L'arca olearia
Il triplo stress che sta colpendo l'olivo: alte temperature, carenza d'acqua, elevata irradiazione luminosa
L'ondata di calore Lucifero sta compromettendo la vitalità delle uova e larve di mosca dell'olivo in tutta Italia. La situazione climatica e meteorologica, però, sta mettendo anche a dura prova l'olivo, con conseguenze che possono ripercuotersi anche sul prossimo anno
04 agosto 2017 | R. T.
Situazione tranquilla, al momento, per quanto riguarda gli attacchi di mosca delle olive. Sono pochi i territori dove sono state superate le soglie di intervento e, in ogni caso, l'ondata di caldo Lucifero sta dando una mano, compromettendo la vitalità di uova e larve.
Con temperature di 32 gradi centigradi per alcune ore la mortalità larvale può superare il 50%, per arrivare alla quasi totalità con temperature di 35 gradi, sempre per alcune ore. Attenzione, però, perchè gli adulti di Bactrocera oleae non sono morti ma restano semplicemente immobili a contatto di superfici umide.
Se, almeno per qualche giorno, possiamo non preoccuparci della mosca delle olive, dobbiamo invece aver qualche timore per quanto riguarda gli effetti di questo clima e del meteo sull'olivo.
Un triplo stress sta colpendo la pianta: alte temperature, carenza d'acqua e elevata irradiazione solare. Si tratta, in tutti e tre i casi, di fenomeni pro-ossidativi che compromettono la capacità dell'olivo di vegetare e di portare a termine lo sviluppo e la maturazione dei frutti.
Alte temperature
A causa delle alte temperature le membrane dei cloroplasti, ove è contenuta la clorofilla, possono venire danneggiate, con perdita del pigmento. La temperatura critica, al di sopra della quale le membrane iniziano a venire danneggiate, è di 46-47 gradi centigradi. Attenzione, perchè si tratta della temperatura fogliare, non si quella ambiente. Non esistono misurazioni dirette delle temperature estive delle foglie d'olivo ma è noto che, per le foglie di quercia, simili per struttura a quelle d'olivo, le temperature fogliari sono 4-8 gradi superiori a quelle ambiente. La temperatura critica però dipende anche dalla varietà. Se per Leccino, Frantoio e Coratina, la temperatura letale 50, ovvero oltre la quale il 50% delle foglie subisce danni permanenti, è di 50 gradi, per la Pendolino e Moraiolo è di 48 gradi e per la Maurino di 49 gradi. In generale è possibile affermare che con temperature ambiente già superiori ai 35 gradi, l'olivo mette in atto misure fisiologiche di risposta capaci di conferire maggiore resistenza, come la sintesi di heat shock proteins, ovvero proteine protettive.
Carenza d'acqua
E' nota l'elevata capacità dell'olivo di resistere a elevati stress idrici. Ma cosa significa resistere? Essenzialmente mettere in atto misure metaboliche che consentano di continuare il processo di fotosintesi clorofilliana, necessario per la vita della pianta, oppure, in caso di deficit idrici severi e prolungati, proteggere i complessi fotosintetici dall'ossidazione. Le foglie sottosposte a forte stress idrico tendono infatti a depigmentarsi, prima di cadere.
Ovviamente vi sono conseguenze anche per i frutti. Il deficit idrico riduce in modo significativo il volume del frutto. La maggior parte delle cellule della polpa si formano prima dell'indurimento del nocciolo, ma un numero significativo si sviluppa comunque anche dopo. Nonostante un più basso numero di cellule, l'elasticità dell'oliva permette alle singole cellule di ingrandirsi e svilupparsi maggiormente. Nel complesso, quindi, si avrà tendenzialmente una minore resa in olio, dovuta a un minore numero di cellule ma, se lo stress è di breve durata, l'olivo ha ottimo margini di recupero.
