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Pochi giorni di gran caldo possono danneggiare l’efficienza dell’olivo

Pochi giorni di gran caldo possono danneggiare l’efficienza dell’olivo

Dopo un picco di temperatura a 40 °C anche per soli due giorni all’olivo può servire un mese per compensare i danni alle membrane cellulari, riduzione dei livelli di clorofilla e abbassamento della fotosintesi

21 luglio 2023 | R. T.

Ricercatori portoghesi hanno voluto valutare come gli olivi riconfigurano il loro metabolismo per far fronte a episodi di shock da stress abiotici, quindi soprattutto calore e stress da irradiazione luminosa.

Olivi sono stati esposti a elevate radiazioni UV-B (UV-B, 12 kJ m-2 d-1) o a shock termico (HS, 40 °C) per due giorni consecutivi.

Le risposte fisiologiche e alcuni importanti composti lipofili sono stati valutati immediatamente (giorno 0) e 30 giorni dopo gli episodi di UV-B o HS.

L'effetto sull'olivo del gran caldo e di un eccesso di luce anche per pochi giorni

Entrambi i trattamenti hanno indotto una riduzione delle prestazioni fisiologiche dell'olivo, aumentando in particolare i danni alla membrana cellulare e il pool di prolina e riducendo allo stesso tempo i livelli di clorofilla, il rendimento quantico del fotosistema II (ΦPSII) e l'efficienza di cattura dell'energia di eccitazione da parte dei centri di reazione aperti del fotosistema II (PSII) (F′v/F′m).

Tuttavia, l’innalzamento termico ha causato effetti più negativi, riducendo inoltre il pool di pigmenti protettivi (carotenoidi) e l'efficienza massima del PSII (con aumento di F0).

Nel trattamento UV-B, nonostante la maggiore perossidazione lipidica, l'attivazione di alcuni meccanismi protettivi da stress (ad esempio, l'aumento di NPQ e carotenoidi e la rimobilizzazione di alcuni metaboliti, come fitolo e prolina) potrebbe aver contribuito a evitare la fotoinibizione.

Trenta giorni dopo l'eliminazione dello stress, le prestazioni degli olivi sottoposti a entrambi gli stress sono ripresi in modo simile, in parte grazie agli aggiustamenti dei metaboliti che hanno contribuito a rafforzare la protezione dallo stress (un aumento degli alcani a catena lunga) e a fornire energia (attraverso l'uso di zuccheri solubili, mannitolo e myo-inositolo) per il ristabilimento. Anche altri metaboliti, come le antocianine e lo squalene, hanno un ruolo importante nel rispondere in modo specifico al recupero di HS o UV-B per contribuire al controllo del danno ossidativo.

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