L'arca olearia
Tutti i rischi di una fioritura anticipata per l'olivo e per la produzione d'olio d'oliva
In diverse zone d'Italia la mignolatura è già iniziata, con largo anticipo rispetto al solito. Sbalzi termici in pochi giorni, siccità perduranti e poi temporali improvvisi stanno diventando la norma. Condizioni che possono portare a squilibri fisiologici per l'olivo, con conseguenze negative per la produzione
08 aprile 2016 | R. T.
C'è molta tensione negli oliveti italiani, specie in quelli dove la mignolatura sta facendo la sua comparsa da qualche giorno, dopo un inverno particolarmente mite.
Non è un po' presto? Cosa accadrà ora?
Molto dipenderà dall'andamento climatico delle prossime settimane ma le premesse sono tutt'altro che rassicuranti con caldi improvvisi, già ai primi d'aprile vicini ai 30 gradi, periodi di siccità prolungati interrotti da temporali violenti.
Come ha reagito e come può reagire l'olivo?
La ricerca scientifica ci può venire in aiuto per capire la fisiologica dell'olivo in risposta a degli stress climatici.
Uno studio spagnolo ha sottoposto l'Arbequina a stress di temperatura diurna elevata (media 26 gradi) per 3, 6 e 12 giorni. Il test è stato condotto nel periodo di induzione a fiore, ovvero durante la fine dell'inverno e l'inizio della primavera per misurare gli effetti delle alte temperature proprio sull'induzione a fiore. Ricordiamo infatti che l'induzione a fiore si ha infatti con il risveglio vegetativo e l'emissione dei primi germogli.
Il risultato è che 3 giorni di gran caldo, per fortuna, sono ben assorbiti dall'olivo, senza effetti sulla produzione di infiorescenze, ma già a sei giorni di caldo consecutivi, in questo delicato periodo, si vede una riduzione del numero di infiorescenze. Nel caso di gran caldo per 12 giorni, oltre a un calo del numero di infiorescenze si è avuto anche un calo del numero di fiori per infiorescenza.
E' evidente, quindi, che periodo di gran caldo prolungati all'inizio della primavera possono essere deleteri per il destino produttivo dell'annata.
Non solo, i ricercatori iberici hanno provato a portare il periodo di stress termico, sempre a 26 gradi di media diurna, a 40-50 giorni dopo l'inizio dell'induzione a fiore scoprendo che sei giorni di questo stress possono ridurre fino all'83% il numero di infiorescenze.
L'intera primavera, e non solo un periodo di qualche settimana, è quindi critico per la fiosiologia dell'olivo e il suo destino produttivo.
E' noto che dall'induzione a fiore alla piena fioritura possono passare anche due tre mesi durante i quali si ha l'allungamento e la ramificazione dell'asse dell'infiorescenza e la formazione dei singoli fiori.
Cosa accade in caso di deficit idrico durante questo periodo?
Un deficit idrico durante lo sviluppo infiorescenza riduce il numero di infiorescenze, il numero di fiori per infiorescenza, il numero e la percentuale di fiori perfetti (fisiologicamente attivi e fecondabili) e la capacità di sviluppo dell'ovulo.
I minori effetti del deficit idrico si sono notati a due settimane dalla piena fioritura. Un deficit idrico, invece, durante il periodo di inizio fioritura fino all'allegagione ha effetti drastici perchè molti fiori possono rimanere chiusi e viene impedita anche la fecondazione di quelli aperti.
Nel complesso è evidente come stress intensi e prolungati durante la primavera e fino all'allegagione possono compromettere la produttività dell'olivo.
Se contro le alte temperature, purtroppo, le strategie di difesa, da parte dell'olivicoltore, sono limitate alla sola somministrazione via fogliare di acidi umici o altri biostimolanti che possano aiutare la pianta a reagire lo stress, una corretta irrigazione può essere impostata, nel caso servisse fin dalla primavera, per apportare gli adeguati volumi idrici durante le fasi cruciali per la fisiologica dell'olivo.
Bibliografia
Hava F. Rapoport, Sofiene B.M. Hammami, Paula Martins, Oscar Pérez-Priego, Francisco Orgaz, Influence of water deficits at different times during olive tree inflorescence and flower development, Environmental and Experimental Botany, Volume 77, April 2012, Pages 227-233
Nasir S.A. Malik, Jose L. Perez, The effect of high temperature interruptions during inductive period on the extent of flowering and on metabolic responses in olives (Olea europaea L.), Scientia Horticulturae, Volume 129, Issue 2, 10 June 2011, Pages 207-212
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Un nuovo processo sottovuoto per rivoluzionare la produzione di olive da tavola
Attraverso l’utilizzo del vuoto come strumento tecnologico, si vuole ridurre i danni provocati dall’ossidazione e dalle fermentazioni incontrollate, migliorando allo stesso tempo la qualità organolettica e commerciale delle olive
09 marzo 2026 | 09:00
L'arca olearia
Serve un disciplinare e una certificazione per l'olio di oliva sostenibile
Il 74% degli italiani chiede maggiori informazioni su sostenibilità dell’olio e della filiera e otto consumatori su 10 si dichiarano più incentivati all’acquisto dopo una comunicazione incentrata sulla sostenibilità del prodotto
07 marzo 2026 | 10:00
L'arca olearia
Promozioni ai massimi e prezzi dell’olio extravergine di oliva ai minimi: l’immagine dello scaffale
I dati Nielsen certificano che il mondo dell’industria e dell’imbottigliamento dell’olio extravergine di oliva si è arreso alla logica delle rotazioni e volumi. Monini, De Cecco e Clemente dominano i volantini. La percezione dell’olio cade sempre più in basso: l’italiano si vende solo a buon prezzo
06 marzo 2026 | 17:30 | Alberto Grimelli
L'arca olearia
Ecco la squadra di potatura dell’olivo più efficace o economica
Al momento la potatura è seconda solo alla raccolta in termini di costi, poiché rappresenta generalmente circa il 20-30% dei costi annuali di coltivazione. Confrontate cinque squadre di potatura dell’olivo con strumenti diversi
06 marzo 2026 | 15:00
L'arca olearia
Quali sono le differenze chiave tra gli oli extravergini di oliva monovarietali italiani?
La caratterizzazione volatile, fenolica e terpenica e profilo sensoriale alla base delle differenze tra gli oli monovarietali italiani. Ecco la caratterizzazione sensoriale/chimica completa di 320 campioni 13 cultivar italiane
06 marzo 2026 | 14:00
L'arca olearia
Controllo biologico dell'occhio di pavone dell'olivo con Aureobasidium pullulans
Riscontrati vari gradi di inibizione della crescita fungina, con Alternaria tenuissima che si è dimostrata molto sensibile. Il test in vivo dimosra una soppressione al 100% dei sintomi dell'occhio di pavone dell'olivo, evidenziando il suo notevole potenziale come agente di biocontrollo
06 marzo 2026 | 13:00