Bio e Natura

La difesa delle colture in futuro con i composti organici volatili

La difesa delle colture in futuro con i composti organici volatili

Le piante comunicano attraverso composti organici volatili che li aiutano a rispondere agli attacchi di parassiti. L’integrazione delle tecnologie si difesa basate su composti organici volatili con la semina e i biostimolanti possono migliorare le strategie di difesa

25 ottobre 2024 | 15:30 | T N

I composti organici volatili (VOC) sono segnali o odori essenziali nell'aria che consentono alle piante di comunicare con altri organismi e piante su brevi e lunghe distanze. Un aspetto chiave di questa comunicazione si verifica quando una pianta è attaccata dai parassiti, innescando il rilascio di COV. Questi composti possono essere rilevati dalle piante vicine, spingendole a migliorare le loro difese contro potenziali minacce. Questa complessa strategia biochimica consente alle piante di proteggersi efficacemente da varie sollecitazioni.

Questo campo di studio ha recentemente raccolto un interesse significativo grazie alle sue promettenti applicazioni in agricoltura. In questo senso, il professor Gen-ichiro Arimura e il suo collega, il signor. Takuya Uemura dell’Università di Scienze di Tokyo, in Giappone, ha deciso di esplorare i percorsi molecolari alla base di questa comunicazione e le sue potenziali applicazioni in agricoltura sostenibile.

Lo studio ha esplorato come la comprensione della comunicazione da pianta a pianta potrebbe portare a strategie innovative per la protezione delle colture e il miglioramento della resa, rivoluzionando potenzialmente l’agricoltura sostenibile.

“Mentre le piante non possiedono un sofisticato sistema olfattivo come gli animali, sono in grado di rilevare e reagire a una vasta gamma di COV basati su somiglianze strutturali con i composti che hanno o ai loro antenati incontrati durante interazioni benefiche o dannose con vari organismi”, spiega il prof. - Arimura.

Le piante emettono vari tipi di COV quando sono sotto attacco, come isoprene, terpenoidi e volatili a foglia verde. Questi composti sono stati a lungo riconosciuti per il loro ruolo nella segnalazione tra le specie, attraendo insetti benefici o respingendo gli erbivori. In particolare, i monoterpenoidi, che sono abbondanti nelle piante di menta, sono stati commercializzati per le loro proprietà di controllo dei parassiti, antimicrobico e ovicida.

Una volta emessi, i COV vengono assorbiti attraverso gli stomi e diffusi attraverso le cellule di mesofillo delle piante vicine. La risposta della pianta comporta intricati meccanismi di segnalazione intracellulari e intercellulari. Ad esempio, i flussi di calcio svolgono un ruolo chiave nella segnalazione delle cascate. Nelle piante che ricevono VOC, gli idrocarburi come il cariphyllene possono regolare l’espressione genica interagendo con la cromatina, una struttura che controlla l’accessibilità del DNA. Questo processo, noto come rimodellamento della cromatina, innesca l'attivazione della trascrizione genica, preparando così la pianta per risposte di difesa migliorate.

Attualmente, i pesticidi chimici sono ampiamente utilizzati per proteggere le colture, ma il loro impatto ambientale dannoso, insieme alla crescente domanda di una maggiore produttività alimentare, sottolinea la necessità di alternative più sicure. L'uso di COV offre una soluzione sostenibile, promuovendo sia la difesa delle colture che la produttività riducendo al contempo la dipendenza da pesticidi e altre sostanze chimiche nocive. Inoltre, questo nuovo approccio ridurrà il costo di produzione e aumenterà il valore dei prodotti, poiché la maggior parte dei consumatori preferisce "colture prive di pesticidi" per il loro benessere generale.

Potrebbero interessarti

Bio e Natura

Grano tenero, emissioni ridotte del 10% con fertilizzanti a minore impronta carbonica

Sperimentati fertilizzanti a ridotta impronta carbonica verificata e strumenti digitali per monitorare le colture. Al convegno di Bondeno, Molini Pivetti ha messo a confronto sostenibilità agronomica, futura PAC e innovazione tecnologica, con l’obiettivo di coniugare riduzione delle emissioni e redditività delle aziende agricole

19 ottobre 2026 | 15:00

Bio e Natura

Legumi da sovescio e inoculo rizobico: una strategia sostenibile per il grano duro biologico mediterraneo

Uno studio biennale condotto in Sicilia dimostra che l'intercropping simultaneo di leguminose foraggere da sovescio, combinate con l'inoculazione rhizobica e una riduzione della fertilizzazione azotata, può mantenere le rese del grano duro biologico e ridurre significativamente la pressione delle infestanti

15 ottobre 2026 | 15:00

Bio e Natura

Macinare meglio per cuocere più sicuro: la sfida all’acrilammide parte dal mulino

Uno studio italiano dimostra che ricombinare le frazioni di macinazione permette di ridurre fino al 30% l’asparagina libera nelle farine integrali, il precursore chiave dell’acrilammide. Senza cambiare tipo di farina né qualità compositiva

14 ottobre 2026 | 14:00

Bio e Natura

Troppa burocrazia e pochi incentivi: perché le aziende agricole non diventano bio

Uno studio dell'Università della Tuscia ha effettuato una simulazione su 578 imprese agricole: aumentare i contributi Ue del 40% farebbe crescere la superficie biologica solo del 12%. Le grandi aziende e quelle cerealicole rispondono meglio, gli allevamenti restano fermi. Servono assistenza tecnica e accesso al mercato, non solo soldi

13 ottobre 2026 | 12:00

Bio e Natura

Formaggi e latte hi-tech, ecco cosa dice davvero la ricerca

Latte ottenuto con fermentazione di precisione e carne coltivata sono tecnologie biologicamente possibili, ma secondo uno studio presentato dall’Università Cattolica restano aperte importanti questioni su efficienza produttiva, sostenibilità, sicurezza e valore nutrizionale. Il confronto con latte e formaggi tradizionali

09 ottobre 2026 | 11:00

Bio e Natura

Sui cereali la stretta del clima e della logistica riaccende i prezzi: il grano torna sotto osservazione

La FAO prevede per il 2026 un raccolto mondiale di cereali pari a 2,979 miliardi di tonnellate, il 2,1% in meno rispetto al record del 2025. In Italia il frumento duro si muove già su valori superiori a 240-280 euro/t. Nel medio termine il mercato appare orientato a una maggiore volatilità

08 ottobre 2026 | 16:00