L'arca olearia
La difesa dalla verticilliosi dell'olivo passa dal miglioramento genetico
Alcune cultivar, tra cui la Picual, sono particolarmente sensibili a questo fungo. E' altrettanto noto che altre varietà, come la Frantoio, sono tolleranti. Per la protezione delle cultivar sensibili non resta che il miglioramento genetico, sfruttando anche il patromonio degli olivi selvatici
03 giugno 2015 | R. T.
La verticilliosi dell'olivo è una patologia particolarmente diffusa in alcuni areali che può portare a morte gli olivi, specie quelli più giovani.
Generalmente compaiono dei disseccamenti nella parte alta della chioma. Questi sintomi si manifestano all’inizio della primavera, crescono d’intensità con l’elevarsi della temperatura in aprile - maggio e si arrestano con le alte temperature estive.
Non esistono difese efficaci contro Verticillium dahliae che dimora nel terreno e che risulta in grado di infettare anche al pomodoro, melanzana e peperone l’eventuale consociazione di tali colture o la presenza di infestanti soggette agli attacchi del micete favorirà una più facile diffusione della malattia.
L'unica vera speranza contro questo fungo, anche se sono allo studio fungicidi sistemici, è il miglioramento genetico.
Una nuova ricerca dell'Università di Cordoba ha provato a individuare nuove fonti di resistenza.
Oltre alle cultivar già notoriamente tolleranti, è stata valutata la sensibilità di vari tipi di genotipi come l'olivo selvatico (.. Olea europaea europaea var subsp sylvestris) e genotipi appartenenti a sottospecie correlate (Olea europaea subsp guanchica.)
Sono quindi stati operati degli incroci con Picual e olivastri. I genotipi selvatici e quelli da incrocio, in tutto cinquantasei patrimoni genetici diversi, sono quindi stati testati.
Tutti sono stati inoculati con Verticillium dahliae mediante immersione delle radici in una soluzione infetta con una specie di verticilliosi particolarmente virulenta.
Picual (sensibile) e Frantoio (resistente) erano le cultivar di controllo. L'indice di suscettibilità relativa (RSI) è stato utilizzato utilizzata per la classificazione finale di genotipi.
Tredici genotipi sono stati classificati come resistenti: otto olivi selvatici provenienti da luoghi diversi, due genotipi appartenenti alla sottospecie correlata. in particolare popolazioni Olea europaea guanchica provenienti dalle Isole Canarie, e tre genotipi ottenuti da incrocio tra Picual e oilivi selvatici.
E' quindi stato confermato che l'identificazione di alti livelli di resistenza a Verticillium dahliae tra genotipi di olivo selvatico può essere utile per la gestione di questa malattia. I genotipi resistenti potrebbero essere utilizzati come portinnesti per cultivar suscettibili o genitori nei futuri programmi di miglioramento genetico.
Bibliografia
Rocío Arias-Calderón, Dolores Rodríguez-Jurado, Lorenzo León, José Bejarano-Alcázar, Raúl De la Rosa, Angjelina Belaj, Pre-breeding for resistance to Verticillium wilt in olive: Fishing in the wild relative gene pool, Crop Protection, Volume 75, September 2015, Pages 25-33, ISSN 0261-2194
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