L'arca olearia

Gestione innovativa delle erbacce in oliveto

Gestione innovativa delle erbacce in oliveto

Oltre al controllo meccanico e agli erbicidi, esistono sistemi di controllo evoluti e più sostenibili, che potrebbero persino avere molteplici effetti: il diserbo fisico dell’oliveto grazie a getti d’acqua ad alta pressione. Ecco i costi di gestione ad ettaro

05 febbraio 2026 | 16:00 | R. T.

Poiché negli oliveti intensivi gli alberi sono piantati in file, le erbacce richiedono una gestione diversa nella superficie del suolo all'interno e tra le file, a seconda del livello di ombreggiamento degli alberi e della densità di piantagione. L'interfila può essere gestita con un inerbimento per ridurre il deflusso e l'erosione del suolo e aumentare il contenuto di materia organica, l'infiltrazione delle precipitazioni e la ritenzione idrica, la biodiversità complessiva e la biocenosi del suolo e la transitabilità delle macchine.

D'altra parte, l'interno filare rappresenta la striscia in cui il controllo delle infestanti è più difficile, ma fondamentale a causa della maggiore competizione diretta con l'apparato radicale degli olivi. Per questo motivo, la gestione delle infestanti all'interno del filare in oliveti intensivi rappresenta una sfida.

Le macchine tradizionalmente utilizzate per la lavorazione interfilare possono anche essere personalizzate per diversi tipi di applicazioni, in particolare per ridurre la frazione fine del suolo responsabile della mineralizzazione della materia organica. Per quanto riguarda l'uso di diserbanti chimici, i risultati sono stati efficaci, facili da applicare ed economici, ma con un potenziale impatto negativo sull'ambiente, anche se applicati solo nella striscia intra-fila.

Nell'ultimo decennio, una crescente consapevolezza dell'inquinamento del suolo e dell'acqua e della riduzione della biodiversità ha promosso l'adozione di soluzioni alternative, sostenibili ed ecocompatibili. In questo contesto, la gestione intra-fila con metodi fisici è auspicabile per la sostenibilità ambientale e la ricchezza della biodiversità del suolo.

Tra le soluzioni proposte, alcune si basano sull'uso del fuoco (pirolisi) o dell'acqua ad alta pressione.

L'approccio con acqua ad alta pressione è un'innovazione tecnica per il diserbo e occorre quindi effettuare studi accurati sulle pressioni richieste per ogni specifico tipo di infestante e il suo stadio vegetativo.

Uno studio del CREA ha confrontato due diverse sarchiatrici meccaniche in un oliveto ad alta densità (1250 alberi/ha) piantato nel 2019. Sono stati confrontati una zappatrice intra-filare (Controllo) e un sistema alternativo con getto d'acqua ad alta pressione (Grass Killer). I trattamenti sono stati effettuati in estate e in autunno. Gli effetti dei due sistemi di controllo sono stati valutati attraverso la copertura del suolo da parte delle infestanti e, indirettamente, attraverso la crescita degli olivi.

L'effetto sulle infestanti in estate è stato marcato senza mostrare differenze significative tra i trattamenti applicati, anche se il Grass Killer non ha eradicato totalmente le infestanti.

In autunno, la zappatrice ha mostrato una maggiore capacità di diserbo, anche se la presenza di erbacce lungo il filare trattato con il trattamento ad acqua ad alta pressione può contribuire a ridurre l'umidità del suolo nel periodo invernale. Non sono state riscontrate differenze nella crescita degli olivi giovani.

I risultati hanno dimostrato una buona capacità di diserbo della macchina alternativa, il cui utilizzo può essere gestito in combinazione con altri sistemi meccanici.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Olio extravergine di oliva e blockchain: tutelare il Made in Italy con la tecnologia

L’adozione della blockchain nella filiera dell’olio extravergine di oliva italiano potrebbe diventare una svolta contro le frodi e per la valorizzazione del Made in Italy. Superare lo scetticismo iniziale e concentrarsi su facilità d’uso, innovazione personale e condizioni strutturali delle aziende

11 giugno 2026 | 13:00

L'arca olearia

Zeolite in olivicoltura sostenibile: controllo della rogna e resilienza alla siccità

La zeolitite ricca di chabasite si conferma un materiale multifunzionale per l’olivicoltura mediterranea. I risultati di una ricerca in Italia e Spagna mostrano che la zeolitite riduce l’uso di rame e fertilizzanti sintetici, migliorando la sostenibilità agronomica

11 giugno 2026 | 11:00

L'arca olearia

Deficit idrico severo nell’olivicoltura in clima temperato: effetti sui composti biofenolici, sui pigmenti e sul profilo degli acidi grassi nell’olio d'oliva

La disponibilità idrica rappresenta uno dei fattori abiotici più influenti sulla qualità dell’olio di oliva. L’olio ottenuto in condizioni di deficit idrico severo ha mostrato concentrazioni significativamente più elevate di acido p-cumarico, acido ferulico, clorofille totali e β-carotene, mentre l’irrigazione ha favorito idrossitirosolo, tirosolo e fenoli totali. Il profilo degli acidi grassi è risultato alterato

10 giugno 2026 | 16:00

L'arca olearia

Solfiti in frantoio: è possibile fermare l’ossidazione dell’olio d’oliva

Sebbene l’uso sia vietato nella produzione di olio vergine ed extravergine, un nuovo studio ha valutato l’efficacia del metabisolfito di potassio nel bloccare la degradazione ossidativa. Aggiunto durante la frangitura o la gramolazione, l’additivo azzera i perossidi già a 1500 ppm, ma riduce fino al 33% il contenuto di fenoli totali

10 giugno 2026 | 12:00

L'arca olearia

Olivo e cambiamento climatico: quanto calore può sopportare la pianta simbolo del Mediterraneo?

Uno studio condotto su dieci cultivar di olivo italiane ha analizzato la resistenza al calore di foglie e germogli, individuando differenze significative tra varietà e fornendo indicazioni utili per la gestione agronomica

09 giugno 2026 | 12:00

L'arca olearia

Il modello Sicilia per l’olio extravergine di oliva italiano

C’era una volta il modello olio Toscano, con la sua capacità evocativa e forza comunicativa. La Sicilia ha saputo ben ispirarsi creando, dal 2017, un modello di successo per il sud Italia che deve crescere in valore aggiunto

08 giugno 2026 | 16:00 | Alberto Grimelli