L'arca olearia
Il controllo della mosca dell’olivo grazie ai parassiti naturali
E’ possibile tenere sotto controllo la mosca dell’olivo grazie alla naturale parassitizzazione di insetti utili? Le alterne fortune dei lanci e l’utilità di un approccio agronomico integrato, con inerbimento controllato
19 settembre 2024 | R. T.
La mosca dell’olivo, Bactrocera oleae, non è originaria del mediterraneo ma si è adattata a questi luoghi grazie alla presenza dell’olivo.
Probabilmente la sua origine è asiatica, nelle valli del Pakistan dove c’è un’abbondanza di oleacee selvatiche.
E’ questa la ragione per cui nel Mediterraneo la mosca dell’olivo non ha alcun parassita naturale che possa tenere a freno la popolazione dell’insetto.
Il controllo della mosca dell’olivo grazie ai parassiti naturali
Nel corso dei decenni sono stati trovati numerosi parassitoidi contro la mosca dell’olivo, da Psyttalia concolor fino a Psyttalia lounsburyi e Bracon celer. Si tratta di insetti braconici che hanno la capacità di deporre l’uovo, usando spesso lo stesso canale di ovodeposizione della mosca, uovo che ha una capacità di sviluppo più rapida, quindi parassitizzando l’uovo o la giovane larva di mosca dell’olivo. L’insetto parassitoide poi esce senza causare ulteriori danni all’oliva.
Olive raccolte da campo di Ogliarola cultivar barese infestate da B. oleae sono state esposte alle femmine P. concolor per confermare la sua capacità di parasitise B. oleae in piccole olive. L'oviposizione di Psyttalia concolor è stata inibita a 2,5 e 3 mm a causa della lunghezza dell'ovipositore delle femmine parassitoidi (2,7 mm). Gli host erano facilmente parasaticati a distanze comprese tra 0 e 1,5 mm. La polpa sottile di frutta (fino a 3,5 mm) di olive raccolte ha permesso che la parassitalizzazione si verificasse anche nei frutti maturi. Alla migliore combinazione distanza/tempo (0 mm, 30 min), i test eseguiti con il diverso rapporto tra larve/parassitarie femmina hanno mostrato una crescente comparsa di P. concolor (dal 20% al 57%) con il rapporto larve/parassitiide che aumenta da 0,11 a 0,74.
E’ quindi importante che la parassitizzazione avvenga in una fase precoce, prima che la larva di mosca comincia ad andare in profondità nell’oliva. In questi casi l’efficienza del parassitoide può essere elevata, soprattutto nel ridurre la popolazione di mosca.
L’utilizzo di parassitoidi nel controllo della mosca dell’olivo è anche utile nei territori con molti oliveti abbandonati e non curati, notoriamente serbatoio di mosca dell’olivo.
I lanci di insetti utili, ovvero parassitoidi della mosca dell’olivo, in aree olivetate ha avuto però alterne fortune, poiché i braconidi parassitoidi potevano trovare habitat non adeguati alla loro sopravvivenza, climi difficili e subire anch’essi alti tassi di parassitizzazione o predazione.
Perché l’uso di parassitoidi abbia successo nel ridurre l’incidenza della mosca dell’olivo, ridurre non azzerare, occorre quindi un approccio agronomico integrato, che favorisca l’insediamento dei braconidi e la loro permanenza stanziale negli immediati pressi dell’oliveto.
La presenza di alcune specie vegetali può influenzare le popolazioni dei parassitoidi e quindi anche della mosca dell’olivo.
In Grecia è stato studiato l'effetto delle piante Cistus creticus (Cistaceae), Lavandula stoechas (Lamiaceae),Origanum onites (Lamiaceae) e Sarcopoterium spinosum (Rosaceae) sull'abbondanza di B. oleae in 40 oliveti dell'isola di Lesbo.
I risultati hanno rivelato una relazione tra la comunità vegetale e l'intensità delle mosche catturate nelle trappole McPhail e hanno identificato le specie vegetali C. creticus e S. spinosum come le essenze chiave, la cui presenza era negativamente correlata all'abbondanza di mosche.
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