Bio e Natura

Nuove piante per mitigare il cambiamento climatico

L'avvento di una nuova generazione di piante a basso contenuto di clorofilla potrebbe essere un'arma in più nella lotta al cambiamento climatico, riducendo a parità di produzione l’assorbimento di radiazione solare

11 gennaio 2021 | C. S.

Lo sviluppo delle società umane moderne è sempre stato accompagnato dall'introduzione di nuove piante coltivate. Praticamente tutti gli alimenti di origine vegetale che arrivano sulle nostre tavole provengono da varietà di piante che non esistevano nel passato. La "lunga marcia" per la creazione di nuove piante ha l'età dell'uomo moderno. È passata attraverso la selezione e domesticazione delle piante selvatiche, il miglioramento genetico attraverso incrocio e ibridazione, la mutagenesi (mutazioni genetiche indotte artificialmente in embrioni vegetali) e la transgenesi (trasferimento di geni da una specie all'altra). Oggi la tecnologia utilizzata è il cosiddetto "genome editing", ovvero la manipolazione diretta del codice genetico tesa a modificarne le proprietà.

Ma se in passato si è puntato esclusivamente a migliorare le caratteristiche produttive e tecnologiche delle piante, oggi la frontiera si è allargata, includendo in primis la sostenibilità. É infatti urgente selezionare e creare nuove piante che possano contribuire alla mitigazione del cambiamento climatico cercando di aumentare allo stesso tempo le potenzialità produttive delle varietà attualmente coltivate. È quello che sostengono i ricercatori Lorenzo Genesio, Franco Miglietta (Istituto per la bioeconomia del Cnr) e Roberto Bassi (Università di Verona) nell’Opinion paper appena pubblicato sulla rivista Global Change Biology in cui spiegano come l'avvento di una nuova generazione di piante a basso contenuto di Clorofilla potrebbe essere un'arma in più nella lotta al cambiamento climatico. "Una strategia utile a controbilanciare una parte del crescente "effetto serra" è quella di aumentare la frazione della luce solare che viene riflessa dalla superficie terrestre che, tornando indietro verso lo spazio, non contribuisce al suo riscaldamento " - spiega Lorenzo Genesio - "e questo potrà essere fatto anche coltivando nuove piante con bassi contenuti di clorofilla; piante più "pallide" che riflettono molta più radiazione solare".

Alcune ricerche, e non solo quelle fatte dagli autori del lavoro appena pubblicato, dimostrano che riducendo il contenuto di clorofilla non solo si riflette più luce solare, ma si può arrivare ad avere tassi di fotosintesi più alti e maggiore produttività. “In sintesi” – afferma Franco Miglietta – “coltivare varietà di piante più pallide (di grano, orzo, mais, soia) equivale a ridurre le emissioni di gas climalteranti, con un effetto di riduzione delle temperature a scala locale nelle zone più densamente popolate”.

L'idea è lanciata nel più ampio contesto del New Green Deal europeo che si prefigge di mettere in pratica le idee più brillanti che arrivano dalla ricerca scientifica per progettare un'economia più sostenibile per una nuova generazione di cittadini europei (Next Generation EU).

Potrebbero interessarti

Bio e Natura

Non basta il Beewashing per la tutela della biodiversità

Rete Clima è in allarme sulle strategie di sostenibilità superficiali: la tutela degli ecosistemi passa per la rigenerazione degli habitat, non solo per l'allevamento di api domestiche

17 aprile 2026 | 13:00 | Marcello Ortenzi

Bio e Natura

Nuove mascherine da scarti agroindustriali

Rispetto agli odierni materiali filtranti in plastica di origine fossile, le membrane utilizzate per le mascherine hanno il doppio vantaggio di essere ambientalmente sostenibili e di rimuovere anche gli inquinanti più fini, come il PM2.5

17 aprile 2026 | 09:00

Bio e Natura

L'importanza del potassio per il grano post fioritura

Lo stress da siccità è un importante vincolo abiotico che limita gravemente la crescita, la formazione della resa e la qualità del grano. Un'adeguata fertilizzazione potassica aumenta la biomassa vegetale, la produzione e il peso di mille grani

14 aprile 2026 | 15:00

Bio e Natura

Ecco perchè il grano antico è competitivo e vigoroso

Nella selezione dell'antichità gli agricoltori preferifano grani vigorosi, a crescita rapida, per un controllo naturale delle malerbe. L'agricoltura moderna favorisce invece le piante meno competitive, dando priorità alla resa

09 aprile 2026 | 15:00

Bio e Natura

Gli oli essenziali trasformano il caffè espresso in una bevanda con proprietà antimicrobiche

Il caffè espresso può diventare una piattaforma di innovazione alimentare. E tra le molte opzioni possibili, l’olio essenziale di Cymbopogon citratus sembra oggi il candidato più promettente per dare vita a una nuova generazione di bevande funzionali

09 aprile 2026 | 12:00

Bio e Natura

Conversione delle aziende agricole in biologico: gli incentivi non bastano

Più risorse pubbliche, ma risultati limitati. L’aumento dei premi PAC spinge solo in parte la transizione al biologico: a rispondere meglio sono le aziende grandi, cerealicole e dei territori più rurali

04 aprile 2026 | 11:00