L'arca olearia
Fioritura dell'olivo e sviluppo dei frutti, mobilitazione del boro e implicazioni sulla fertilizzazione
Il boro è un elemento essenziale per la fioritura e l’allegagione nell’olivo. Contrariamente a quanto comunemente ritenuto, il boro può essere mobilizzato dalle foglie giovani verso fiori e frutti in fase di allegagione
03 giugno 2026 | 13:00 | R. T.
Il boro è un micronutriente fondamentale per i processi riproduttivi delle piante superiori. Nell’olivo (Olea europaea L.), la carenza di boro può compromettere la formazione dei boccioli fiorali, la produzione di granuli pollinici vitali e la crescita del tubetto pollinico, riducendo significativamente l’allegagione e la resa finale. Nonostante la sua importanza, per decenni si è ritenuto che il boro fosse un elemento a scarsa mobilità floematica, concentrandosi quindi prevalentemente nei tessuti giovani e nei punti di crescita.
Tuttavia, osservazioni condotte su diverse specie arboree hanno evidenziato che, in condizioni di carenza o in presenza di forti sink riproduttivi, il boro può essere traslocato dalle foglie mature verso i tessuti in via di sviluppo. Lo studio qui presentato, pubblicato su HortScience nel 1994, ha esplorato proprio questo aspetto nell’olivo, una specie caratterizzata da alternanza di produzione e da un elevato fabbisogno di boro, specialmente nelle regioni mediterranee come la Spagna, dove la borata è una pratica diffusa.
L’obiettivo della ricerca era duplice: da un lato, descrivere l’evoluzione della concentrazione di boro nelle foglie giovani e mature durante la fioritura e l’allegagione; dall’altro, valutare la capacità di mobilitazione del boro applicato per via fogliare in prossimità dell’antesi, analizzando la distribuzione del nutriente nei diversi organi del germoglio fiorifero.
Materiali e metodi dello studio
La sperimentazione è stata condotta in un oliveto sperimentale dell’Università di Cordoba, su alberi di olivo ‘Manzanillo’ di 17 anni, allevati in irrigazione a goccia. Sono stati realizzati due distinti esperimenti.
Nel primo esperimento, finalizzato a studiare le variazioni naturali del boro, sono stati selezionati quattro alberi in piena produzione con un carico medio di 0,53 frutti per centimetro di germoglio, e quattro alberi non produttivi con appena 0,08 frutti/cm. Da questi, tra marzo e giugno, sono stati prelevati campioni di foglie giovani dell’anno e foglie mature dell’anno precedente. L’antesi è avvenuta il 28 aprile.
Nel secondo esperimento, quattro alberi produttivi sono stati trattati tre giorni prima dell’antesi immergendo le foglie di una branca per cinque secondi in una soluzione allo 0,5% di borato di sodio (Solubor), corrispondente a 1 g di boro per litro. Il resto dell’albero è stato utilizzato come controllo. A partire dall’antesi, sono stati prelevati campioni di lembi fogliari giovani e maturi, piccioli, corteccia del germoglio dell’anno precedente, fiori e frutti. Per eliminare il boro di superficie, le foglie sono state lavate con Triton X-100 allo 0,03%, mentre corteccia e frutti sono stati semplicemente risciacquati in acqua deionizzata. Il boro è stato determinato per via colorimetrica dopo incenerimento a 600°C.
Variazione della concentrazione di boro nelle foglie durante la fioritura
I risultati mostrano chiaramente che le foglie giovani presentano una concentrazione di boro più elevata rispetto alle foglie mature, indipendentemente dallo stato produttivo dell’albero. Tuttavia, il dato più rilevante riguarda l’andamento temporale. Negli alberi produttivi, la concentrazione di boro nelle foglie giovani diminuisce drasticamente proprio in corrispondenza dell’antesi, passando da valori superiori a 60 mg/kg a valori minimi di circa 40 mg/kg. Questo calo non si osserva nelle foglie mature, i cui livelli rimangono sostanzialmente stabili attorno a 25-30 mg/kg per tutto il periodo.
Calcolando il contenuto di boro per singola foglia, si conferma una riduzione assoluta del nutriente nelle foglie giovani durante l’antesi, a testimonianza di un effettivo flusso in uscita. Negli alberi non produttivi, la riduzione è molto meno marcata e limitata a un intervallo temporale più ristretto. Questa differenza suggerisce che la comparsa di un potente sink riproduttivo – fiori e frutti in accrescimento – richiama il boro dalle riserve presenti nelle foglie giovani, le quali si comportano come organi di mobilitazione.
