L'arca olearia
Comincia a scendere la giacenza di olio extravergine di oliva italiano
A disposizione del mercato 154 mila tonnellate di olio extravergine di oliva nazionale e ben 39 mila tonnellate di olio biologico. Alla vigilia di una potenziale annata di scarica nessuna paura da parte degli operatori
10 marzo 2026 | 14:00 | T N
Tolte le Regioni imbottigliatrici, Toscana, Umbria e in parte Liguria, l’olio extravergine di oliva italiano è concentrato tutto in Puglia, Sicilia e Calabria.
L’olio stoccato in queste sei Regioni sfiora le 140 mila tonnellate, su 154 mila totali, quindi il 90%.
Il calo delle giacenze nel mese di febbraio è stato di circa seimila tonnellate e, considerata una minima produzione, è possibile ipotizzare un commercializzato da 10 mila tonnellate circa.
Si tratta di volumi più bassi rispetto all’anno scorso quando le uscite superavano le 15 mila tonnellate, una condizione dovuta alla pressione competitiva dei prezzi bassi dell’olio comunitario ed extracomunitario sui mercati nazionali e internazionali.

E’ ipotizzabile che le giacenze si dimezzeranno entro la fine di settembre, quando si entrerà in un’annata di scarica per l’Italia, ma questo non preoccupa gli operatori che ritengono che le 79 mila tonnellate in Puglia, 18 mila in Calabria saranno sufficienti a garantire una buona copertura e le esigenze commerciali anche per il 2026/27.
Unica eccezione e isola felice, è il caso di dirlo, la Sicilia che ha prodotto più di 40 mila tonnellate ma si trova una giacenza di meno di 14 mila tonnellate con l’ipotesi di azzeramento appena dopo l’estate che è molto concreto. L’olio siciliano, Igp Sicilia soprattutto, resta molto richiesto e le quotazioni sono elevate, quasi sui livelli dell’anno precedente.
Restano molto alte, intanto, anche le giacenze di olio biologico a 39 mila tonnellate, in calo di appena 1000 tonnellate rispetto al dato di gennaio. 18 mila tonnellate sono in stock in Puglia, 9 mila in Calabria e 5 mila in Sicilia. In rapporto alla produzione la Regione che si conferma leader del prodotto biologico è la Calabria che tuttavia non riesce realmente a valorizzare questa produzione quotata 50-70 centesimi in più del prodotto convenzionale. Un premio di prezzo non in linea con i costi di produzione.
Le giacenze di olio DOP/IGP sono pari a circa 18 mila tonnellate, in calo di 2 mila tonnellate rispetto a gennaio. Quasi 9 mila tonnellate, la metà del totale, sono Dop Terra di Bari. A queste si aggiungono le quasi 4 mila tonnellate di oli certificati siciliani e 1200 tonnellate di olio Igp Calabria.
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