L'arca olearia
Due denunce contro alchil esteri e panel test. Unione europea contro Italia
La DG-Agri scrive all'Italia chiedendo di “presentare osservazioni sulla questione del limite degli alchil esteri” e di “identificare gli specifici comitati di assaggio che procedono alle verifiche delle caratteristiche organolettiche”. Intanto procede a grandi passi la revisione della normativa comunitaria su etichettatura e controlli anticontraffazione
19 gennaio 2013 | Alberto Grimelli
Si dice che il Ministro Catania non abbia gradito lo sgambetto giunto dall'Unione europea proprio agli esordi della campagna elettorale. Infatti, la scorsa settimana, è giunta al Mipaaf una richiesta di spiegazioni e chiarimento sul decreto legge del 22 giugno 2012, convertito in legge il 3 agosto.
Due gli articoli incriminati, ovvero quello sugli alchil esteri, l'art. 43 comma 1 bis, e quello sul panel test, ovvero l'art. 43 comma 1 ter.
Al di là delle contestazioni di merito, che non sembrano preoccupare particolarmente gli uffici ministeriali, l'esplicito riferimento alle due denuncia giunte ai “servizi della Direzione generale dell'agricoltura e dello sviluppo rurale contro il decreto legge italiano 22 giugno 2012, n. 83, su misure urgenti per la crescita del Paese” prefigura lo scenario di fuoco amico, ovvero d'origine nazionale, contro il governo.
Ricordiamo, solo a titolo di cronaca, che le associazioni che più si batterono contro i due summenzionati articoli, durante l'iter parlamentare di conversione del decreto, furono Assitol, Federolio e Confagricoltura.
Ma in cosa consistono le osservazioni richieste all'Italia?
Due i punti sollevati nelle conclusioni della lettera:
“1- presentare osservazioni sulla questione del limite degli alchil esteri nell'olio extra vergine d'oliva e informare la Commissione delle misure previste per assicurare la conformità alla pertinente normativa Ue
2- identificare gli specifici comitati di assaggio che procedono alle verifiche delle caratteristiche organolettiche degli oli extra vergini e vergini di oliva”
Molto pacato, e sicuro di sé, il Ministro Catania, in un comunicato stampa, ha replicato che “quelle della Commissione sono solo osservazioni e richieste di chiarimento alle quali l’Italia risponderà puntualmente e celermente”.
In effetti sarebbe già pronta, negli uffici ministeriali competenti, una bozza di risposta.
Questione alchil esteri
Dopo il varo del decreto e la sua conversione in legge, per alcune settimane assistemmo alla bagarre su tutte le possibili interpretazioni del testo normativo. Alla fine ci pensò proprio il Ministero a placare le polemiche con un'interpretazione autentica della norma che testualmente recita: “In merito all’attuazione delle previsioni di cui all’art. 43, comma 1 bis, del D.L. n. 82/2012, si fa presente che la norma in questione rende obbligatoria la predisposizione di un “piano straordinario di sorveglianza” nei confronti delle imprese che hanno commercializzato le partite di olio extra vergine di oliva riscontrate alle analisi con valore «alchil esteri» superiore ai 30 mg/kg. Dall’esito del predetto piano dipenderanno eventuali, ulteriori determinazioni nei confronti delle imprese interessate.”
Non essendoci alcuna sanzione automatica a carico delle imprese con oli in cui è stato riscontrato un valore superiore ai 30 mg/kg di alchil esteri, non verrebbe inficiata la legge europea. Queste aziende, nell'ambito del piano di controlli nazionale, saranno però sottoposte a una sorveglianza di 12 mesi dalla data in cui è stato riscontrato lo sforamento, con particolare riguardo a tracciabilità, registrazioni Sian e commercializzazione del prodotto.
Questione panel test
Cosa dice esattamente il decreto contestato dalle Ue? “La verifica è effettuata da un comitato di assaggiatori riconosciuti ai sensi dell'articolo 5 del decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali 28 febbraio 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 26 aprile 2012” Andando a leggere il suddetto decreto ministeriale si scopre che viene già sancita una distinzione, rispettosa del dispositivo comunitario, tra panel “professionali” e panel “ufficiali”, chiarendo in maniera inequivocabile le rispettive competenze. Ecco un estratto dell'articolo 5 del decreto 1334 del 28 febbraio 2012:
“1. I comitati ufficiali, istituiti su iniziativa delle Pubbliche Amministrazioni, ai sensi dell’art. 4 paragrafo 1 del regolamento, sono riconosciuti con decreto del Direttore Generale delle politiche comunitarie e internazionali di mercato, ai fini dell’accertamento delle caratteristiche organolettiche degli oli di oliva vergini, conformemente alle disposizioni di cui al citato regolamento.
