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Analisi critica del consumo di olio extravergine di oliva: tra comunitario e 100% italiano

Analisi critica del consumo di olio extravergine di oliva: tra comunitario e 100% italiano

Cosa acquistano sugli scaffali dei supermercati gli italiani? Non è sufficiente solo il dato assoluto ma capire i comportamenti di consumo nelle varie aree Nielsen, differenziando tra olio comunitario e 100% italiano

01 maggio 2026 | 16:00 | Alberto Grimelli

Gli italiani a marzo 2026, secondo i dati Nielsen, hanno comprato sugli scaffali 7,6 milioni di litri di extravergine di oliva Made in Italy e 27,4 milioni di litri di olio extravergine di oliva comunitario.

Il dato assoluto ci dice già che, in volume, l’extravergine comunitario vale quasi sei volte l’italiano. In valore l’extravergine comunitario vale 191 milioni contro gli 83 dell’olio italiano (2,3 volte).

L’italiano vince a valore, perdendo miseramente a volume.

Ma è dappertutto così in Italia?

Occorre un’analisi critica del mercato per comprendere, al netto delle vendite dirette che si concentrano prevalentemente al centro-sud, le preferenze degli italiani.

Consumi di olio di oliva in area 1 Nielsen (Piemonte, Val d'Aosta, Liguria, Lombardia)

E’ l’area geografica più ricca d’Italia e anche la più popolosa, con circa 16 milioni di abitanti e un PIL pro capite da 46 mila euro secondo Istat.

I volumi venduti a marzo di extravergine comunitario (Iper+Super) in quest’area sono stati pari a 14,7 milioni di litri e di extravergine italiano per 2,2 milioni di litri.

Complessivamente nel mese di marzo il consumo pro capite è stato di circa 1 litro.

Consumi di olio di oliva in area 2 Nielsen (Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna)

E’ la seconda area geografica più ricca d’Italia e anche la più popolosa, con poco più di 12 milioni di abitanti e un PIL pro capite da 43,6 mila euro secondo Istat.

I volumi venduti a marzo di extravergine comunitario (Iper+Super) in quest’area sono stati pari a 6,6 milioni di litri e di extravergine italiano per 1,7 milioni di litri.

Complessivamente nel mese di marzo il consumo pro capite è stato di circa 0,7 litri.

Consumi di olio di oliva in area 3 Nielsen (Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Sardegna)

E’ la terza area geografica più ricca d’Italia e anche la più popolosa, con circa 13 milioni di abitanti e un PIL pro capite da 40 mila euro secondo Istat.

I volumi venduti a marzo di extravergine comunitario (Iper+Super) in quest’area sono stati pari a 7,9 milioni di litri e di extravergine italiano per 1,6 milioni di litri.

Complessivamente nel mese di marzo il consumo pro capite è stato di circa 0,7 litri.

Consumi di olio di oliva in area 4 Nielsen (Abruzzo, Molise, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia)

E’ l’ultima area geografica per ricchezza e popolazione, con circa 13 milioni di abitanti e un PIL pro capite da 24,8 mila euro secondo Istat.

I volumi venduti a marzo di extravergine comunitario (Iper+Super) in quest’area sono stati pari a 4,85 milioni di litri e di extravergine italiano per 0,5 milioni di litri.

Complessivamente nel mese di marzo il consumo pro capite è stato di circa 0,4 litri.

Analisi critica dei dati

Apparentemente il sud Italia sarebbe l’area geografica col minor consumo di olio extravergine di oliva ma si tratta, ovviamente, di un dato falsato dall’abitudine all’acquisto diretto in azienda agricola o frantoio che spiega anche il motivo dei bassissimi acquisti di 100% italiano sugli scaffali del sud Italia.

Dinamica abbastanza simile, forse solo meno accentuata, nel centro Italia (area 2) dove troviamo in proporzione un più alto consumo di olio comunitario rispetto al nazionale, dato quest’ultimo che andrebbe corretto con gli acquisti diretti.

La vera partita delle vendite di olio a scaffale si fa nelle aree più ricche del Paese dove l’abitudine agli acquisti diretti è molto più bassa per difficoltà logistiche e per tradizione di consumo. Qui vediamo che l’area di nord-ovest è decisamente più propensa al consumo di extravergine in generale rispetto al nord-est (0,9 litri pro capite contro 0,55). Un dato che non si riflette però sui consumi di 100% italiano, praticamente pari a 0,14 litri pro capite nel mese di marzo.  

E’ quindi nel nord Italia che bisognerebbe spingere sul consumo di olio italiano.

Immaginando di poter proiettare il dato mensile di consumo a livello annuale, scopriamo così che nel nord si consumano 1,7 litri pro capite di olio italiano, quindi circa 50 mila tonnellate di extravergine nazionale, ovvero il 16% della produzione nazionale rispetto al 50% circa della popolazione italiana.

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