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Potatura da reddito dell'olivo: dimenticare le tradizioni

Potatura da reddito dell'olivo: dimenticare le tradizioni

Presentati i primi oli degli OLIveti Certificati dalla Scuola, sostenibili, che esaltano non soltanto caratteristiche delle varietà autoctone ma che rispettano al massimo territorio, albero, uomo e ovviamente sana alimentazione. Forbici d'Oro è più di un concorso

01 maggio 2026 | 13:30 | Antonino Filippo Nobile

Questa edizione giunta al ventunesimo anno dalla sua nascita assume quest’anno un valore importante nella sua storia. Una edizione organizzata da Scuola Potatura Olivo che porta il nome di Giorgio Pannelli e della quale egli è direttore scientifico. Ad ospitare questa rassegna è stata la cooperativa Rapolla Fiorente di Potenza che la regione Basilicata ha indicato come zona di grande valore per la propria olivicoltura. La manifestazione, organizzata da Edagricole e dalla rivista Olivo e Olio è inserita nella rassegna “Innovazione in Oliveto”. Inutile ricordare l’importanza di questo appuntamento per i tecnici del settore di ogni livello che oltre al campionato ha organizzato per l’occasione due convegni di rilievo.

Gli interventi del convegno tecnico-scientifico del primo giorno a cura di Scuola Potatura Olivo G. Pannelli hanno contemplato i diversi aspetti della olivicoltura da reddito che si può ottenere soltanto con conoscenza (scienza), tecnica (pratica) e formazione (Scuola Potatura Olivo è l’unico ente dedicato a tale scopo in olivicoltura). A moderare il convegno il direttore Michele Blasi, dell’Alsia, Agenzia Lucana Sviluppo ed Innovazione in Agricoltura. Introduce Antonio Buccoliero di Alsia motivando l’importanza del legame tra Alsia e Scuola per il recupero dell’olivicoltura biodiversa in regione. Prosegue Antonino Filippo Lonobile, presidente e vice-direttore della Scuola, in sostituzione di Giorgio Pannelli, elogiandolo come Maestro di tutti coloro che praticano il Vaso Policonico e che conoscono l’olivo sotto il profilo tecnico-scientifico, insistendo sul fatto che per una reale trasformazione del settore serve innanzitutto personale che sappia fare il proprio lavoro, dimenticando le proprie tradizioni, basate su teorie a-biologiche strettamente legate ad un puro conformismo per la maggiore privo di sapere. Segue Barbara Alfei, tecnico Amap e formatore di Scuola Potatura nonché madrina di Forbici d’Oro dalla nascita di questo evento. La Alfei sottolinea l’importanza della biodiversità e di quanto gli oliveti possano dare benefici differenti, iniziando dalla scelta delle varietà locali passando agli oli monovarietali da essi derivanti fino al concetto di Terroir. Segue Raffaele Antonello, formatore di Scuola Potatura, il quale, esaltando i benefici di un suolo vivo e del ripristino della fertilità, spiega quanto sia fondamentale in oliveto il suolo sapientemente inerbito per avvalersi di una moltitudine di fattori ecosistemici positivi su cui bisogna d’ora e in avanti puntare. Conclude Lonobile motivando l’importanza della Scuola, dei professionisti preparati che ne derivano, i quali devono principalmente essere veramente consci del ruolo fondamentale che hanno nella custodia e nella creazione di una economia circolare attraverso la prima coltura arborea nazionale con i suoi 1,14 milioni di ettari. Lonobile ha in seguito presentato i primi oli derivanti dagli OLIveti Certificati dalla Scuola (già vincitori di premi nazionali ed extra nazionali riconosciuti), definibili sostenibili, che esaltano non soltanto caratteristiche uniche delle varietà autoctone ma che rispettano al massimo territorio, albero, uomo e ovviamente sana alimentazione.

Passando al “momento di gara” quest’anno sessanta potatori certificati dalla Scuola sono venuti da ogni parte d’Italia. A questi si sono aggiunti tre giovani campioni nazionali provenienti dagli Istituti agrari con una classifica gestita da Alfei & co. Tre piante, dieci minuti a pianta e la giusta tecnica sono serviti a modificare la chioma delle piante spesso in cattivo stato sanitario. E’ qui che la conoscenza e la tecnica sono entrate in gioco. Oltre alle capacità fisiche per dare la migliore impostazione in quell’arco di tempo, è stata necessaria la potatura di riforma per un esame complesso che ha messo a dura prova i 63 concorrenti provenienti da ogni regione. Alla fine la giuria tecnico-scientifica composta da Alfei, Antonello e Lonobile ha decretato i vincitori. Quest’anno il titolo è andato a Jury Presenti proveniente dall’Umbria, seguito da Luca Lancuba (Campania), Francesco Rupa (Abruzzo), Luca Ioannilli (Lazio), Gennaro Listorti (Molise), Davide Iacovella (Abruzzo), Francesco Magno (Calabria), Fernando Anzivino (Puglia), Lorenzo Marino Marini (Marche) e Simone Sisi (Toscana). Il più bravo giovane tra tutti è risultato Lorenzo Marini, nono in classifica assoluta, dell’ITA di Macerata. Che dire … ben vengano i giovanissimi e ben vengano le persone pronte a mettersi in discussione!

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