L'arca olearia

La fertilizzazione dell'oliveto grazie ai residui di potatura

La fertilizzazione dell'oliveto grazie ai residui di potatura

Qual'è il potenziale concimante delle potature dell'olivo? Quali e quanti i benefici? Quali residui è meglio utilizzare per aumentare i livelli di materia organica nel suolo? Molte le domande. Ecco qualche risposta

27 aprile 2013 | Alberto Grimelli

Le Università spagnole di Cordoba e Siviglia hanno fornito qualche utile indicazione agli olivicoltori riguardo al potenziale fertilizzante dell'utilizzo dei residui di potatura come ammendanti. E' infatti noto che i residui di potatura contengono prevalentemente carbonio, in quantità rilevanti specie se ci riferiamo al legno, mentre in quantità più equilibrate, rispetto all'azoto, se invece teniamo di conto la frasca.

 

E' noto che il rapporto C/N è fondamentale nei processi di fertilità di terreno.

In linea generale le matrici organiche che presentano un rapporto C/N alto vengono scarsamente mineralizzate, esse partecipano più attivamente al processo di umificazione, cioè alla formazione di humus stabile. Anche questo tipo di sostanza organica giunge alla mineralizzazione ma in maniera progressiva nel tempo ed è quindi da considerare elemento essenziale della fertilità di un suolo. Le matrici caratterizzate da un rapporto C/N basso vanno invece incontro ad una rapida mineralizzazione, con il rilascio di elementi minerali in forma assimilabile.

Capire la dinamica dei residui di potatura, se utilizzati in copertura vegetale e interrati nel terreno, è quindi molto utile, in particolare per l'olivicoltura biologica dove vi sono molte limitazioni ai piani di fertilizzazioni e ai prodotti utilizzabili.

La ricerca delle Università spagnole è stata condotta su due anni e hanno previsto l'utilizzo di due diverse tipologie di materiale di risulta dalla potatura, divise in fine (con diametro inferiore agli 8 cm) e grande (con diametro superiore agli 8 cm).

Quattro le tesi sperimentate:

1) 2,65 kg/m2 di materiale fine

2) 2,65 kg/m2 di materiale fine e 1,12 kg/m2 di materiale grande

3) 5,30 kg/m2 di materiale fine

4) 5,30 kg/m2 di materiale fine e 2,24 kg/m2 di materiale grande

Il materiale si è decomposto nel terreno in maniera piuttosto lenta, con percentuali di perdita di biomassa stimata dopo 6 mesi del 37-50%, a seconda delle tesi.

 

E' stata verificata l'utilità dell'utilizzo dei sarmenti d'olivo come ammendanti, soprattutto sugli strati più superficiali del suolo. Rispetto alla tesi controllo, dove non sono stati utilizzati residui di potatura, nei primi cinque centimetri di suolo, al termine della sperimentazione, la sostanza organica è aumentata dello 0,86% per la tesi 1, dello 1,04% per la tesi 2, dell'1,28% per la 3 e infine dell'1,52% per la 4. Aumento anche negli strati un po' più profondi (fino a 20 cm), rispettivamente di 0,43, 0,46, 0,84 e 0,47%.

Considerando tutto il suolo agricolo, ovvero tutta la profondità del terreno normalmente esplorata dalle radici dell'olivo, i maggiori benefici sono stati riscontrati per la tesi 3, con un incremento della sostanza organica dello 0,36, seguita dalla tesi 1, con lo 0,33% e quindi dalla 2 (0,29%) e dalla 4 (0,10%).

In conclusione è possibile affermare che il suolo riesce a ben integrare e utilizzare, ai fini agrari e in tempi brevi, soprattutto i residui più fini e sottili, producendo buoni incrementi della sostanza organica, così migliorando la fertilità complessiva del terreno.

 

Bibliografia

M.A. Repullo, R. Carbonell, J. Hidalgo, A. Rodríguez-Lizana, R. Ordóñez, Using olive pruning residues to cover soil and improve fertility, Soil and Tillage Research, Volume 124, August 2012, Pages 36-46

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Olio d'oliva sotto esame: un nuovo indice elettrochimico per misurare la capacità antiossidante

Ecco un innovativo metodo elettrochimico per valutare rapidamente e a basso costo la capacità antiossidante degli oli d'oliva. Distingue con precisione gli extravergini di alta qualità, identificando i composti fenolici più attivi, come l'idrossitirosolo e l'oleuropeina

04 luglio 2026 | 12:00

L'arca olearia

Spintor Fly o Flypack contro la mosca dell'olivo: ecco quando la strategia non è risolutiva

Valutata l'efficacia delle tecniche Attract-and-Kill per il controllo di Bactrocera oleae, la temibile mosca delle olive. Non sempre, anche partendo presto con gli interventi si ha la risoluzione del problema. Validità di Spintor Fly o Flypack strettamente legata all'andamento produttivo dell'oliveto

03 luglio 2026 | 16:00

L'arca olearia

Ecco il segreto per avere un oliveto e un olio di oliva carbon neutral

Il segreto per rendere gli oliveti carbon neutral non è tanto il tipo di certificazione (biologico, integrato o biodinamico), quanto la quantità di carbonio che ogni anno viene restituita al suolo. Sopra le 3 tonnellate di carbonio organico per ettaro all'anno compensate quasi interamente le emissioni delle lavorazioni agricole, avvicinandosi alla neutralità climatica

03 luglio 2026 | 15:00

L'arca olearia

La resistenza alla siccità nelle varietà di olivo, ecco cosa ci racconta la fotosintesi

L'analisi delle curve di risposta della fotosintesi all'anidride carbonica rivela strategie differenziate di adattamento alla siccità in 14 cultivar di olivo, offrendo agli olivicoltori strumenti concreti per la scelta varietale in un contesto di crescente scarsità idrica

03 luglio 2026 | 14:00

L'arca olearia

Usare le foglie d'olivo in frantoio: una nuova leva per migliorare qualità e profilo aromatico dell'olio extravergine d'oliva

L'aggiunta controllata di foglie d'olivo durante l'estrazione può modificare positivamente colore e profilo aromatico dell'olio extravergine senza alterarne i principali parametri qualitativi. La ricerca apre nuove prospettive per la valorizzazione di un sottoprodotto della filiera

03 luglio 2026 | 13:00

L'arca olearia

Monitoraggio continuo dell'oliva per una gestione precisa dell'irrigazione in olivicoltura

Un recente studio condotto dall'Università Politecnica delle Marche ha esplorato l'utilizzo di sensori in grado di monitorare continuamente la crescita dei frutti per valutare lo stato idrico delle piante e ottimizzare le strategie irrigue

03 luglio 2026 | 12:00

Commenta la notizia

Per commentare gli articoli è necessario essere registrati

Accedi o Registrati