Editoriali

La piaga dell'olio EVO non EVO: non solo repressione ma cultura dell'extravergine

La piaga dell'olio EVO non EVO: non solo repressione ma cultura dell'extravergine

Il punto sta nel portare il consumatore alla consapevolezza di ciò che acquista e cioè il saper comprendere se l’olio in oggetto sia o meno difettato. Le risorse ci sono ma bisogna utilizzarle bene per formare milioni di consumatori

04 novembre 2026 | 12:00 | Gino Celletti

Ho letto con interesse l’articolo del 23 ottobre 2026 a firma dell’amico Alberto Grimelli su Teatro Naturale; “I controlli dell’olio extravergine di oliva sugli scaffali dei supermercati sono un flop? Occorre guardare oltre i numeri”.
Mi occupo di olio, anzi di olio monocultivar, ormai da 40 anni e di pezzi su questo argomento ne ho letti centinaia, in italiano, spagnolo e inglese, ma come accade quanto scatta la valvola del troppo pieno, questa volta non potuto resistere dal domandarmi quale poteva essere la svolta definitiva per porre fine a questa piaga.

Scrive il Dr Grimelli: “I numeri dati dal Ministro Francesco Lollobrigida all’avvio della grande operazione di bonifica degli scaffali dei supermercati di olio extravergine di oliva falso sono oggettivamente deludenti: 4380 bottiglie sequestrate e 120 mila bloccate.”, e aggiunge: “Parlando con alcuni ispettori dell’ICQRF il messaggio che ti trasmettono è sempre lo stesso: “stiamo a correre come gli scemi”.

Insomma i truffatori hanno più mezzi, risorse e tempo dei Nostri, che con tutta la buona volontà e professionalità non riescono ad arginare la distribuzione di oli lampanti, quando va bene, spacciati per EVO provenienti da tutto il mediterraneo, e che succederà a breve, aggiungo e avverto io, quando vedremo gli Oli da Olive arrivare dal mercato del MERCOSUR (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay) dato che non è stato ancora risolto “Il nodo della reciprocità”. Infatti molte associazioni di agricoltori europei e italiani evidenziano una disparità normativa alla base della produzione. Nei paesi del MERCOSUR è spesso consentito l'uso di fitosanitari e pesticidi che risultano invece vietati nei 27 Stati membri dell'UE. Quindi non solo potranno arrivare oli che non appartengono alla categoria in etichetta (adulterazione) ma anche oli che contengono sostanze diverse da quelle provenienti dal frutto che li ha generati (sofisticazione).

Possibile allora non riuscire a frenare questa piaga?
Io una idea ce l’ho da tempo, da quando facevo incontri intitolati “MAMMA CHE OLIO MI DAI?” con le mamme che acquistano olio al supermercato e, con le dovute generalizzazioni, la esporrò qui, pronto a farla correggere e migliorare, affinché il Consumatore possa tornare a godere di questo prodotto meraviglioso e magari arrivare un giorno a godere delle Monocultivar con i loro profumi, piccanti e amari diversi.

Il controllo oggi:
1 Ente di controllo, 2 Produttore/GDO, 3 Consumatore
qui l’Ente di controllo va, come può, quando può, a volte se può, dal Produttore/GDO, preleva i campioni, analizza e poi dopo la valutazione approva o sanzione o ritira dal commercio

Il lavoro è, come detto all’inizio, improbo ed impari, proprio per il basso numero di persone addette e i numerosi campionamenti invece necessari

E se invertissimo la direzione?

Il controllo domani:
1 Consumatore, 2 Produttore/GDO, 3 Ente di Controllo
Il Consumatore che sa riconoscere l’olio, va dal Produttore/GDO, acquista, valuta e poi se si accorge che il prodotto acquistato è difettato, non lo riacquista più e, se vuole, segnala alle Autorità

Il Punto sta nel portare il Consumatore alla consapevolezza di ciò che acquista e cioè il saper comprendere se l’olio in oggetto sia o meno difettato; lo ricordo per i pochi non addetti ai lavori che leggeranno questo articolo che un EVO per legge non avere nessun difetto (CE 2658/08)

Utopico?
Non credo; abbiamo le risorse per fare Consumatori Consapevoli, occorre solo la volontà, insomma il famoso mare tra il dirlo, volerlo e farlo, che in parole spicciole vuol dire quanti interessi andiamo a toccare e che ne sarà della porcheria o degli untori … ma questo non spetta a me dirlo.
Sicuramente gli oli difettati continueranno ad essere venduti ma qui sarà il mercato insieme alla consapevolezza del Consumatore a deciderne le sorti
Per un attimo dunque pensiamo che lo Stato abbia deciso di porre fine al “far correre come scemi” i suoi operatori e che abbia deciso di invertire la direzione del controllo e prevenzione al fine di contrastare e massicciamente ridurre le truffe.
Ecco la bozza del progetto