Un aspetto interessante è che, sebbene le foglie giovani abbiano una concentrazione maggiore, il contenuto totale di boro per foglia risulta simile tra foglie giovani e mature. Ciò indica che le foglie giovani posseggono una frazione più facilmente dializzabile (solubile) e quindi mobilizzabile, mentre nelle foglie mature il boro è prevalentemente in forma non dializzabile e meno disponibile per la traslocazione.
Effetto del trattamento fogliare sulla distribuzione del boro
Il secondo esperimento ha permesso di verificare se un apporto supplementare di boro per via fogliare, in prossimità dell’antesi, possa effettivamente incrementare i livelli del nutriente nei sink riproduttivi. Già tre giorni dopo il trattamento, la concentrazione di boro nel lembo delle foglie mature trattate era tripla rispetto al controllo, raggiungendo picchi superiori a 100 mg/kg. Questo eccesso si è ridotto progressivamente nei 50 giorni successivi, tornando ai valori del controllo, a indicare una lenta ma progressiva uscita del boro dalla foglia.
Anche i piccioli hanno mostrato un rapido incremento del boro, mentre nella corteccia le differenze tra trattamento e controllo sono risultate modeste, con livelli stabili attorno a 20-25 mg/kg. Questo dato suggerisce che la via di traslocazione preferenziale non coinvolge massivamente il floema della corteccia, ma piuttosto lo xilema o percorsi apoplastici brevi.
L’effetto più significativo si è osservato nei fiori e nei frutti. Tre giorni dopo il trattamento, in coincidenza con l’antesi, la concentrazione di boro nei fiori degli alberi trattati era superiore del 75% rispetto ai controlli. Diciassette giorni dopo il trattamento, in piena fase di allegagione e inizio della cascola massiva dei frutticini, si è registrato un secondo picco di accumulo. Trascorsi 37 giorni, completata la fase di cascola, i livelli di boro nei frutti sono gradualmente diminuiti, sebbene l’accumulo totale di boro per frutto sia proseguito in modo più marcato nei rami trattati.
Discussione: mobilitazione del boro e implicazioni agronomiche
I risultati complessivi dimostrano che, contrariamente al dogma storico di immobilità del boro, nell’olivo esiste una finestra fenologica – compresa tra l’antesi e le prime fasi di sviluppo del frutto – durante la quale il boro può essere mobilizzato dalle foglie giovani verso i tessuti riproduttivi. La presenza di una fioritura abbondante crea un sink di domanda tale da superare le normali limitazioni alla traslocazione floematica.
La minore mobilitazione osservata nelle foglie mature suggerisce che queste ultime trattengano il boro in forme meno disponibili, a meno che non vengano arricchite con trattamenti fogliari che aumentano la frazione dializzabile. Questo spiega perché le applicazioni di boro in prossimità dell’antesi siano particolarmente efficaci: forniscono un pool rapidamente utilizzabile proprio quando la domanda è massima.
Dal punto di vista pratico, questi dati supportano l’efficacia di una o due applicazioni fogliari di boro (ad esempio allo 0,5% di Solubor, pari a 5-10 g/hl di boro puro) eseguite pochi giorni prima dell’inizio della fioritura. L’obiettivo non è tanto correggere una carenza cronica del suolo, quanto piuttosto assicurare un apporto tempestivo e localizzato al momento critico della differenziazione e dell’allegagione. Inoltre, la maggiore accumulazione di boro nei frutti dei rami trattati potrebbe influire positivamente sulla qualità finale delle drupe, sebbene lo studio non abbia approfondito questo aspetto.
Conclusioni e prospettive per la gestione della fertilizzazione borica
Lo studio di Delgado, Benlloch e Fernandez-Escobar fornisce evidenze solide a favore della mobilitazione del boro dalle foglie giovani dell’olivo verso fiori e frutti in accrescimento. Le principali conclusioni operative sono le seguenti. La concentrazione di boro nelle foglie giovani è un indicatore sensibile dello stato nutrizionale durante la fase riproduttiva, con un minimo caratteristico all’antesi negli alberi produttivi. I trattamenti fogliari preserali aumentano rapidamente e significativamente il contenuto di boro nei fiori, sostenendo l’allegagione. La mobilitazione del boro è limitata nel tempo e dipende dall’intensità del sink riproduttivo, motivo per cui in annate di scarsa fioritura l’effetto del trattamento risulta meno evidente. Per l’olivicoltore, questi risultati giustificano l’adozione di strategie di fertilizzazione borica mirate alla fase fenologica critica, eventualmente integrate con analisi fogliari su foglie giovani prelevate alla fine dell’inverno. Una corretta gestione del boro può contribuire a ridurre la cascola anomala, migliorare l’uniformità dell’allegagione e, in ultima analisi, stabilizzare le rese negli anni di carica, mitigando gli effetti dell’alternanza di produzione.
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