L'arca olearia

Piccoli frantoi sotto attacco: volano verbali Inail da migliaia di euro

Nuova interpretazione del decreto ministeriale del 15 luglio 1987 sui “premi speciali unitari per l'assicurazione delle persone addette ai lavori di frangitura e spremitura delle olive”. Perchè cambia l'esplicazione della norma a ventisette anni di distanza dalla sua emanazione?

21 febbraio 2014 | R. T.

Sono arrivate diverse segnalazioni a Teatro Naturale in merito a verbali Inail, di importi variabili tra 6000 e 15000 euro, per violazione dell'obbligo assicurativo previsto dal decreto ministeriale 15 luglio 1987.

Il suddetto decreto stabilisce i “premi speciali unitari per l'assicurazione delle persone addette ai lavori di frangitura e spremitura delle olive”. Si tratta dei premi Inail per quei piccoli e piccolissimi frantoi, spesso a conduzione familiare, che effettuano unicamente contoterzismo stagionale e che non hanno operai.

Piccole imprese part time che spesso servono, o servivano, a far quadrare i conti famigliari.

In assenza di contratti di lavoro e, stante la stagionalità dello stesso, il Ministero del lavoro decise di stabilire forfettariamente dei premi assicurativi Inail per questi soggetti.

L'”anzianità” della materia la si deduce, oltre che dalla data del suddetto decreto, anche dal suo contenuto che riportiamo:

Articolo unico
A decorrere dalla campagna olearia 1987-88 per l'assicurazione delle persone addette ai lavori di frangitura e spremitura delle olive soggette all'obbligo assicurativo ai sensi del titolo I del testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, sono stabilite le seguenti nuove misure di premio speciale unitario;
1) Frantoi di tipo A): con una vasca da macina e non più di due presse o superpresse di qualsiasi tipo.
Per la retribuzione minima giornaliera di L. 28.200:
L. 107.700 per i lavori di durata non superiore a 30 giorni di calendario ("breve periodo");
L. 339.100 per l'"intera campagna".
Nel caso di retribuzione giornaliera superiore a L. 28.200 i predetti premi saranno proporzionalmente aumentati con arrotondamento alle 100 lire.
2) Frantoi di tipo B): qualunque frantoio non rientrante nel tipo A.
Per una retribuzione minima giornaliera di L. 28.200:
L. 148.400 per i lavori di durata non superiore a 30 giorni di calendario ("breve periodo");
L. 414.100 per l'"intera campagna".
Nel caso di retribuzione giornaliera superiore a L. 28.200 i predetti premi saranno proporzionalmente aumentati con arrotondamento alle 100 lire.

Al di là degli importi in lire, si segnala che il Ministero del lavoro individuava due tipologie di frantoi, di tipo A e di tipo B.

Praticamente scomparso il tipo A: “una vasca da macina e non più di due presse o superpresse di qualsiasi tipo.”, tutti i frantoi sono oggi di tipo B, secondo la definizione data: “qualunque frantoio non rientrante nel tipo A.”

Tutti i piccoli frantoiani hanno pagato i premi per il frantoio di tipo B, secondo il DM 15 luglio 1987, senza che mai siano avvenute contestazioni.

Purtroppo però in Italia capita anche che cambino gli ispettori e quindi l'interpretazione data alla norma.
Alcuni ispettori Inail hanno infatti contestato a frantoi in cui è stata riscontrata la presenza di due linee di lavorazione, il mancato versamento di contributi Inail.

La nuova e fantasiosa interpretazione è che il premio Inail vada pagato per ogni linea di lavorazione (impianto oleario) e non per l'unità tecnico-operativa ed economica frantoio.

Se un piccolo frantoio a conduzione famigliare, insomma, gestito dagli stessi addetti, ha deciso di rinnovare la linea, affiancando a quella vecchia un frantoio più moderno, dovrebbe pagare il doppio.

Spesso l'affiancamento delle linee è dovuto a ragioni storiche: all'impianto tradizionale si è aggiunto quello continuo; oppure gestionali: l'impianto era troppo piccolo ma, per comodità, anziché prenderne uno più grande, con disfunzionalità a inizio e fine campagna quando le quantità lavorate sono modeste, è stato deciso di affiancare a quello vecchio uno più recente.

L'interpretazione data oggi, a ventisette anni dall'emanazione della legge, non solo non tiene di conto della differenza, tecnica, esistente fra frantoio, come unità tecnico-economica-operativa, e impianto oleario, come insieme di macchine atte a estrarre l'olio dalle olive, ma non considera neanche lo stato dell'arte del settore che si è evoluto naturalmente negli ultimi anni a beneficio dell'efficienza e della sicurezza, alimentare e sui luoghi di lavoro.

L'interpretazione di oggi, che ha voluto forzosamente trovare un fantomatico adeguamento all'attualità, produce solo danni in un momento di forte crisi e in un settore dove la componente famigliare è ancora importante, rappresentando un legame col territorio e la gestione di un tessuto socio-economico rurale.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

La concimazione dell’olivo con ammendanti può sostituire la fertilizzazione minerale?

Valutati gli effetti dell'applicazione di cenere di legna, letame, compost di rifiuti solidi urbani, funghi micorrizici, biochar e zeoliti, prendendo come riferimento l'assenza di fertilizzazione e la concimazione minerale convenzionale

17 gennaio 2026 | 12:00

L'arca olearia

La resistenza al fuoco dei pannelli di foglie di olivo con rivestimenti ritardanti di fuoco

Il potenziale dell'utilizzo dei sottoprodotti delle foglie di olivo come materiale da costruzione: i campioni trattati hanno mostrato un aumento della formazione di char, riducendo il trasferimento di calore e ritardando la combustione

17 gennaio 2026 | 09:00

L'arca olearia

Non ci si può fidare dell’indicazione di origine sull’etichetta dell’olio di oliva, con l’eccezione del 100% italiano

La Spagna si conferma porto delle nebbie con un numero di controlli ben inferiori a quelli che dovrebbe effettuare per legge. La tracciabilità dell’olio di oliva si perde appena si varcano le frontiere, ancor più quando si parla di olio extra-UE. La Corte dei Conti smentisce la Commissione europea

16 gennaio 2026 | 16:00 | Alberto Grimelli

L'arca olearia

L'impatto del metodo di raccolta e conservazione sul profilo fenolico e la composizione degli acidi grassi delle olive

Ecco il vero impatto degli agevolatori per la raccolta delel olive sulla qualità dei frutti, impatto che diventa più significativo col procedere della conservazione. Le differenze in termini di profilo fenolico e in acidi grassi

16 gennaio 2026 | 15:00

L'arca olearia

Sensori MOX per la valutazione dell'autenticità e la rilevazione dell'adulterazione nell'olio extravergine di oliva

L’adozione di approcci analitici integrati sull'olio di oliva, che combinano tecniche consolidate come GC-MS con strumenti innovativi come i nasi elettronici basati su sensori MOX, rappresenta un passo decisivo verso un sistema di controllo più moderno, efficiente e sostenibile

16 gennaio 2026 | 14:00

L'arca olearia

Valutazione comparativa della tolleranza alla verticillliosi dell'olivo in 77 cultivar

La malattia, causata dal fungo Verticillium dahliae Kleb., è stata segnalata per la prima volta in Italia nel 1946 e progressivamente diffusa in numerose regioni olivicole in tutta l’area mediterranea. La scelta di una varietà resistente è l'arma di difesa più efficace

16 gennaio 2026 | 13:00

Commenta la notizia

Per commentare gli articoli è necessario essere registrati

Accedi o Registrati