L'arca olearia

Dove si consuma l'olio d'oliva 100% italiano?

Lombardia, Lazio e Toscana sono le tre regioni che consumano più extra vergine. Al nord si spuntano anche i prezzi più elevati, mediamente 1 euro al litro di più che al sud. Ancora più marcate del differenze per il Made in Italy

14 aprile 2012 | R. T.

Nel 2011 sono stati venduti più di 215 milioni di litri di olio per un controvalore che sfiora gli 850 milioni di euro. Questi e altri dati sono compresi nel rapporto “ i consumi di olio nelle principali aree geografiche italiane nel 2010 e nel 2011” realizzato da Unaprol su dati Iri-Infoscan.

Nella Grande Distribuzione l'olio più venduto è l'extra vergine base, con il 73% del fatturato (157 milioni di litri venduti). L'extra vergine italiano arriva all'11% del mercato (23 milioni di litri). Oli Dop/Igp e bio hanno rispettivamente l'1% delle vendite.

Rispetto al 2010, l'anno scorso si è avuta una lievissia flessione delle vendite (-0,18%) con una contrazione del fatturato dell'1,5%. In particolare i cali più sensibili si hanno al centro Italia, ivi compresa la Sardegna, con diminuzioni del 4% dei volumi e del 5% per valori.

Se andiamo ad analizzare quale tipologia di prodotto ha avuto le migliori performance, scopriamo che nel nord est piace la Dop/Igp, con una crescita dei volumi dal 33 al 36%. Nel nord ovest si consuma più olio biologico, mentre nel centro Italia e in Sardegna piace l'extra vergine 100% italiano.

Ma dove si consuma più olio extra vergine d'oliva? Certamente in Lombardia, con 24 milioni di litri venduti per un valore di 99 milioni di euro. Al secondo posto il Lazio: 15 milioni di litri e 53 milioni di fatturato. Terzo posto per la Toscana dove sono stati commercializzati 15 milioni di litri per 55 milioni di euro. Ben distanti tutte le regioni del sud, con le sole Campania e Sicilia che si attestano su valori di 8 milioni di litri venduti.

L'extra vergine biologico piace ancora una volta in Lombardia (485mila litri e 3,9 milioni di euro di fatturato), poi Emilia Romagna (235mila litri e 1,8 milioni di euro), Veneto (195 mila litri e 1,4 milioni di euro) e Toscana (183mila litri e 1,4 milioni di fatturato).

L'extra vergine 100% itliano è venduto maggiormente in Toscana, con 6 milioni di litri e 20 milioni di euro di fatturato. A seguire, ma a grande distanza, la Lombardia (2,5 milioni di litri) e l'Emilia Romagna con poco meno di 2 milioni di litri. Tutte le regioni del sud Italia hanno consumi inferiori a 1 milione di litri.

Ma a che prezzi è venduto l'olio extra vergine d'oliva? La quotazione più elevata è stata toccata nel 2011 in Trentino con 4,44 euro/litro. La più bassa in Sicilia a 3,25 euro/litro. Netto il divario tra nord e sud, con circa 1 euro di differenza al litro.

Analoga differenza la riscontriamo per l'olio 100% italiano. Dai 5,14 euro/litro del Trentino ai 3,29 euro/litro in Sicilia. Anche in questo caso si mantiene una differenza di poco più di 1 euro al litro tra nord e sud.

La forbice media di prezzo tra un extra vergine base e un 100% italiano nelle varie regioni nel 2011 è stata di 40/50 centesimi di euro al litro, segno evidente che l'extra vergine Made in Italy non riesce a conquistare il cuore dei consumatori e a ottenere un significativo premio di prezzo. Una spiegazioni di questa dinamica risiede probabilmente anche nel fatto che il 100% italiano è veicolato prevalentemente dai private label, mentre le grandi marche si disinteressano sostanzialmente di questo segmento.

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