Piano per un Consumatore Consapevole
Le risorse di cui parlavo sono queste: i Tecnici ed Esperti Oli di Oliva Vergini ed Extravergini, raccolti in Elenchi Regionali
Sono Esperti che hanno fatto corsi regolamentati da leggi precise (Decreto Ministeriale 7 ottobre 2021 emesso dal MASAF, recentemente aggiornato e integrato dal Decreto Ministeriale 17 giugno 2026) con esami standard in tutta Europa e che hanno superato test rigidissimi in cui sono permessi pochissimi scostamenti al 100% di esattezza
Ogni Regione ne ha uno, qui sotto le cifre degli Assaggiatori iscritti in alcuni elenchi
Regione Toscana 800
Regione Puglia 1400
Regione Calabria 200
Regione Liguria 360
Regione Veneto 200
Regione Emilia Romagna 150
Regione Lombardia di cui conosco meglio i numeri ha 150 Assaggiatori Ufficiali e 8 Capi Panel

Ad una stima grossolana gli Assaggiatori inscritti negli Elenchi del MASAF (Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste) possono superare le 5.000 unità, un esercito di professionisti, portatori sani di cultura oleicola che, voluti e costruiti per riconoscere la qualità dell’olio, al  momento vengono sotto o per niente utilizzati per fare cultura verso chi alla fine deve acquistare olio, e che sarebbero onorati di trasferire la loro esperienza al Consumatore mentre al momento stanno solo entro le 4 tavole delle postazioni di assaggio di un panel.

Come impiegare questi professionisti  
Non mi permetto di fare ipotesi operative nel dettaglio, anche se per il mio precedente lavoro di direttore mktg nelle maggiori multinazionali farmaceutiche potrei farlo, ma alcune proposte di ordine strategico posso permettermele.

Impatto della forza culturale sul mercato
Calcolando che un Assaggiatore possa trasferire la sua esperienza a 20 consumatori a seduta e che in un anno tenga 10 sedute di formazione di 2 ore, cioè 1 volta al mese, avrebbero formato 1.000.000 (1 milione) di consumatori 
5.000 Assaggiatori x
20 Consumatori a seduta x
10 Sedute anno
1.000.000 di Consumatori formati o per lo meno consapevoli
Probabilmente sarebbero massaie e consumatori che fanno la spesa e cucinano per le loro famiglie ogni giorno, con un riverbero su altri 3 - 4.000.000 di persone; totale 5.000.000 di Consumatori Consapevoli Informati
Un impatto importante sul mercato che potrebbe scatenare reazioni e critiche e qui torno ad evocare la volontà delle Autorità a portare avanti un programma di educazione alimentare del genere in questo nostro settore.

Costi
un punto importante da toccare sebbene non così fondamentale
- a carico della Regione
Una seduta potrebbe costare il semplice rimborso delle spese all’Assaggiatore, le Regioni hanno a disposizione fondi per attività culturali e questa potrebbe, sempre che ci sia la volontà, rientrare in questo capitolo di spesa
- a carico di serie aziende olearie
Non voglio proporre la sponsorizzazione di aziende olearie poiché scatterebbe subito l’interesse aziendale privato a promuovere il proprio olio, ma se fosse certo che questa azienda, su valutazione dell’Assaggiatore, produca oli eccelsi, la sponsorizzazione della seduta potrebbe essere giustificata.
- a carico di altre aziende
Potrebbe esserci la sponsorizzazione di aziende Vinicole, Casearie, Norcine o di altro settore (automobili?) e questo non creerebbe alcun contrasto o interesse sulla diffusione della qualità dell’olio

Spazi
lo spazio potrebbe essere trovato presso scuole o associazioni, magari di sabato pomeriggio quando gli studenti e i professori non frequentano gli istituti.
Un buon e auspicabile connubio sarebbe riunire nella stessa seduta formativa genitori e figli, per esperienza i giovani sanno riconosce meglio i difetti degli oli ed hanno la mente più aperta all’informazione con possibile traino in famiglia

Conclusione 
se in un anno si potessero informare 5.000.000 milioni di consumatori, calcolando che una famiglia acquista 10 bottiglie di olio l’anno, ciò impatterebbe su oltre 50.000.00 (50 milioni) di bottiglie vendute dal supermercato, che non sarebbero più controllate da chi “… correre come gli scemi” ma da un esercito di Consumatori Consapevoli non più avviati a comprare EVO NON EVO ma EVO VERI. Certo gli oli con gli sconti ci saranno sempre i “sottocosto” anche, ma il Consumatore Consapevole ora può decidere come spendere e per che cosa.

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