fecondazione.
Le condizioni ideali per la germinazione
Quando il polline è stato coltivato in laboratorio con acqua e nutrienti disponibili, la situazione è apparsa diversa. La germinazione è risultata migliore intorno ai 25 °C, con aumenti significativi in tutte le varietà studiate. Anche a 30 °C si è osservato un miglioramento rispetto ai 20 °C in alcune cultivar, mentre la crescita del tubo pollinico è aumentata progressivamente con l’aumento della temperatura.
Differenze tra le varietà
Attraverso un indice di risposta allo stress termico, i ricercatori hanno classificato le varietà in base alla loro tolleranza al caldo. A 30 °C, Mastoidis e Kalamata si sono dimostrate le più tolleranti, mentre Koroneiki e Amigdalolia hanno mostrato una risposta intermedia. A 40 °C, tuttavia, tutte le varietà sono risultate sensibili.
Verso nuove varietà più resistenti
Secondo gli autori dello studio, le differenze genetiche osservate tra le cultivar potrebbero essere sfruttate nei programmi di miglioramento genetico. L’obiettivo sarebbe sviluppare nuove varietà di olivo più resistenti allo stress termico, in grado di mantenere una buona fertilità anche in condizioni climatiche sempre più calde.
Comprendere come la temperatura influenzi la riproduzione delle piante è infatti fondamentale per garantire la stabilità delle produzioni agricole. In un contesto di riscaldamento globale, la capacità di adattamento delle colture tradizionali del Mediterraneo, come l’olivo, diventa una questione non solo agricola ma anche economica e sociale.
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