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Lavorazione, pacciamatura, fuoco e inerbimento: come gestire l'olivo terrazzato

Lavorazione, pacciamatura, fuoco e inerbimento: come gestire l'olivo terrazzato

La presenza di copertura vegetale o di pacciamatura si conferma una strategia semplice ma estremamente efficace per proteggere il suolo, ridurre l’erosione e preservare la fertilità dei terreni

16 marzo 2026 | 14:00 | R. T.

Nelle regioni mediterranee, le antiche terrazze agricole che modellano il paesaggio collinare stanno affrontando una crescente minaccia: il degrado del suolo. L’abbandono delle coltivazioni o una gestione poco attenta favoriscono infatti processi di erosione e perdita di nutrienti, mettendo a rischio la produttività degli agroecosistemi, in particolare negli uliveti situati sui pendii.

Un recente studio condotto nel sud della Croazia ha analizzato come diverse pratiche di gestione del suolo possano influenzare questi processi. I ricercatori hanno confrontato cinque modalità di gestione: copertura erbosa, pacciamatura organica, uso di erbicidi, combustione dei residui vegetali e lavorazione del terreno. L’esperimento è stato realizzato su terrazze degradate, utilizzando 25 micro-appezzamenti sperimentali e monitorando gli effetti delle piogge naturali nel corso del 2024.

I risultati mostrano un quadro molto chiaro. I terreni protetti da vegetazione o pacciame hanno registrato condizioni decisamente migliori: maggiore capacità di trattenere l’acqua, struttura del suolo più stabile e una significativa riduzione del deflusso superficiale. Di conseguenza, anche l’erosione e la perdita di nutrienti risultano fortemente limitate.

Situazione opposta, invece, nei terreni trattati con erbicidi o sottoposti a combustione. In questi casi il suolo tende a compattarsi, l’acqua scorre più rapidamente in superficie e l’erosione aumenta drasticamente. Lo studio ha rilevato perdite di nutrienti fino a nove volte superiori rispetto ai terreni coperti, con dispersione di elementi fondamentali come carbonio, azoto, fosforo e potassio.

Un aspetto particolarmente preoccupante riguarda i sedimenti trasportati dall’acqua piovana. Le analisi hanno mostrato che queste particelle sono spesso molto più ricche di nutrienti e contaminanti rispetto al suolo di origine, con concentrazioni fino a tre volte superiori. Ciò significa che l’erosione non solo impoverisce i campi, ma contribuisce anche al trasporto di sostanze chimiche verso altri ecosistemi.

Lo studio offre quindi nuove indicazioni per la gestione sostenibile delle terrazze mediterranee. La presenza di copertura vegetale o di pacciamatura si conferma una strategia semplice ma estremamente efficace per proteggere il suolo, ridurre l’erosione e preservare la fertilità dei terreni.

In un contesto in cui molte aree agricole collinari stanno progressivamente perdendo produttività, queste pratiche potrebbero rappresentare una soluzione concreta per mantenere vivi paesaggi storici e sistemi agricoli che da secoli caratterizzano il Mediterraneo.

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