L'arca olearia
Xylella fastidiosa: gli abbattimenti a Oria e Veglie
29 olivi eradicati in due giorni per tranquillizzare la comunità internazionale sul controllo del batterio da parte dell'Italia dopo più di un anno di inattività. In attesa del pronunciamento dell'Efsa sulla sindrome del disseccamento rapido
14 aprile 2015 | T N
Alcuni olivicoltori hanno pagato caro l'allarmismo diffuso dall'estate-autunno 2013 e l'inattività fino alla nomina del commissario straordinario.
Nelle giornate di lunedì 13 e martedì 14 aprile 2015 sono state abbattute un totale di 29 piante. 7 a Oria, nel brindisino, e 22 a Veglie, nel leccese.
Gli abbattimenti, disposti su ordinanza del commissario Silletti, hanno riguardato solo olivi che risultavano, in base a saggi e successivo esame diagnostico, effettivamente infettate da Xylella fastidiosa. Piante vicine, che mostravano la sintomatologia del disseccamento rapido ma che non risultavano positive al batterio, non sono state interessate dalla misura di eradicazione.
Il commissario Silletti ha dunque preferito la linea della cautela.
Xylella fastidiosa è un batterio da quarantena e dunque l'abbattimento delle piante infette è risultato un atto dovuto, in base alle leggi europee in vigore.

Restano i dubbi, tanti.
Intorno alle 7 piante abbattute a Oria ve ne sono alcune centinaia che manifestano uguali sintomi ma che, al momento, non risultano infette.
Quanto, dunque, la sindrome del disseccamento rapido dell'olivo è dovuta a Xylella fastidiosa e quanto ad altri fattori?
Sembra certo, anche in base al rapporto dell'Efsa (Ente europeo per la sicurezza alimentare), che alcuni insetti vettori possono diffondere il batterio. Stante l'impossibilità di eradicazione degli insetti vettori dal Salento, come controllare la diffusione della batteriosi?
Stante gli scarsi dati scientifici, per esempio sui tempi di incubazione, sul ceppo di Xylella che ha attaccato gli olivi salentini, per quanto tempo e su quali superfici sarà necessario un monitoraggio, pianta per pianta?
Perchè creare e diffondere allarmismo su migliaia e migliaia di piante infette quando, allo stato dei fatti, ne vengono eradicate “solo” alcune decine?
Necessario anche sottolineare come le proteste e le manifestazioni di cittadini contro l'abbattimento degli olivi si siano mantenute nell'alveo della civiltà e della non violenza. Un dato non scontato in Italia. Certamente fanno piangere il cuore certe immagini, come quella della desolazione negli occhi dell'olivicoltore, bonariamente abbracciato da un Forestale.
Insieme a queste immagini, di natura fortemente emozionale, vanno anche registrati alcuni fatti e alcune dichiarazioni, di chiara natura politica.
La visita in Puglia del Ministro Martina, insieme al Capo del Corpo Forestale Patrone, a poche ore dall'embargo francese sui prodotti vegetali pugliesi, ha un significato politico e ha certamente contribuito a incentivare il via al piano di contenimento. Una risposta italiana a una potenziale psicosi da Xylella fastidiosa che poteva interessare molte più nazioni europee, con conseguenze economiche molto importanti.
Impossibile non vedere nella mossa francese il lato opportunistico e protezionistico ma, stante la copertura di Bruxelles, occorreva una risposta politica forte, tale da isolare la Francia e ristabilire un clima di fiducia con gli altri partner europei e con la Commissione.
La nota, diffusa via Facebook, dal Ministro Martina sulle buone pratiche agricole da adottare nelle campagne salentine, è anch'esso un messaggio politico che evidenzia come l'epidemia di Xylella fastidiosa possa essere meno peggiore di quanto previsto se buone prassi agronomiche possono essere utili al contenimento. Possibile che il prossimo rapporto dell'Efsa del 17 aprile prossimo ridimensioni sostanzialmente l'allarme su Xylella fastidiosa, attribuendo le giuste responsabilità della sindrome del disseccamento rapido anche a funghi e rodilegno.
La prima necessità dell'Italia, in una situazione chiaramente sfuggita di mano, è rasserenare il clima e ridurre il grado di allerta per l'emergenza Xylella fastidiosa, possibilmente attraverso azioni di concerto con la popolazione locale e gli olivicoltori, con messaggi chiari e inequivoci.
Poi occorrerà riflettere su Xylella fastidiosa, sugli errori fatti e sugli intrecci di interessi che si sono lasciati proliferare per mesi nel territorio salentino senza controllo.
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Andrea Bitonto
15 aprile 2015 ore 09:45"Nelle giornate di lunedì 13 e martedì 14 aprile 2015 sono state abbattute un totale di 29 piante. 7 a Oria, nel brindisino, e 22 a Veglie, nel leccese." Questa informazione è falsa, perché a veglie la protesta popolare ha evitato l'abbattimento dei 22 alberi, anzi neanche uno è stato toccato vedi: http://bari.repubblica.it/cronaca/2015/04/14/news/xylella-111908095/#gallery-slider=111925833)