L'arca olearia
Clorpirifos etile nell'olio extra vergine d'oliva. Le brutte abitudini sono dure a morire e partono le denunce
Il Ministero della salute ha revocato l'autorizzazione su olivo dal 12 giugno 2012. L'Osservatorio fitosanitario pugliese lo ha messo al bando dal 23 maggio 2013. Residui del principio attivo continuano però a essere riscontrati. Bloccato dalla Forestale nel viterbese un carico di falso olio di oliva biologico
15 aprile 2015 | T N
Agli olivicoltori italiani, evidentemente, piace farsi del male.
Non si spiega altrimenti il motivo per il quale continuano a trovarsi oli extra vergini d'oliva con residui di Clorpirifos etile.
Questo principio attivo era abbondantemente utilizzato in passato contro tignola e cocciniglie, ma il suo utilizzo è vietato ormai da tempo.
Più precisamente il Ministero della salute ne ha revocato l'autorizzazione, in ragione dell'elevata liposolubilità della molecola in olio, dal 12 giugno 2012.
In Puglia, regione dove l'uso era più diffuso, l'utilizzo su olivo è comunque illegale dall'estate 2013, in seguito alla nota dell'Osservatorio fitosanitario pugliese del 23 maggio 2013.
La nota emanata dall'Osservatorio fitosanitario pugliese si era resa necessaria a seguito del blocco alla frontiera statunitense nella primavera 2013 di carichi di olio italiano con residui di Clorpirifos etile, principio attivo non ammesso su olivo in Usa.
Secondo l’agenzia americana per la protezione ambientale il fitofarmaco avrebbe effetti collaterali troppo gravi ai danni della salute umana, in particolare dei più piccoli. Infatti determinerebbe ritardo mentale nei bambini esposti di età tra i 2 e i 3 anni, disturbi pervasivi dello sviluppo e deficit d’attenzione in quelli in età scolare e ridotto livello di intelligenza nei bambini in età scolare che sono stati esposti nel grembo materno.
E' inoltre noto che l’esposizione cronica agli organofosforici, classe di composti a cui il Clorpirifos appartiene, può portare a perdita di memoria, depressione ed insonnia.
Il Clorpirifos etile è pericoloso e giustamente su olivo è stato vietato ormai due anni fa. Perchè allora tornarne a parlarne?
Semplicemente perchè è stata scoperta dal Corpo Forestale dello Stato, nel viterbese, la vendita di olio, dichiarato biologico, con la presenza di Clorpirifos etile in quantità superiore ai limiti previsti dalla normativa del Ministero della Salute, in caso di contaminazione accidentale.
Si continua quindi a trattare con questo fitofarmaco nonostante i divieti.
La procura della Repubblica di Viterbo ha quindi ordinato il sequestro, su tutto il territorio nazionale, della partita di olio extra vergine messo in vendita dall'azienda.
L'operazione scaturisce dalla capillare azione di controllo che il personale del Nucleo Agroalimentare Forestale sta conducendo sulla corretta commercializzazione di olio extra vergine. Sono stati quindi denunciati all'Autorità Giudiziaria i titolari dell'azienda per il reato di frode nell'esercizio del commercio e per la distribuzione vietata di sostanze alimentari che contengono residui di prodotti utilizzati in agricoltura per la protezione delle piante, tossici per l'uomo.
Proseguono, su delega della Procura della Repubblica di Viterbo, le indagini da parte degli uomini della Forestale tese a rintracciare e ad identificare l'eventuale presenza della sostanza tossica nei prodotti di altre ditte, vagliando anche l'elenco dei fornitori dell'azienda stessa.
Il danno della contraffazione in agricoltura biologica è duplice perché, oltre a ledere la sicurezza alimentare per il consumatore, mina allo stesso tempo anche la sicurezza agro-ambientale a causa dell'uso illecito di prodotti fitosanitari inquinanti sia per il suolo che per le falde acquifere.
E' chiaro che vi è un problema di etica nella filiera olivicola italiana. Non è la prima volta che lo ribadiamo. Chissà allora che repetita iuvant:
“Non darei però tutte le responsabilità solo agli olivicoltori – risponde Elia Pellegrino, vicepresidente dell'Associazione frantoiani di Puglia – va sensibilizzata la filiera viticola che fa ampio uso di clorpirifos che poi, per effetto deriva, arriva anche sulle olive e nell'olio. Vi è però anche l'ignoranza dei vecchi agricoltori che si fanno abbindolare anche da qualche farmacia agricola e comprano sottobanco fitofarmaci ormai illegali.”
Ma è l'etica di tutta la filiera a traballare perchè gli oli giacenti, accusati di avere livelli di clorpirifos troppo elevati per il mercato, sono poi stati acquistati a 2,70 euro/kg nell'imminenza della campagna olearia. “Fin quando c'è abbondanza si fa gli schizzinosi, poi però – ricorda Pellegrino – fin quando qualcuno non si spaventa davvero la situazione rimane immutata.”
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Elia Pellegrino
18 aprile 2015 ore 10:23Caro Grimelli, La ringrazio per aver recuperato un mio commento di alcuni anni fa! Il prezzo di mercato ne è la testimonianza essendo ora su basi assolutamente diverse, ma non cambia nella sostanza. Il biologico attraversa una fase di alto rischio! Da un lato ci sono le problematiche delle contaminazioni accidentali e/o da deriva così come esposto nel suo articolo, dall'altro assistiamo al perpetrarsi di truffe belle e buone con produzioni fittizie o non controllate di olii da agricoltura biologica. Sono da controllare in maniera più approfondita le cessioni di olio cosiddette "overnight", ossia prodotte la sera e vendute e caricate la mattina seguente; una analisi multiresiduale necessita di minimo 4 giorni ed il mercato serio del bio non accetta forniture senza certificati di analisi. La filiera si deve responsabilizzare di più e gli Enti di Certificazione devono fare il loro in maniera diversa.....e non commento altro a riguardo per non prendermi una denuncia! Meditate