Bio e Natura
Geni e allergeni. Qualcuno è forse allergico agli Ogm?
La sfida con l’incertezza, la diffidenza e gli umani pregiudizi. Dopo l'intervento della scorsa settimana, Paola Cerana torna a scrivere di un tema scottante. La ricerca transgenica? Ha spalancato una porta in più su un meraviglioso universo invisibile
10 luglio 2010 | Paola Cerana

Molte delle critiche rivolte ai cibi geneticamente modificati si appellano al timore che essi possano innescare focolai di allergie nuove e imprevedibili, di fronte alle quali ci troveremmo del tutto disorientati e impreparati. Dal semplice prurito allâinevitabile catastrofe, insomma, il passo sembrerebbe davvero breve! Ma che nesso esiste, in realtà , tra OGM e allergie?
I geni, si sa, sono frammenti di DNA in grado di istruire una cellula su come produrre proteine. Poiché molti allergeni sono proteine, la manipolazione genetica può, effettivamente, trasferire insieme alle cose buone anche quelle cattive, come un eventuale allergene presente nella molecola trasferita.
Per esempio, quando gli scienziati hanno tentato di migliorare le qualità nutrizionali dei semi di soia, mediante lâinserimento di un gene delle noci brasiliane, le persone allergiche alle noci hanno sviluppato unâallergia anche ai semi di soia. Naturalmente, il risultato fu che questo tipo di soia, destinato unicamente allâalimentazione animale, non fu mai introdotto sul mercato. Da qui, nutrizionisti, animalisti, ambientalisti, insomma tutti i vari esperti âistiâ contro gli OGM si sono trovati inevitabilmente alleati, convinti che la manipolazione genetica non possa evitare il rischio di scatenare allergie a catena.
In realtà , gli scienziati conoscono bene quali tipi di proteine possono, eventualmente, innescare reazioni allergiche e quali, invece, no. Almeno due sembrano essere i principali criteri discriminanti. Innanzitutto, se una proteina è facilmente solubile può essere un potenziale allergene, in quanto ha più probabilità di passare dalle pareti dellâintestino al circolo sanguigno, reagendo così con le cellule del sistema immunitario.
I test standardizzati che riproducono il funzionamento dellâapparato digerente lo dimostrano molto bene, quindi, queste proteine potenzialmente allergeniche sono sicuramente bandite da ogni manipolazione genetica. Alla luce di questi risultati, le sequenze amminoacidiche specifiche allâinterno delle proteine sono state isolate e catalogate in database molto rigorosi, che consentono agli scienziati anche di fare un utile confronto tra proteine transgeniche e quelle naturalmente esistenti.
Il secondo criterio rivelatore delle potenzialità allergologiche delle proteine riguarda, invece, il peso molecolare. La maggior parte degli allergeni, infatti, possiede un peso molecolare nellâordine di 10.000 â 40.000 dalton (dove un dalton è definito come un dodicesimo della massa di un atomo di carbonio-12 ed equivale, approssimativamente, alla massa di un atomo di idrogeno). Quindi, anche le dimensioni e il peso delle molecole sono una guida importante per gli scienziati, in grado di aiutarli ad orientarsi nello straordinario labirinto della sperimentazione genica evitando loro clamorosi tonfi.
Lâattenzione a questi argomenti è sempre più accesa, tanto che ormai, paradossalmente, le proteine coinvolte nella manipolazione genetica sono diventate oggetto di studi ancor più meticolosi, rispetto a quelle naturalmente presenti nei cibi. Lâunica cosa certa riguardo la relazione tra Ogm e allergie, al momento, è che nessun essere umano abbia sviluppato una qualsiasi nuova reazione allergica verso una qualsiasi proteina presente in cibi geneticamente modificati finora messi in commercio. Tuttavia, la ricerca scientifica è in costante cammino e nel momento stesso in cui scrivo queste righe, forse, in qualche punto del mondo qualcuno sta già mettendo in discussione i traguardi raggiunti, per riaccendere la curiosità , il desiderio e la necessità di conoscere sempre di più. Questa è la Scienza, un inarrestabile e irreversibile domino, mosso dalla fiamma ardente del sapere!
