L'arca olearia
La difesa dell’olivo contro cascola precoce e alternanza di produzione
Il Nord Italia olivicolo deve fare i conti con alcune problematiche tra cui la cascola precoce e l'alternanza di produzione. L'effetto della cimice asiatica sulla cascola verde delle olive
08 febbraio 2024 | C. S.
I dati sulla produzione e le problematiche relative alla gestione dell’olivo sono al centro della 4^ Giornata tecnica olivicoltura delle regioni produttive del Nord Italia e della Slovenia che si è svolta ieri pomeriggio a Riva del Garda, alla presenza di un centinaio di tecnici e produttori.
L'evento, giunto alla sua quarta edizione, è stato organizzato dalla Fondazione Edmund Mach in collaborazione con l’Università degli studi di Verona, l'Agenzia Regionale per lo Sviluppo Rurale del Friuli Venezia Giulia e l'Istituto Agrario e Forestale di Nova Gorica in Slovenia.
Introdotto dal dirigente del Centro Trasferimento Tecnologico, Maurizio Bottura, e moderato da Lanfranco Conte, presidente della Società Italiana per lo Studio delle Sostanze Grasse, l'incontro tecnico aveva l'obiettivo di presentare un resoconto finale del lavoro eseguito durante la stagione produttiva 2023 ed, in particolare, promuovere il confronto e coordinamento tra queste aree olivicole sui problemi che l’olivicoltura presenta, cercando di fornire risposte territoriali e precise agli agricoltori sui principali patogeni e parassiti.
I tecnici della FEM hanno evidenziato che nel 2023, rispetto al 2019 e 2021, non si è verificato in modo così netto il fenomeno dell’alternanza di produzione: nell’Alto Garda trentino le olive raccolte sono state circa 1.220 t, l’olio extra vergine (evo) ottenuto è stato circa 156 t con una resa media del 12,8%, comunque inferiore al 2022 che aveva visto una produzione elevata, attestandosi sulle 2.975 t e la produzione in olio 456 t, con una resa media del 15%.
Indagini sulla cascola verde delle olive nel Veneto
Negli ultimi anni un nuovo fenomeno di cascola precoce delle olive sta provocando ingenti perdite produttive negli oliveti di tutto il Nord Italia. Per indagarne l’eziologia, e in particolare il ruolo di patogeni fungini e insetti nocivi, in Veneto nel triennio 2021-2023 sono state effettuate numerose indagini sia in condizioni di campo che di laboratorio. Le ricerche svolte consentono di affermare che la cascola precoce delle olive può essere attribuita all’attività trofica della cimice asiatica. Ulteriori indagini sono necessarie per sviluppare strategie di difesa efficaci e sostenibili.
Impollinazione incrociata in Casaliva e Leccino per accrescere l'allegagione nell'areale Gardesano
L’alternanza di produzione affligge da alcuni anni le aree produttive olivicole del nord-est italiano, con evidenze di riduzione della produzione superiore al 90% in alcune annate, come per esempio 2019 e 2021.
Mentre è oramai provata l’efficacia di alcune tecniche culturali nel gestire, almeno parzialmente, l’alternanza, i dati emersi da esperimenti multipli in campo nell’areale gardesano, evidenziano il ruolo degli impollinatori nel mantenere un’adeguata allegagione.
Effetto della cimice asiatica sulla cascola verde delle olive in Slovenia
Il fenomeno della cascola precoce degli olivi si osserva da diversi anni anche in Slovenia, soprattutto sulle varietà Leccino, Pendolino e Santa Caterina, in misura minore sulla varietà Bianchera. Il fenomeno si ritrova sia negli oliveti biologici che in quelli integrati e non si presenta in modo uniforme, poiché può essere limitato ad una singola parte dell’oliveto, o singoli alberi, o a porzioni di pianta. I risultati delle prove di campo confermano che i danni sono causati sulle drupe dalla cimice asiatica, anche se concorrono altre avversità fungine.
Linee guida per la gestione della cimice asiatica negli oliveti
Durante la giornata tecnica sono state presentate le “linee guida per la gestione della cimice asiatica” elaborate dalla Fondazione Mach in collaborazione con le Università di Trento, Verona, Padova e ERSA, con l’obiettivo di fornire indicazioni operative agli olivicoltori del nord Italia che subiscono i danni che la cimice asiatica provoca alle drupe (cascola verde), nel rispetto dei principi di sostenibilità e di lotta biologica.
