L'arca olearia

La massima temperatura che l’olivo può sopportare

La massima temperatura che l’olivo può sopportare

Con l’arrivo degli anticicloni africani, come Caronte, ci si chiede quali temperature l’olivo possa sopportare senza danni significativi sugli organi, prime fra tutti le membrane cellulari delle foglie

16 luglio 2024 | R. T.

Anche se è risaputo che generalmente l'olivo possa adattarsi facilmente alle alte temperature, i dati suggeriscono che la resa dell'olivo è inferiore a temperature al di fuori del suo range di tolleranza. La fotosintesi si riduce e la crescita vegetativa si arresta quando temperatura massima supera i 35°C e i 40°C.

Tali temperature erano usuali in Italia, in particolare nel Sud, per poche settimane, rendendo il problema dello stress da alte temperature ininfluente sulla produttività dell’olivo.

A causa dei cambiamenti climatici le temperature sopra i 40°C sono diventate più frequenti per periodi anche più prolungati, con ondate di calore più frequenti per durata e intensità.

Tale instabilità climatica influisce negativamente sui processi fisiologici dell’olivo e, di conseguenza, sulla resa, causando stress abiotico.

La temperatura è uno dei fattori ambientali più importanti per la sopravvivenza delle piante. Ogni pianta ha una temperatura ottimale per lo sviluppo e la crescita.

La massima temperatura che l’olivo può sopportare

Occorre dunque indagare gli effetti delle alte temperature che probabilmente si osserveranno in futuro a causa dei cambiamenti climatici globali sulle foglie dell'olivo.

A tal fine, ricercatori turchi hanno sperimentato la tollerabilità di alte temperature su giovani germogli di olivo, ottenuti da piante adulte.

Le foglie sono state sottoposte a trattamenti ad alta temperatura in bagno d'acqua a 40, 45, 50, 55, 60 e 65°C con incrementi graduali ogni 3 ore.

Le foglie sono state poi analizzate per verificare la presenza di lesioni alla membrana cellulare, perossidazione lipidica, perdita di turgore, contenuto idrico relativo delle foglie e contenuto di clorofilla.

I risultati hanno rivelato che il danno alla membrana e la perossidazione lipidica sono aumentate significativamente a partire da 50°C, mentre il contenuto di acqua relativa e di clorofilla sono diminuiti.

Si può quindi concludere che lo stress da alta temperatura influisce sulla crescita e sullo sviluppo dell'olivo, inducendo danni permanenti su alcune strutture, danneggiando le membrane cellulari, riducendo il contenuto d'acqua e inibendo la fotosintesi, in particolare quando la temperatura supera i 50 °C.

Bibliografia

Cansev, Asuman. "Physiological effects of high temperature treatments on leaves of olive cv. Gemlik." Plant Archives 12.1 (2012): 521-525.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Un nuovo processo sottovuoto per rivoluzionare la produzione di olive da tavola

Attraverso l’utilizzo del vuoto come strumento tecnologico, si vuole ridurre i danni provocati dall’ossidazione e dalle fermentazioni incontrollate, migliorando allo stesso tempo la qualità organolettica e commerciale delle olive

09 marzo 2026 | 09:00

L'arca olearia

Serve un disciplinare e una certificazione per l'olio di oliva sostenibile

Il 74% degli italiani chiede maggiori informazioni su sostenibilità dell’olio e della filiera e otto consumatori su 10 si dichiarano più incentivati all’acquisto dopo una comunicazione incentrata sulla sostenibilità del prodotto

07 marzo 2026 | 10:00

L'arca olearia

Promozioni ai massimi e prezzi dell’olio extravergine di oliva ai minimi: l’immagine dello scaffale

I dati Nielsen certificano che il mondo dell’industria e dell’imbottigliamento dell’olio extravergine di oliva si è arreso alla logica delle rotazioni e volumi. Monini, De Cecco e Clemente dominano i volantini. La percezione dell’olio cade sempre più in basso: l’italiano si vende solo a buon prezzo

06 marzo 2026 | 17:30 | Alberto Grimelli

L'arca olearia

Ecco la squadra di potatura dell’olivo più efficace o economica

Al momento la potatura è seconda solo alla raccolta in termini di costi, poiché rappresenta generalmente circa il 20-30% dei costi annuali di coltivazione. Confrontate cinque squadre di potatura dell’olivo con strumenti diversi

06 marzo 2026 | 15:00

L'arca olearia

Quali sono le differenze chiave tra gli oli extravergini di oliva monovarietali italiani?

La caratterizzazione volatile, fenolica e terpenica e profilo sensoriale alla base delle differenze tra gli oli monovarietali italiani. Ecco la caratterizzazione sensoriale/chimica completa di 320 campioni 13 cultivar italiane

06 marzo 2026 | 14:00

L'arca olearia

Controllo biologico dell'occhio di pavone dell'olivo con Aureobasidium pullulans

Riscontrati vari gradi di inibizione della crescita fungina, con Alternaria tenuissima che si è dimostrata molto sensibile. Il test in vivo dimosra una soppressione al 100% dei sintomi dell'occhio di pavone dell'olivo, evidenziando il suo notevole potenziale come agente di biocontrollo

06 marzo 2026 | 13:00