2. I comitati di assaggiatori istituiti, su iniziativa di Enti o di Associazioni professionali o interprofessionali, per la valutazione delle caratteristiche organolettiche degli oli di oliva vergini nell’ambito della disciplina relativa agli oli a denominazione di origine protetta – DOP ed agli oli ad indicazione geografica protetta – IGP, nonché, per la valutazione organolettica degli oli di oliva vergini oggetto di scambi commerciali, sono riconosciuti con la medesima procedura di cui al comma 1.”
Il Ministero potrebbe quindi legittimamente sostenere che nulla cambia, se non che il decreto 22 giugno 2012 “rafforza” la norma comunitaria, ricordando ai giudici il dovere di esaminare anche i risultati dei comitati di assaggio ai fini dei procedimenti giurisprudenziali.
Nel mentre l'Unione europea chiede spiegazioni all'Italia su queste due disposizioni, la stessa DG-Agri è attivamente impegnata nel varo di alcune modifiche al regolamento 29/2012, ovvero quello sulla commercializzazione dell'olio d'oliva.
Di questo lavoro vi avevamo già dato conto (Giro di vite sull'olio extra vergine d'oliva. Nuove regole in vista per etichettatura, parametri chimici e controlli) ma ora sembrano essere state introdotte alcune novità, in particolare sul lato dell'etichettatura e dei controlli.
Ecco le novità salienti:
- tappo antirabbocco. E' previsto l'inserimento di un comma all'articolo 2 del Reg. 29/2012 che recita: “Gli oli a disposizione del consumatore finale nelle strutture del settore in alberghi, ristoranti e caffè sono confezionati in un sistema di apertura lunga perde la sua integrità dopo il suo primo utilizzo e un sistema di protezione che non permette il riutilizzo dopo l'esaurimento di contenuti originali indicata sull'etichetta applicata al pacchetto, e sono etichettati in conformità articoli da 3 a 6.”
- altezza caratteri indicazioni d'origine. Vengono stabilite, come segue, le misure dei caratteri relativi alla dicitura d'origine: “2 mm, se il volume nominale del contenitore è uguale o inferiore a 25 cl; 3 mm, se il volume nominale del recipiente è superiore a 25 ma inferiore o uguale a 100 cl cl; 4 mm se il volume nominale del recipiente è superiore a 100 cl
- anno di produzione. Sarà possibile scrivere l'anno di raccolta solo se l'olio contenuto è interamente prodotto nella campagna indicata
- controlli a tappeto. Sebbene non si renda obbligatorio un vero e proprio piano di controllo nazionale, “ogni Stato membro deve verificare la veridicità delle indicazioni in materia di etichettatura, inclusa la conformità della denominazione di vendita del prodotto con il contenuto del contenitore, sulla base dell'analisi dei rischi di cui all'articolo 2 bis del regolamento (CEE) 2568/91”
Questa nuova bozza di modifica del regolamento 29/2012 appare proprio quella finale, anche perchè viene indicata l'entrata in vigore putativa del regolamento, 1 gennaio 2014, con possibilità di commercializzare gli oli ottenuti ed etichettati prima dell'entrata in vigore della normativa.
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Paolo Caglieri
24 gennaio 2013 ore 20:39Buonasera,
E' proprio di oggi la notizia che la Commissione Europea ha disposto la sospensione del disegno di legge "Mongiello" che e' solo l'ultimo provvedimento emanato dall'Italia in materia di olio di oiva in palese contrasto con le normative comunitarie, cosi' da domani le piu' note associazioni di produttori attaccheranno Bruxelles sostenendo che sono loro che non vogliono la qualita' e anzi sono a favore delle frodi.......copione gia' visto.
E' comunque bellissimo pagare le tasse in Italia e contribuire a stipendiare questi politici ma sperare costantemente che la Commissione Europea bocci le ns. leggi sempre razziste verso gli altri paesi produttori poiche', ça va sans dire, la qualita' la facciamo solo noi, anzi si dice che abbiamo inventato anche la pianta di olivo, voci di corridoio dicono sia stata proprio una nota associazione agricola....perche' non fare una legge per reclamarne il copyright ??