A partire dal 2020, in tutte le regioni di quest’area olivicola che si estende su una superficie di circa 32.000 ha, è stato rilasciato anche negli oliveti l’antagonista specifico della cimice asiatica, la vespa samurai (Trissolcus japonicus). La diffusione di questi insetti, che sembrano essersi insediati stabilmente, potrà contribuire al contenimento naturale della popolazione della cimice asiatica, limitando l’impiego di input chimici.
Contenimento dell’occhio di pavone in Friuli Venezia Giulia con bassi apporti di rame
A partire dal 2021 in un oliveto con alta presenza dell’occhio di pavone (Venturia oleaginea) sulla cultivar Bianchera, varietà particolarmente sensibile, si è avviata una prova sperimentale pluriennale di confronto con bassi apporti di rame e prodotti adesivanti, nella difesa da questo patogeno.
Dai primi risultati, relativi agli anni 2022 e 2023, si evidenzia che l’aggiunta di adesivanti ai prodotti rameici ne aumenta la persistenza. Questa strategia si è dimostrata particolarmente utile nel contenimento dell’occhio di pavone soprattutto durante i periodi con elevate precipitazioni.
Gli uliveti dell’Alto Garda: habitat di rilevanza naturalistica
L’uliveto ha una valenza non solo produttiva, ma anche paesaggistica, storica, culturale, sociale e naturalistica. Rappresenta quindi un elemento importante di marketing territoriale. Alcuni risultati evidenziati dall’indagine svolta per conto del Comune di Riva del Garda e nell’abito del PSR 2014 2020 riguardano la definizione dell’uliveto come habitat di rilevanza naturalistica e non solo agricola, conoscenze di valore scientifico utili per la divulgazione e l’educazione ambientale, l’ampliamento delle funzioni dell’uliveto, l’individuazione di una valenza naturalistica peculiare, di elevato potenziale in termini di marketing territoriale, che va ad aggiungersi ai più tradizionali aspetti di produzione agricola di qualità e di paesaggio.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Olio extravergine di oliva e blockchain: tutelare il Made in Italy con la tecnologia
L’adozione della blockchain nella filiera dell’olio extravergine di oliva italiano potrebbe diventare una svolta contro le frodi e per la valorizzazione del Made in Italy. Superare lo scetticismo iniziale e concentrarsi su facilità d’uso, innovazione personale e condizioni strutturali delle aziende
11 giugno 2026 | 13:00
L'arca olearia
Zeolite in olivicoltura sostenibile: controllo della rogna e resilienza alla siccità
La zeolitite ricca di chabasite si conferma un materiale multifunzionale per l’olivicoltura mediterranea. I risultati di una ricerca in Italia e Spagna mostrano che la zeolitite riduce l’uso di rame e fertilizzanti sintetici, migliorando la sostenibilità agronomica
11 giugno 2026 | 11:00
L'arca olearia
Deficit idrico severo nell’olivicoltura in clima temperato: effetti sui composti biofenolici, sui pigmenti e sul profilo degli acidi grassi nell’olio d'oliva
La disponibilità idrica rappresenta uno dei fattori abiotici più influenti sulla qualità dell’olio di oliva. L’olio ottenuto in condizioni di deficit idrico severo ha mostrato concentrazioni significativamente più elevate di acido p-cumarico, acido ferulico, clorofille totali e β-carotene, mentre l’irrigazione ha favorito idrossitirosolo, tirosolo e fenoli totali. Il profilo degli acidi grassi è risultato alterato
10 giugno 2026 | 16:00
L'arca olearia
Solfiti in frantoio: è possibile fermare l’ossidazione dell’olio d’oliva
Sebbene l’uso sia vietato nella produzione di olio vergine ed extravergine, un nuovo studio ha valutato l’efficacia del metabisolfito di potassio nel bloccare la degradazione ossidativa. Aggiunto durante la frangitura o la gramolazione, l’additivo azzera i perossidi già a 1500 ppm, ma riduce fino al 33% il contenuto di fenoli totali
10 giugno 2026 | 12:00
L'arca olearia
Olivo e cambiamento climatico: quanto calore può sopportare la pianta simbolo del Mediterraneo?
Uno studio condotto su dieci cultivar di olivo italiane ha analizzato la resistenza al calore di foglie e germogli, individuando differenze significative tra varietà e fornendo indicazioni utili per la gestione agronomica
09 giugno 2026 | 12:00
L'arca olearia
Il modello Sicilia per l’olio extravergine di oliva italiano
C’era una volta il modello olio Toscano, con la sua capacità evocativa e forza comunicativa. La Sicilia ha saputo ben ispirarsi creando, dal 2017, un modello di successo per il sud Italia che deve crescere in valore aggiunto
08 giugno 2026 | 16:00 | Alberto Grimelli