L'arca olearia

Anticipare la potatura dell'olivo non sempre è un bene

Freddo sugli oliveti italiani. Poi un rialzo termico che potrebbe indurci ad iniziare le operazioni di potatura ma è proprio in situazioni come questa che tali interventi dovrebbero essere rimandati all’inizio della ripresa vegetativa. Occorre attendere per valutare i danni delle gelate

17 febbraio 2017 | Giovanni Caruso

Le gelate e le nevicate verificatesi negli scorsi mesi hanno causato diversi danni agli oliveti del centro e sud Italia. Sebbene l’aumento delle temperature registrato nelle ultime settimane potrebbe indurci ad iniziare le operazioni di potatura è proprio in situazioni come questa che tali interventi dovrebbero essere rimandati all’inizio della ripresa vegetativa. Infatti, una potatura precoce in concomitanza di temperature favorevoli stimola il metabolismo e la crescita e ciò rende i tessuti sensibili ai danni da freddo. Effettuare la potatura prima della schiusura delle gemme può rivelarsi pericoloso nei climi freddi, in quanto è più elevata la probabilità del sopraggiungere di gelate che possono sia danneggiare direttamente i tessuti che ritardare la cicatrizzazione delle ferite da taglio. In questo periodo, invece, è consigliabile effettuare una valutazione degli eventuali danni al fine di stabilire la priorità e l’intensità degli interventi.

I danni da freddo possono essere di diversa gravità in base all’estensione e all’intensità del danno. Per danni leggeri si intendo quelli alle gemme, foglie e giovani rametti. In questo caso il danno si traduce in una probabile minore produzione nell’annata in corso e gli interventi di potatura saranno leggeri e consisteranno nella rimozione delle parti danneggiate e disseccate. Quando il danno interessa i rami di età superiore ad un anno fino ad arrivare alle branchette secondarie la potatura dovrà essere più energica e prevedere il raccorciamento dei rami fino al raggiungimento di una porzione di legno completamente sana. In base al numero e alle dimensioni dei rami danneggiati il danno produttivo potrà protrarsi per più di un anno. Danni gravi da freddo sono quelli che interessano le strutture primarie della chioma e il tronco. Solitamente questi danni sono causati dalle basse temperature in oliveti giovani, mentre è la neve che in olivi adulti può provocare la scosciatura di branche con angoli di inserzione troppo ampi. In questi casi gli interventi saranno più drastici in quanto si dovrà procedere alla ricostituzione della chioma o, nei casi più gravi, dell’intero oliveto.

Come anticipato in precedenza, in presenza di danni freddo gli interventi di potatura dovranno essere rinviati alla ripresa vegetativa. Tale scelta è giustificata dal fatto che una migliore valutazione del danno si potrà avere osservando le nuove emissioni di germogli sulla chioma e individuando le zone irreversibilmente danneggiate dal freddo. I tagli, pertanto, interesseranno le parti disseccate in corrispondenza del nuovo ricaccio vegetativo, con l’obiettivo di ricostituire le parte danneggiata utilizzando i germogli che presentano le migliori caratteristiche per posizione e vigoria. Più in generale, un altro vantaggio della potatura effettuata successivamente alla ripresa vegetativa consiste nella possibilità di valutare il carico di fiori e quindi il potenziale di frutti che verrebbe asportato con la potatura. È bene, tuttavia, non prolungare la potatura oltre il periodo di fioritura perché in tal caso verrebbero persi elementi nutritivi e riserve carboidratiche già mobilizzati verso i tessuti rimossi con i tagli.

In aziende di grandi dimensioni il periodo di potatura può protrarsi per diverse settimane e, pertanto, il calendario delle operazioni dovrà essere pianificato attentamente in modo da completare gli interventi entro l’intervallo ottimale, permettere un efficiente uso della manodopera e considerare la suscettibilità al freddo degli oliveti situati nei diversi appezzamenti. Gli olivi situati in zone maggiormente esposte a gelate tardive dovranno essere potati per ultimi per evitare possibili danni da ritorno di freddo. Gli appezzamenti in pianura e nei fondovalle risultano più a rischio poiché caratterizzati da temperature minime più basse e maggiore umidità relativa rispetto agli oliveti di collina. Allo stesso modo, gli olivi adulti dovranno essere potati prima di quelli giovani, più sensibili alle basse temperature.

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