L'arca olearia

Un solo ceppo di Xylella fastidiosa sta devastando il Salento

Una ricerca del Cnr di Bari, appena pubblicata, conferma che l'unico ceppo di Xylella fastidiosa presente nel Salento è il ST53, ovvero quello responsabile del disseccamento rapido degli olivi e che può colpire anche ciliegio, mirto e rosmarino

02 marzo 2016 | R. T.

Una ricerca scientifica del Cnr di Bari, coordinata da Giuliana Loconsole, appena pubblicata sulla rivista scientifica internazionale European Journal of Plant Pathology fugherebbe ogni dubbio sulla presenza di nuovi o diversi ceppi di Xylella fastidiosa nel Salento.

La ricerca è partita per capire l'efficacia del sistema di monitoraggio europeo, dopo la conferma del primo focolaio di Xylella fastidiosa in Europa, e la sua associazione con la sindrome del disseccamento rapido dell'olivo.

A seguito del controlli effettuati successivamente all'allarme fitosanitario sono state bloccate alcune piantine di caffè provenienti dal Centro America effettivamente infette da Xylella fastidiosa.

Il Cnr di Bari ha utilizzato nuovo metodi di sequenziamento, multi locus, per capire se nel Salento vi era la presenza di altre sottospecie o ceppi di Xylella fastidiosa.
Secondo alcune ricostruzioni, infatti, nel sud della Puglia sarebbero ben nove i ceppi di Xylella fastidiosa presenti.

I ricercatori di Bari, sulla base delle loro rilevazioni, hanno però ritrovato solo il batterio Xylella fastidiosa ST53, responsabile del CoDiRo, ovvero del disseccamento rapido degli olivi.
Da notare che il batterio, oltre che su olivo, è stato ritrovato anche su ciliegio, mirto e rosmarino.

Questo lavoro mette in evidenza la limitata conoscenza della genetica e della fenologia di Xylella fastidiosa, con il rischio di introduzioni di Xylella fastidiosa attraverso materiale vegetale contaminato ancora non censito tra le pianti ospiti del batteiro killer degli olivi.

La stessa ricerca, inoltre, corrobora altri studi che indicano che l'epidemia Puglia è stata causata da una sola introduzione di questo agente patogeno nella Regione.

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