L'arca olearia

Nessuna guarigione spontanea da Xylella fastidiosa degli olivi del Parco delle Dune Costiere

Nessuna guarigione spontanea da Xylella fastidiosa degli olivi del Parco delle Dune Costiere

Gli olivi continuano a essere infetti ma si è solo ridotta la carica batterica nelle piante, un fenomeno già evidenziato in altri territori infetti, dove la riduzione delle popolazioni di sputacchina limita le superinfezioni da Xylella fastidiosa

29 maggio 2025 | 16:00 | R. T.

Non è stata trovata nessuna cura a Xylella fastidiosa e gli olivi, purtroppo, non sono in grado di guarire da soli dal batterio.

Allora perché è stata diffusa la notizia che centinaia di olivi, tra Galatone e Collepasso, sono tornati a produrre? Un miracolo nel Parco delle Dune Costiere del Salento?

In realtà altre presunte guarigioni miracolose sono avvenute anche in altri territori pugliesi, in particolare in aree infette, laddove gli olivi, pur colpiti da Xylella fastidiosa, non sono completamente morti.

La spiegazione tecnico-scientifica di questo presunto miracolo è la riduzione delle popolazioni di sputacchina in tali areali. Riducendosi la popolazione del vettore di Xylella fastidiosa, vengono ridotti gli episodi di superinfezioni, ovvero di un progressivo aumento del carico batterio nella pianta, per continue nuove infezioni date da sputacchina.

Nessun batterio è così letale da causare la morte solo per l’infezione con una, o pochissime cellule patogene, generalmente serve un certo carico batterico oltre il quale le normali difese della pianta non possono più reagire, generalmente isolando l’infezione.

E’ evidente che tanto più frequenti e numerose sono le infezioni, più gli olivi saranno incapaci di difendersi e più l’olivo tenderà a deperire rapidamente. Viceversa meno saranno le infezioni è più è probabile che l’olivo potrà isolare il batterio, specie se la carica infettiva è limitata, potendo l’olivo riprendersi e ritornare anche a produrre.

Resta da capire quanto e per quanto tempo le difese dell’olivo possono essere in grado di arginare lo sviluppo di Xylella fastidiosa nella pianta, limitandone la diffusione nei vasi xilematici.

L’olivo colpito da Xylella, inoltre, è un olivo stressato poiché il flusso di acqua e nutrienti è limitato. In questi casi, esattamente come avviene in caso di siccità, l’olivo tende a produrre più fenoli, in tutti i tessuti, olive comprese. Da cui un olio più ricco di questi composti bioattivi.

Non è avvenuto nessun miracolo, solo accadimenti già spiegati dalla scienza.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Conservare l'olio extravergine di oliva sotto azoto: l'influenza sui parametri di qualità

L’ossigeno presente nello spazio di testa dei serbatoi accelera i processi ossidativi e compromette nel tempo le caratteristiche chimiche e sensoriali dell’olio d'oliva. L'impatto su parametri qualitativi come acidità libera, contenuto fenolico e indice di perossidi

30 aprile 2026 | 14:00

L'arca olearia

Irrigazione deficitaria controllata su olivo: effetti su resa e qualità dell’olio extravergine di oliva

Un recente studio quadriennale condotto su oliveti intensivi ha analizzato gli effetti dell’irrigazione deficitaria controllata durante la fase di sintesi lipidica dell'oliva, valutando le relazioni tra stato idrico della pianta, accumulo di olio, produttività e qualità dell’olio extravergine

30 aprile 2026 | 13:00

L'arca olearia

Ottimizzazione della fertilizzazione fogliare in olivicoltura: impatti su resa, qualità dell’olio e composizione biochimica

La gestione nutrizionale dell’olivo rappresenta un fattore chiave per migliorare produttività e qualità dell’olio, soprattutto in contesti pedoclimatici limitanti. L’effetto della fertilizzazione fogliare con azoto, fosforo e potassio su parametri agronomici e qualitativi

29 aprile 2026 | 14:00

L'arca olearia

Ottimizzazione dei composti bioattivi nell’olio d'oliva

Un recente studio pubblicato sulla rivista Molecules analizza in modo sistematico l’impatto di variabili agronomiche e tecnologiche sulla composizione bioattiva dell’olio extravergine di oliva ottenuto dalla varietà Kolovi

29 aprile 2026 | 10:00

L'arca olearia

L'annata influisce più del frantoio sul profilo organolettico dell'olio extravergine di oliva

Chiara separazione tra gli oli prodotti in anni diversi, suggerendo che condizioni climatiche e agronomiche stagionali incidano in maniera significativa sulla composizione aromatica. In particolare, composti associati a note verdi e fresche risultano più abbondanti in condizioni favorevoli

28 aprile 2026 | 12:00

L'arca olearia

Un batterio azotofissatore per la fertilizzazione fogliare dell'olivo: efficace o no?

I bassi valori di fissazione dell'azoto da parte di un batterio su olivo mettono in discussione la logica economica dell'utilizzo di questo inoculante da parte degli olivicoltori e in particolare lo rendono inadatto ai sistemi di agricoltura biologica

27 aprile 2026 | 12:00