L'arca olearia

Olio d’oliva nei cosmetici? Ma che “storia” è questa?

E' un fiorire di pubblicità che ne decantano le virtù cosmetiche, fingendo di dimenticare persino l'Odissea omerica.  Il primo cosmetico a base d'olio d'oliva risale a 7000 anni fa. Gli antichi la sapevano lunga, intuendo le innumerevoli proprietà dermiche dell'oro liquido

30 maggio 2014 | Diana Malcangi

Quand’ero ragazzina ho sempre dedicato un sorriso di sufficienza alla frase che gli anziani della mia famiglia ripetevano spesso: “Gli antichi la sapevano lunga!”. Salvo poi, qualche anno dopo, alle prese con le mie creazioni cosmetiche, dovermi ricredere.

E’ proprio vero, gli antichi la sapevano lunga. Hanno usato in tempi lontanissimi sostanze le cui proprietà erano ben conosciute e apprezzate, e che sono state “rivalutate” ai giorni nostri.

L’esempio più eclatante? L’olio d’oliva, con cui … nasce la cosmesi!

E si, perché la prima prova archeologica dell’uso dei cosmetici nell’antichità è stata il rinvenimento di flaconi che contenevano un mix di piombo e olio d’oliva all’interno di alcune tombe egizie, datate intorno al 5000 a.C.

Certamente l’uso di preparati di bellezza risale a molto prima (sono state ritrovati alcuni disegni rupestri risalenti ai popoli primitivi in cui sono raffigurati uomini con la pelle decorata), ma questi flaconi egizi sono la prova tangibile più antica che abbiamo, e oggi sappiamo che anche la regina Cleopatra si cospargeva olio d’oliva, mescolato con essenze, su viso, corpo e capelli per preservare intatta la sua leggendaria bellezza.

I cosmetici, dunque, sono nati con l’uomo e si sono sviluppati con il progredire della civiltà.

Il loro uso “viaggiò” dall’Oriente in Grecia e, di lì, nel mondo romano, e l’olio d’oliva ne è sempre stato l’ingrediente base.

In Grecia venivano utilizzati nel gymnasium, una scuola in cui la cura del corpo e quella della mente avevano pari importanza, e dove si promuoveva l’educazione, la cultura, la salute, le attività ginniche e l’igiene del popolo greco, in particolare dei giovani, che qui ci passavano molto tempo. Gli uomini e le donne adulti trascorrevano il tempo libero ai bagni pubblici ed erano soliti portarsi dietro un’ampolla di olio d’oliva con cui massaggiare il corpo dopo le abluzioni.

Era molto importante anche la cura dei capelli: la classica acconciatura “ a pieghe” delle donne greche era preceduta da un rituale che prevedeva impacchi di preparazione all’olio di oliva.

Per il viso, famosa era la biacca di Rodi, una sostanza a base di carbonato di piombo che, mescolata con olio, copriva di bianco il viso delle signore e che dalla Grecia fu “esportato” a Roma.

Nell’antica Roma, le cosmetae erano delle schiave specializzate che avevano il compito di preparare cosmetici “freschi”. Ed erano parecchie le ricette a base di olio di oliva: un olio antirughe prevedeva, per esempio, l’utilizzo di foglie di castagno ed edera che dovevano essere immerse in olio d’oliva e non dovevano essere “disturbate” per due ore.
Un rinforzante per capelli imponeva che si miscelassero olio di oliva e di ricino. A ciò, si aggiungeva un’essenza profumata per formare una specie di lozione, che si applicava sul capo una volta al giorno.

Anche i Romani, dopo il bagno, si cospargevano il corpo con olii e unguenti a base di olio di oliva mescolato con essenze floreali, per esempio rosa e gelsomino.

Pensate che la ceretta sia un’invenzione recente? Errore! I Romani già la usavano. Esisteva una crema depilatoria a base di olio di oliva, resina, pece e altre sostanze.
Plinio il Vecchio (24-79 d. C.) sosteneva che ”due sono i liquidi più graditi al corpo umano: il vino all’interno e l’olio all’esterno”.
E se non si esagera col vino, ritengo questa affermazione ancora valida oggi.

Con la decadenza dell’impero romano anche l’uso dei cosmetici scema un po’. E resta alquanto assopito durante tutto il Medioevo, periodo in cui l’attenzione alla spiritualità surclassò le pagane attenzioni per un bene tanto effimero e caduco come il corpo umano. Infatti durante il Medioevo l’olio di oliva era sì usato, ma per curare infezioni ginecologiche e altre patologie.

Nel Rinascimento, torna trionfante l’ammirazione per il bello e “rinascono” anche i profumi e i cosmetici: vengono avviati laboratori di distillazione di essenze profumate che arricchiscono acque, alcool, olii e unguenti.

Questa rinascita della cosmesi assume, addirittura, toni eccessivi nel ‘700 con l’esplosione dei parrucconi e dei belletti alla corte del re di Francia, in cui le nobildonne si sottoponevano a lunghissime sedute di trucco anche prima di andare a letto.

Dopo la rivoluzione francese, che abolì il lusso, si tornerà a una maggiore sobrietà nell’800 con un uso più leggero e “romantico” dei cosmetici, ma l’olio d’oliva non scompare mai, e lo ritroviamo in preparazioni a scopo curativo o per ammorbidire i duroni dei piedi.

Alla fine dell’800 nasce l’industria cosmetica vera e propria così come oggi la conosciamo, in cui la cosmesi perde il suo carattere di artigianalità e inizia a essere gestita in modo scientifico e tecnologico, con la realizzazione di moltissime e diverse tipologie di prodotti destinati al consumo di massa.
Le metodiche di produzione sono simili per alcuni aspetti a quelle del settore farmaceutico e gestite da esperti. Gli Stati europei iniziano a emettere leggi e regolamenti che, al fine di garantire la sicurezza per i molti consumatori, si fanno sempre più severi. Le formulazioni diventano dunque molto più complesse e funzionali, rispetto al semplice utilizzo dell’olio d’oliva. Però l’oro liquido che ben conosciamo non è mai scomparso dalla cosmesi, ed è stato recentemente rivalutato non solo per le sue innumerevoli proprietà dermiche ma anche in virtù di una riscoperta e valorizzazione dei prodotti naturali, al passo con la nuova sensibilità ecologica e più consapevole dei consumatori.
Il resto è tempo presente.

Visto che abbiamo parlato di bellezza nell’antichità, concludo con due “poetici” quesiti che hanno a che fare con l’Odissea omerica:
- Sapete con che cosa la maga Circe cospargeva il corpo di Ulisse per fargli “di vigor nuovo rifiorir le membra”?
- Sapete con che cosa le Grazie cospargevano il corpo di Afrodite?

La risposta è una, e la conoscete!

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