L'arca olearia
L'altitudine influisce sulla qualità dell'olio extra vergine d'oliva
Sensibili differenze nella composizione acidica tra gli oli prodotti a elevate altitudini rispetto a quelli prodotti in pianura. Gli extra vergini da olive coltivate a un'altitudine più elevata tendevano ad avere percentuali superiori da acidi grassi insaturi rispetto agli acidi grassi saturi
05 giugno 2019 | R. T.
Gli olivi coltivati ad altitudini più elevate producono un olio di qualità superiore rispetto a quelle delle zone più basse.
E' la conclusione a cui è giunto uno studio della Jerash University in Giordania, in cui sono stati confrontati oli prodotti in quota, con altitudini che superano abbondantemente i 1500 metri metri sul livello del mare nella valle di Al-Subaihi, Kufaranja e Madabaa, con quelli prodotti in pianura o quasi, ovvero su altitudini inferiori a 750 piedi (circa 250 metri sul livello del mare).
I ricercatori hanno confrontato un numero limitato di campioni, solo dodici, analizzando il contenuto in acidi grassi.
Tutti gli oliveti da cui sono stati ottenuti gli oli oggetto di studio erano coltivati in asciutta, ovvero senza irrigazione.
Dopo le loro analisi, i ricercatori hanno scoperto che gli oli prodotti da olive coltivate ad un'altitudine più elevata tendevano ad avere percentuali superiori da acidi grassi insaturi rispetto agli acidi grassi saturi.
Iin particolare per gli oli coltivati in quota era superiore il contenuto in acido oleico, considerato l'acido principale e più importante nella composizione dell'olio d'oliva.
Al contrario, gli oli prodotti a partire da olive coltivato nella valle del Giordano avevano i più bassi tenori di acidi grassi insaturi rispetto ai saturi.
Gli oli in questione possedevano elevati contenuti negli acidi grassi linoleico e linolenico, che rendeva le olive più adatte per il consumo diretto, come olive da mesa.
Secondo il professore del dipartimento di agricoltura dell'Università di Jerash, Saleh Al-Shdiefat, "l'olio d'oliva prodotto ad alte quote, come quello della zona di Kufranja, è di buona qualità e può conservare le sue proprietà fisiche e il suo valore nutrizionale per più tempo rispetto agli oli prodotti a bassa quota.”
La ricerca si sofferma sulle diversità di quota, non specificando però i differenti regimi termici tra pianura e montagna, che sappiamo possono influire sensibilmente proprio sulla composizione acidica dell'olio.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Analisi critica del consumo di olio extravergine di oliva: tra comunitario e 100% italiano
Cosa acquistano sugli scaffali dei supermercati gli italiani? Non è sufficiente solo il dato assoluto ma capire i comportamenti di consumo nelle varie aree Nielsen, differenziando tra olio comunitario e 100% italiano
01 maggio 2026 | 16:00 | Alberto Grimelli
L'arca olearia
La mosca dell'olivo in primavera: nuove strategie di controllo in condizioni di cambiamento climatico
Le dinamiche della mosca dell'olivo fuori stagione, in particolare tra inverno e primavera, siano determinanti per la crescita delle popolazioni. Ecco i meccanismi ecologici e fisiologici che regolano tali fasi e i nuovi approcci di gestione sostenibile alla luce dei cambiamenti climatici
01 maggio 2026 | 15:00
L'arca olearia
Valorizzazione della sansa di oliva come ammendante organico: implicazioni agronomiche e ambientali in oliveto
L’impiego della sansa fresca di oliva come ammendante organico rappresenta una strategia promettente per migliorare la fertilità dei suoli e ridurre l’impatto ambientale della filiera olearia. Gli effetti sulla chimica del suolo, sulla nutrizione minerale e sulla qualità del frutto
01 maggio 2026 | 14:00
L'arca olearia
Potatura da reddito dell'olivo: dimenticare le tradizioni
Presentati i primi oli degli OLIveti Certificati dalla Scuola, sostenibili, che esaltano non soltanto caratteristiche delle varietà autoctone ma che rispettano al massimo territorio, albero, uomo e ovviamente sana alimentazione. Forbici d'Oro è più di un concorso
01 maggio 2026 | 13:30 | Antonino Filippo Nobile
L'arca olearia
Machine learning e metabolomica per l’autenticazione geografica dell’olio extravergine d'oliva
L’integrazione tra spettroscopia NMR, gascromatografia-spettrometria di massa, analisi fenolica e algoritmi di machine learning apre nuove prospettive per la tracciabilità dell’olio extravergine di oliva. L’intelligenza artificiale può distinguere l’origine geografica e varietale degli oli
01 maggio 2026 | 13:00
L'arca olearia
Alternanza produttiva dell’olivo: effetti su nutrizione minerale e fotosintesi
Esistono variazioni significative nell’assorbimento di azoto, fosforo, potassio e calcio tra annate di carica e scarica dell'olivo, indicando nuove strategie di fertirrigazione per contenere l'alternanza e stabilizzare rese e qualità
01 maggio 2026 | 11:00