L'arca olearia

Xylella fastidiosa. Gli olivi si riprendono ma è presto per cantar vittoria

In alcune aree, piante attaccate hanno ricominciato a germogliare. Emergenza scampata? Assolutamente no, occorre prudenza. Perchè un batterio xilematico infetti tutti i tessuti può passare anche un anno

19 novembre 2013 | R. T.

Recentemente è apparso un comunicato, ed eloquenti foto, riguardo alla ripresa vegetativa di alcune piante colpite di Xylella fastidiosa e quasi completamente seccate. Si notava una forte emissione di polloni e succhioni, che è stato scambiato come un segno della capacità della pianta di curarsi.
E' vero che gli alberi hanno la capacità, in caso di infezioni limitate, di confinare il batterio all'interno di galle o porzioni di tessuto che poi “espellono”.
Nel caso di Xylella fastidiosa bisogna però ricordare che trattasi di un batterio xilematico. Lo xilema è quel particolare tessuto della pianta destinato al trasporto dell'acqua e dei soluti (elementi minerali soprattutto) dalle radici alle parti aeree. Xylella fastidiosa occlude questi vasi e pertanto la pianta avvizzisce e deperisce fino alla morte. E' evidente che, per quanto estesa possa essere l'infezione, non possono essere interessati tutti i vasi xilematici contemporaneamente, specie in piante grandi come gli olivi secolari.
Il passaggio tra due elementi xilematici successivi avviene attraverso punteggiature, per distruzione meccanica od enzimatica dei tramezzi. E' un processo che richiede tempo per arrivare a interessare tutti i tessuti xilematici. E' evidente che, nel frattempo, alcuni tessuti sani continueranno a funzionare, trasportando acqua e soluti e quindi permettendo ad alcune porzioni della chioma di vivere e germogliare.
Il germogliamento delle piante infette è quindi sì un segno di reazione da parte della pianta di fronte all'infezione ma è troppo presto per cantar vittoria. Non si tratta, infatti, di un tentativo di cura della pianta ma di una semplice reazione a fronte di uno squilibrio aereo-radicale, simile a quanto avvine nel caso di gelate.

Nel frattempo, dopo le polemiche scientifiche dei giorni scorsi, si è chiarito definitivamente che la sintomatologia è chiaramente legata al batterio.
"Senza dubbio si tratta della Xylella fastidiosa, ma solo dopo il risultato delle analisi di laboratorio si potrà stabilire di quale ceppo si tratta. La Xylella, infatti, é un batterio che genera più di una malattia, e inoltre dobbiamo capire qual é l'insetto-vettore che lo inocula. Abbiamo al riguardo dei sospetti, ma ancora nessuna certezza". É la diagnosi di Rodrigo Almeida, giovane professore dell'Università di Berkeley ed esperto nello studio di Xylella. Lo studioso è rimasto molto sorpreso della gravità della situazione, senza precedenti. Non ha mai visto nulla di simile. È sorpreso per la rapidità con cui la malattia si espande e per i sintomi che provoca. Sintomi che vanno al di là delle sue stesse conoscenze.

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