Tutto ciò è estremamente affascinante e per la prima volta mi avventuro con ammirazione in un territorio a me poco conosciuto, come la chimica, sperando che anche la curiosità di una profana possa diventare contagiosa â non allergenica! - e stimoli riflessioni sempre più approfondite e costruttive.
La ricerca transgenica ha spalancato una porta in più su un meraviglioso universo invisibile, infinitamente piccolo, che si muove, fermenta, si dirama e sâintreccia a quellâuniverso infinitamente grande che ci circonda e ci sovrasta. Un microcosmo altrettanto vasto, in grado di innescare effetti macroscopici straordinari, sempre meno misteriosi e temibili, proprio grazie alla passione di chi ne studia il linguaggio e ne spiega le leggi, accettando con coraggio, ogni giorno, la sfida con lâincertezza, la diffidenza e gli umani pregiudizi.
LEGGI ANCHE
> Il Partito democratico scopre le carte sugli Ogm > Alfonso Pascale: link esterno
> Il No agli ogm non è ideologia ma buon senso > Pasquale Di Lena: link esterno
> Gli Ogm tra ragione e sentimento > Alfonso Pascale: link esterno
> Ogm sì, Ogm no. Tentazione o dannazione? > Paola Cerana: link esterno
Potrebbero interessarti
Bio e Natura
Le antiche varietà di grano italiane: un tesoro lipidico da riscoprire
Uno studio recente condotto su tre antiche cultivar italiane - Risciola, Carosella (grano tenero) e Saragolla (grano duro) - ha svelato differenze significative nella composizione dei grassi che potrebbero orientare scelte consapevoli per prodotti cerealicoli di qualità
08 settembre 2026 | 12:00
Bio e Natura
Spirulina, una nuova fonte di vitamina B12 attiva: livelli paragonabili alla carne bovina
Ricercatori internazionali hanno messo a punto una tecnica basata sul controllo della luce capace di indurre la Spirulina a produrre vitamina B12 biologicamente attiva. La concentrazione raggiunta è di 1,64 microgrammi per 100 grammi di biomassa, un valore superiore a quello rilevato nella carne bovina
05 settembre 2026 | 12:00
Bio e Natura
Fabbisogni di innovazione digitale in cinque filiere toscane: l’esperienza del progetto Prodigia
Esiste crescente domanda di soluzioni digitali interoperabili, semplici da utilizzare e sviluppate a partire dai bisogni concreti degli operatori, capaci di supportare sia le decisioni tecniche sia la gestione aziendale e la valorizzazione delle produzioni
04 settembre 2026 | 10:00 | Iride Volpi, Susanna Marchi
Bio e Natura
Frumento ed erbe infestanti: si possono ridurre gli erbidici senza perdere reddito?
La gestione integrata delle malerbe nel frumento tenero è un obiettivo prioritario per le politiche agricole europee. Ma è davvero sostenibile per l’agricoltore? I risultati di una sperimentazione triennale condotta in Veneto offrono spunti interessanti: minori costi per la chimica non sempre si traducono in minori rese
03 settembre 2026 | 14:00
Bio e Natura
Varietà antiche di frumento: resistenza naturale a micotossine e Fusarium
Uno studio condotto su 40 varietà storiche di frumento tenero in quattro campi sperimentali della Lombardia e Piemonte ha valutato per due anni consecutivi la loro suscettibilità ai funghi Fusarium e Alternaria e alle relative micotossine. I risultati offrono spunti interessanti
01 settembre 2026 | 10:00
Bio e Natura
Fotosintesi, così inizia la cattura della luce da parte delle piante
Uno studio internazionale che ha coinvolto il Cnr-Nano di Modena propone una nuova interpretazione del processo che avvia la conversione dell'energia luminosa in energia chimica, da decenni oggetto di dibattito nella comunità scientifica. Il risultato è pubblicato su Nature Communications
31 agosto 2026 | 10:00