L'arca olearia

Habitat naturale e gestione agronomica: la mosca delle olive si combatte anche così

Un alto livello di predazione sulle pupe svernanti può incidere significativamente sulla popolazione della generazione primaverile e anche sull'intensità del primo attacco. Comprendere l'ecologia dell'agroecosistema oliveto è quindi fondamentale

17 febbraio 2017 | R. T.

E' noto che la mosca delle olive sverna sotto forma di pupe nel terreno, in attesa che si sia raggiunta la sommatoria dei gradi giorno che indica il momento dello sfarfallamento primaverile.

L'attenzione della ricerca si sta proprio concentrando su questa prima generazione che, a seconda delle latitudini, compare tra marzo e aprile negli oliveti italiani.

Sebbene siano molti i fattori da tenere in considerazione, tra cui l'andamento climatico, l'entità di questa prima generazione può offrire un modello predittivo per capire l'intensità degli attacchi nella successiva estate.

Un controllo di questa prima generazione, quindi, potrebbe risultare strategico per un controllo realmente biologico della mosca delle olive.

Una possibilità per ridurre lo sfarfallamento primaverile è aumentare il tasso di predazione da parte di altri insetti e predatori sulle pupe svernanti che, rimanendo nello strato superficiale del terreno, sono particolarmente vulnerabili.

La Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa ha cercato di verificare se e in quale misura diversi agroecosistemi oliveto, oltre a gestioni colturali, potessero influire sulla predazione.

Sono stati quindi esaminati diciotto diversi oliveti, differenti per gestione dell'oliveto (biologico o convenzionale) e distanza da ecosistemi naturali (dai 250 ai 500 metri), ecosistemi diversi per loro caratteristiche (arboreo, arbustivo, mediterraneo).

I ricercatori hanno così scoperto che in oliveti biologici il tasso di predazione era più alto che negli oliveti convenzionali.

Inoltre è stato evidenziato un tasso maggiore di predazione qualora l'oliveto fosse adiacente alla tipica macchia mediterranea, evidentemente più adatta a ospitare i naturali predatori della mosca.

Ulteriori indagini permetterebbero di comprendere meglio in che misura habitat semi-naturali possano controllare la prima generazione primaverile, così riducendo l'intensità degli interventi nella successiva estate.

Bibliografia

M.S. Picchi, S. Marchi, A. Albertini, R. Petacchi, Organic management of olive orchards increases the predation rate of overwintering pupae of Bactrocera oleae (Diptera: Tephritidae), Biological Control, Available online 8 February 2017, ISSN 1049-9644

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