L'arca olearia
Alta volatilità dei prezzi dell’olio d’oliva in tutta Europa
Pochi scambi e prezzi dell’olio di oliva con forti oscillazioni. Quotazione più bassa in Sicilia. La raccolta delle olive procede molto a rilento in tutta Europa con le voci che alimentano speranze o disillusioni
18 ottobre 2023 | T N
La situazione del mercato dell’olio di oliva italiano pare stabile, con quotazioni della Camera di Commercio di Bari, al 17 ottobre, che indicano il prezzo dell’olio extra vergine di oliva a 8,8-8,9 euro/kg. Un dato uguale a quello della settimana precedente.
Il dato di Ismea Mercati, fermo al 9 ottobre, indicava però prezzi più bassi: 8,7 euro/kg, sempre a Bari sia per l’olio extra vergine di oliva sia per la produzione a denominazione di origine.
E’ dunque evidente che la scorsa settimana, come anticipato da Teatro Naturale, sono avvenuti movimenti speculativi sui prezzi dell'olio che hanno interessato specificatamente tutte le piazze pugliesi, con prezzi dai 8,9 euro/kg per il foggiano fino agli 8,7 euro/kg per il barese.

Tutte le altre piazze italiane presentano valori stabili con quelli della settimana precedente, segno evidente di operazioni molto localizzate.
C’è da dire che il prezzo dell’olio extra vergine di oliva italiano più basso, secondo Ismea Mercati, non si trova in Puglia ma a Trapani dove, il 17 ottobre, viene quotato a 8,65 euro/kg.

Fin qui i prezzi ufficiali. Nel caso di Ismea la rete di rilevazione è anche certificata UNI EN ISO 9001:2015.
I prezzi dell'olio di oliva, tra operazioni spot e tendenze internazionali
Poi ci sono le voci, spesso non controllabili e documentabili. Partite di olio extra vergine di oliva calabresi e siciliane vendute all’asta a 9,2 euro/kg, con molti offerenti. In questo periodo vengono infatti offerti anche oli extra vergine di oliva Dop/Igp declassati a italiano. Questi oli, di solito, hanno caratteristiche chimiche e organolettiche generalmente superiori a un italiano di base e pertanto sono appetiti dal mercato.
Il mercato oleario di ottobre è quindi caratterizzato da un’altissima volatilità anche dovuta a operazioni spot sia su oli di alta qualità, come Dop e Igp declassati, sia su oli extra vergini di oliva border line, in procinto di diventare vergini di oliva. Tutto questo senza considerare eventuali partite di olio nuovo già offerto sul mercato del novello.
Come ricordato in un precedente articolo, il mercato di ottobre non è né può essere un riferimento assoluto ma può dare solo un trend del mercato, ovvero fornire indicazioni sulla dinamica, al rialzo o al ribasso, cercando di identificarne i motivi.
Il primo motivo è speculativo e si ripete, come le maree, tutti gli anni, col tentativo di acquisire partite di olio a buon prezzo da parte di commercianti e imbottigliatori, utili alle operazioni promozionali sull’olio italiano sul finire dell’anno o avvio dell’anno nuovo. Blocco degli acquisti per tempi più o meno prolungati, contratti capestro con aziende in difficoltà economica o di liquidità, contratti a salire (ovvero contratti che prevedono consegne scaglionate nel tempo con quotazioni a salire, ma registrando prezzi sotto media di mercato ai primi scambi) sono alcune delle tecniche più frequenti utilizzate per far abbassare i prezzi all’avvio della campagna olearia. Le operazioni speculative si sono concentrate sostanzialmente in Puglia perché è l’unica regione ad avere qualche disponibilità per il mercato, oltre ad avere, storicamente, la rete di commercianti e mediatori più strutturata e coordinata.
Il secondo motivo è più strutturale e vede una tendenziale discesa, ora tramutata in sostanziale stabilità, del prezzo dell’olio lampante in Spagna. L’olio lampante in Spagna rappresenta il 40-50% dell’intera produzione nazionale ed è il vero riferimento che condiziona, spesso, anche quello dell’extra vergine. Da metà-fine settembre le quotazioni all’ingrosso dell’olio lampante, registrate da PoolRed, sono state in discesa, arrivando a perdere circa 30 centesimi in una sola settimana. La tendenza attuale, dopo un tentativo di rimbalzo, è un assestamento a 20 centesimi meno del prezzo di fine settembre, ovvero circa 7 euro/kg. Più forti e sensibili, invece, le oscillazioni del prezzo per l’extra vergine di oliva, sceso di quasi 40 centesimi di euro nel volgere di pochi giorni, per poi rimbalzare allo stato attuale, assestandosi a circa 8,2 euro/kg, quindi 20 centesimi meno dei massimi. Si assiste quindi a una tendenza all’assestamento a prezzi lievemente più bassi di quelli massimi raggiunti a metà settembre. Un fenomeno che può aver influenzato ovviamente anche le piazze italiane.

Durante il mese di ottobre, è probabile che assisteremo a forti oscillazioni di prezzo e un’alta volatilità, con la quotazione che si stabilizzerà non prima di novembre-dicembre, con i flussi della nuova produzione.
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