Elevato irraggiamento solare
Oltre determinate soglie anche la luce solare, grazie a cui le piante vivono, può diventare pericolosa. In particolare quando si ha la combinazione tra stress idrico e elevata radiazione. L'olivo, in questo caso, si difende attivando meccanismi di dissipazione energetica, ad esempio il ciclo delle xantofille. E' noto che questi meccanismi rimangono attivi a lungo anche al cessare dello stress. Ovviamente questi meccanismi sono mediati geneticamente e la Coratina soffre maggiormente lo stress, rispetto alla Biancolilla, ma ha anche maggiori capacità di recupero. La Biancolilla, infatti, ha una migliore capacità di dissipare l'energia non fotochimica, similmente a quanto accade per alcune specie erbacee.
Cosa fare per difendersi?
Irrigazione: uno dei fattori di termoregolazione più importanti è l'evapotraspirazione. Attraverso questo processo di perdita di acqua l'olivo disperde calore e aiuta ad abbassare la temperatura dei tessuti, evitando stress ossidativi. Mantenere quindi un buono stato idrico aiuta sicuramente a prevenire danni da calore e elevata irradiazione solare.
Uso di caolino/carbonato calcio e rame: questi prodotti, notoriamente utilizzati contro la mosca delle olive, hanno però anche un effetto protettivo contro le ondate di calore. Il caolino crea infatti uno schermo sulle foglie di olivo che riduce l'evaporazione, l'innalzamento della temperatura dei tessuti rispetto a quella ambiente e riflette in parte l'irradiazione solare.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Un nuovo processo sottovuoto per rivoluzionare la produzione di olive da tavola
Attraverso l’utilizzo del vuoto come strumento tecnologico, si vuole ridurre i danni provocati dall’ossidazione e dalle fermentazioni incontrollate, migliorando allo stesso tempo la qualità organolettica e commerciale delle olive
09 marzo 2026 | 09:00
L'arca olearia
Serve un disciplinare e una certificazione per l'olio di oliva sostenibile
Il 74% degli italiani chiede maggiori informazioni su sostenibilità dell’olio e della filiera e otto consumatori su 10 si dichiarano più incentivati all’acquisto dopo una comunicazione incentrata sulla sostenibilità del prodotto
07 marzo 2026 | 10:00
L'arca olearia
Promozioni ai massimi e prezzi dell’olio extravergine di oliva ai minimi: l’immagine dello scaffale
I dati Nielsen certificano che il mondo dell’industria e dell’imbottigliamento dell’olio extravergine di oliva si è arreso alla logica delle rotazioni e volumi. Monini, De Cecco e Clemente dominano i volantini. La percezione dell’olio cade sempre più in basso: l’italiano si vende solo a buon prezzo
06 marzo 2026 | 17:30 | Alberto Grimelli
L'arca olearia
Ecco la squadra di potatura dell’olivo più efficace o economica
Al momento la potatura è seconda solo alla raccolta in termini di costi, poiché rappresenta generalmente circa il 20-30% dei costi annuali di coltivazione. Confrontate cinque squadre di potatura dell’olivo con strumenti diversi
06 marzo 2026 | 15:00
L'arca olearia
Quali sono le differenze chiave tra gli oli extravergini di oliva monovarietali italiani?
La caratterizzazione volatile, fenolica e terpenica e profilo sensoriale alla base delle differenze tra gli oli monovarietali italiani. Ecco la caratterizzazione sensoriale/chimica completa di 320 campioni 13 cultivar italiane
06 marzo 2026 | 14:00
L'arca olearia
Controllo biologico dell'occhio di pavone dell'olivo con Aureobasidium pullulans
Riscontrati vari gradi di inibizione della crescita fungina, con Alternaria tenuissima che si è dimostrata molto sensibile. Il test in vivo dimosra una soppressione al 100% dei sintomi dell'occhio di pavone dell'olivo, evidenziando il suo notevole potenziale come agente di biocontrollo
06 marzo 2026 | 13:00
Commenta la notizia
Per commentare gli articoli è necessario essere registrati
Accedi o Registrati