L'arca olearia

Il separatore è il cuore pulsante del frantoio

Il separatore è il cuore pulsante del frantoio

Spesso è l’ultima scelta quando si progetta un impianto oleario ma si dovrebbe invece partire da qui, in una logica economica e di risparmi. Non è solo ottenere olio pulito ma di ottenere anche più resa in olio d’oliva

05 febbraio 2026 | 09:15 | R. T.

Il separatore in frantoio è la centrifuga verticale che serve a “pulire” l’olio dopo la separazione delle fasi nel decanter. Nell’olio uscito dalla centrifuga orizzontale resteranno sempre un po’ di acqua e di solidi sospesi che è compito del separatore eliminare. Così pure, in un impianto a tre fasi, il recupero delle piccole quantità di olio contenute nelle acque di vegetazione permette di recuperare qualche decimale di resa di estrazione.

Spesso, però, un macchinario così delicato, che dovrebbe guidare la progettazione, è lasciato per ultimo. Spesso lo si sottodimensiona, obbligando poi l’intero frantoio a non funzionare ottimamente, altrimenti ottenendo un olio sporco e poco stabile.

E’ questa la ragione per cui Francesco Rancini, direttore di Haus Italia, parla del separatore come del “frontman” dell’impianto. 

“Tutto quello che avviene prima – frangitura, gramolazione, decanter – prepara il prodotto, ma è il separatore che lo porta alla sua forma migliore. Quindi detta il ritmo e la qualità del risultato finale.” spiega Rancini.

Il separatore non migliora la qualità dell’olio…

“E qui ti sbagli. Un olio più pulito significa minore contenuto d’acqua, da cui minore rischio di idrolisi e acidità; meno residui solidi ovvero migliore stabilità ossidativa; colore più brillante e profilo sensoriale più equilibrato. Ti basta?”

Parliamo di resa

“Oggi il mercato vive di marginalità strette, quindi la resa fa davvero la differenza. La tecnologia HAUS permette di spingere di più il decanter, ottenendo un olio più “sporco”, sapendo però che il separatore recupererà in modo estremamente efficiente tutte le micro‑gocce presenti nella fase pesante. Il risultato? Più olio totale, con meno perdite nella sansa e nelle acque. La separazione ad alta forza centrifuga e l’estrazione della fase leggera tramite centripetal pump assicurano che l’olio venga recuperato senza turbolenze né ossigenazioni superflue, preservandone la qualità e aumentando allo stesso tempo la resa.”

Infine i risparmi

“Più il separatore lavora bene, meno lavoro resta ai filtri. Un olio che esce già molto pulito dai dischi del separatore richiede: meno cartoni filtranti, meno consumabili, meno arresti dell’impianto, minori consumi energetici per la filtrazione. Alcuni clienti hanno ridotto i costi di filtrazione fino al 40% semplicemente migliorando la fase di separazione finale. È un risparmio diretto, visibile, e soprattutto costante stagione dopo stagione.”

A cosa stare attenti quando si pensa al separatore?

“Prima di tutto al corretto dimensionamento. Non sempre è necessario moltiplicare il numero di separatori per ottenere il risultato desiderato. Oltre a più consumi energetici, avremo anche maggiori costi di manutenzione e quindi di produzione. Il separatore è un concentrato di tecnologia, solo apparentemente semplice che deve unire robustezza meccanica, precisione di separazione e facilità di gestione. 

Abbiamo progettato il separatore HAUS con un telaio monoblocco in ghisa che garantisce stabilità anche ad altissime velocità, riducendo vibrazioni e rumore, anche grazie al pacco dischi appositamente progettato, mentre la trasmissione a cinghia semplifica la manutenzione e migliora la durata degli organi rotanti. In più, lo scarico automatico dei solidi e la predisposizione completa per i cicli di lavaggio CIP mantengono costante l’efficienza separativa, riducendo i fermi macchina e prolungando la vita del tamburo.

Ho sempre dedicato molta attenzione al separatore: è l’ultimo musicista sul palco, quello che trasforma un buon lavoro in un risultato eccellente.”

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