L'arca olearia

L'impatto di un inverno caldo e secco sull'olivo

L'impatto di un inverno caldo e secco sull'olivo

Siamo in un momento critico e il mese di marzo sarà decisivo, poiché vedremo come l'olivo si evolverà e con esso le gemme che daranno origine al potenziale prossimo raccolto. E' ora di pianificare la fertilizzazione fogliare

27 febbraio 2025 | 09:00 | R. T.

Siamo a fine febbraio e negli oliveti delle zone più calde l'olivo inizia a svegliarsi dalla sosta invernale.

Questo fatto non è ancora generalizzato. 

Tuttavia, una volta rilevata questa circostanza è molto importante vedere le condizioni che abbiamo nelle campagne e che influenzeranno in modo decisivo il buon funzionamento produttivo dell'impianto.

Un deficit pluviometrico significativo è un importante ostacolo per quello che verrà e per la potenziale produzione per la prossima raccolta.

La situazione può essere ancora più grave nel caso vi sia stata una raccolta medio-elevata, come in tutto il centro Italia, con la conseguenza di un esaurimento delle branchette produttive che può diventare più precoce.

Il comportamento delle temperature rispetto all'anno precedente è leggermente cambiato. Vi sono state ondate di freddo ma, relativamente parlando alla media storica, le temperature sono leggermente più alte. Questo farà sì che vi sia un anticipo vegetativo e probabilmente dei fioritura.

Come reagirà l’impianto a questa situazione? Siamo in un momento critico e il mese di marzo sarà decisivo, poiché vedremo come la pianta si evolverà e con essa le gemme che daranno origine al potenziale prossimo raccolto. Queste gemme possono andare alla produzione di olive o alla produzione di foglie, a seconda delle esigenze della pianta. Un ulivo impoverito può perdere molta foglia a causa di questo esaurimento e deve recuperare superficie fogliare prima di produrre frutta in quantità.

Alla ripresa vegetativa è molto importante pianificare la fertilizzazione fogliare. Una buona concimazione fogliare sfugge agli ostacoli che la pianta può avere nel terreno, poiché, se ha una certa mancanza di umidità o sostanze nutritive nel terreno, è fornita dalla foglia e compensa in una certa misura tale deficit.

Nel caso si pensi a piani di fertilizzazione fogliare è bene programmarli in primavera perchè se non si raggiungono buoni livelli di umidità, diventerà sempre più difficile inviare fertilizzanti dalla foglia, poiché, per conservare l'acqua interna e come meccanismo di difesa, la pianta chiuderà gli stomi delle foglie, che sono le microscopiche aperture attraverso le quali la foglia prende i fertilizzanti.

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