Editoriali

Olio extravergine di oliva a 3,99 euro al litro: Monini è uguale a Coricelli, uno vale uno

Olio extravergine di oliva a 3,99 euro al litro: Monini è uguale a Coricelli, uno vale uno

Alta qualità? Ma non scherziamo! Nelle bottiglie a 3,99 euro al litro c’è tecnicamente lo stesso olio extravergine vergine di oliva. I marchi dell’olio non esistono più, solo solo bancomat per i volantini della Grande Distribuzione

14 settembre 2026 | 11:00 | Alberto Grimelli

Negli ultimi giorni è andata in scena la stessa offerta. Marchi diversi ma di fatto lo stesso olio extravergine di oliva: Monini a 3,99 euro al litro da IperCoop e Coricelli a 3,99 euro al litro da Esselunga.

Abbiamo mandato in rosso i conti di Teatro Naturale e abbiamo comprato entrambe le bottiglie. 

Tecnicamente è lo stesso olio. Le differenze chimiche sui parametri base (acidità, perossidi, spettrofotometria) sono minime. Dal punto di vista organolettico in entrambi si percepisce la stessa provenienza in egual misura: Spagna. Personalmente identifico questo sentore (pipì di gatto) come difetto organolettico di riscaldo. 

Ma veniamo alla domanda delle domande: sono oli extravergini di oliva? Legalmente probabilmente sì. Sicuramente dal punto di vista chimico. Dal punto di vista organolettico, stante le attuali regole, è probabile che, anche nel caso un panel italiano declassi un olio, una controanalisi di un panel spagnolo ribalti il risultato finale dal punto di vista giuridico-amministrativo.

Resta il dato di fatto, incontrovertibile: uno vale uno, l’olio di Monini è uguale a quello di Coricelli.

Caro consumatore, comprati pure quello che costa meno e trovi in offerta al supermercato più vicino a casa tua. Sono tutti uguali. La differenza tra marchi non esiste più, e ora ti spiego perché.

Negli stessi giorni in cui andavano in scena le promozioni in Italia a 3,99 euro, in Spagna sono uscite quelle a 3,8 euro. Bottiglie spesso in PET. Il differenziale di prezzo, insomma, sta tutto nella confezione. 

Non è sorprendente per gli addetti ai lavori. Si sa che la materia prima spagnola è molto omogenea. Si sa che i prezzi sono molto allineati, al pari delle fonti di approvvigionamento. Quindi è persino possibile che l’olio di Monini e Coricelli non siano solo tecnicamente lo stesso olio, ma proprio provengano dalla stessa cisterna dell’Andalusia.

Certo, caro consumatore, poco più in là dell’olio in offerta, tutto uguale lo ripetiamo, trovi anche bottiglie che tutte uguali non sono. Oli DOP e IGP, ma anche non certificati ma provenienti da territori diversi, cultivar diverse, con profumi (senza sgradevoli odori di pipì di gatto) che possono arricchire i sensi e dare piacere.

Gli oli di Monini e Coricelli pari sono. Grassi alimentari che non fanno male alla salute e che fanno della convenienza la loro maggiore virtù. Poi ci sono gli extravergine profumati, amari e piccanti e sono tutto un altro mondo. 

E in conclusione, permettetemi di complimentarmi con i buyer della Grande Distribuzione. Sentitamente grazie per aver distrutto definitivamente una categoria commerciale, annullando le differenze tra i marchi italiani, anche storici. Li avete ridotti a puri bancomat per i vostri volantini. Uno vale uno, o meglio dire vale quello che paga di più in contributi promozionali. Sentitamente grazie perché, quando al prossimo convegno sentirò parlare della primazia dei controlli qualità di un marchio rispetto all’altro, mi potrò permettere di ridergli in faccia senza più alcuno scrupolo. Avete tolto ogni margine di libertà al settore ma avete dato modo, a un povero giornalista, di ridere apertamente delle ipocrisie su cui si fondano l’industria e l’imbottigliamento italiani da anni.

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