L'arca olearia

L'importanza della concimazione organica per la produttività dell'olivo

L'importanza della concimazione organica per la produttività dell'olivo

L'utilizzo di fertilizzante organico aumenta la capacità di scambio cationico e ridotto il pH del suolo, con benefici notevoli per la produttività che può incrementare del 50% rispetto alla sola fertilizzazione minerale

22 aprile 2022 | R. T.

Può la concimazione organica sostituirsi alla fertilizzazione minerale sull'olivo?

Una ricerca dell'Università di Atene ha studiato l'effetto di due fertilizzanti organici commerciali (Activit e Agrobiosol) su due cultivar di olivo per due anni successivi.

I fertilizzanti organici sono stati combinati con fertilizzanti inorganici che, usati da soli, sono serviti come controllo.

L'applicazione di fertilizzanti organici ha portato a valori di pH del suolo più bassi (8,0-8,15 rispetto a 8,46 nel controllo) e una maggiore capacità di scambio cationico (fino a 19,6 meq 100 / g rispetto a 17,1 meq 100 / g nel controllo).
La concentrazione di azoto, potassio, manganese e zinco nel suolo era più alta sotto l'applicazione combinata di Activit più fertilizzante inorganico.

Un aumento significativo dell'indice di area fogliare è stato osservato quando sono stati utilizzati fertilizzanti organici.

Le concentrazioni di nutrienti delle foglie erano in tutti i trattamenti all'interno dell'intervallo di adeguatezza.

Anche il tasso di assimilazione del carbonio è aumentato sotto la fertilizzazione organica in estate (17.4-18.7 μmol m2 /s) rispetto al controllo (14.9 μmol m2 / s).

La produzione è stata più alta con entrambe le applicazioni di fertilizzanti organici, raggiungendo quasi il 55% di aumento rispetto all'uso del solo fertilizzante inorganico.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Foglie longeve e frutti pesanti: cosa ci insegna l’olivo sulla variabilità tra cultivar

Un ampio studio condotto su 52 varietà di olivo, sia coltivate che selvatiche, ha misurato per quattro anni durata delle foglie, fenologia e peso dei frutti. Ne emerge che la longevità fogliare varia fino al doppio tra le varietà. Foglie e frutti seguono logiche funzionali in gran parte indipendenti

06 giugno 2026 | 11:00

L'arca olearia

Lotta biologica alla mosca dell’olivo mediante trappole e sistemi “Attract and Kill”

Stretta relazione tra andamento climatico e sviluppo della mosca dell'olivo. Efficacia della cattura massale e influenza sulla dinamica delle infestazioni. La correlazione statistica tra densità delle popolazioni adulte e danno osservato sulle olive

05 giugno 2026 | 16:00

L'arca olearia

Nano fertilizzanti per l'olivo per diminuire l'alternanza di produzione

L’applicazione fogliare di concimi nano NPK e calcio-boro durante l’annata di “scarico” mostra aumenti notevoli di fioritura, allegagione e qualità dell’olio, insieme a una drastica riduzione dell’alternanza. Per l’olivicoltore, questo significa annate di riposo più produttive e una maggiore stabilità economica

05 giugno 2026 | 15:00

L'arca olearia

Sensibilità ai fungicidi di Pseudocercospora cladosporioides per una gestione sostenibile della cercosporiosi dell’olivo

L’olivicoltura uruguaiana ha registrato una forte espansione negli ultimi anni, con la cercosporiosi fogliare (Pseudocercospora cladosporioides) tra le principali minacce fitosanitarie. Ecco un confronto tra 18 principi attivi appartenenti a otto gruppi chimici per il controllo della patologia

05 giugno 2026 | 14:00

L'arca olearia

Olivo in anticipo di un mese: lo scenario climatico estremo sconvolge la fioritura nel sud Italia

Uno studio basato su modelli IPCC scenario A2 prevede per la Calabria un aumento primaverile fino a +3°C entro il 2100. La fioritura dell’olivo potrebbe anticipare mediamente di 10-15 giorni, con punte di un mese nelle aree interne. Ne conseguono rischi per l’impollinazione, la produzione e la sopravvivenza stessa delle cultivar tradizionali

05 giugno 2026 | 13:00

L'arca olearia

Produrre olio di oliva "italiano" in Marocco: l'influenza del clima sulla qualità dell'extravergine

Differenze marcate tra le cultivar italiane Leccino, Frantoio, Carboncella e Carolea, coltivate in Marocco, e la Picholine, confermando il ruolo determinante dell’interazione tra patrimonio genetico e condizioni pedoclimatiche

05 giugno 2026 | 10:00