Editoriali

Contrordine! Le miscele tra olio extravergine e olio vergine di oliva si possono fare, ma solo per l’export

Contrordine! Le miscele tra olio extravergine e olio vergine di oliva si possono fare, ma solo per l’export

Dopo la circolare del 16 luglio che, di fatto vietava le miscele tra olio extravergine e olio vergine di oliva, ecco il contrordine dell’11 agosto. Le miscele si possono fare e detenere, ma solo per l’esportazione. Circolari e controcircolari, confusione e un danno alla corretta cultura olearia

24 agosto 2026 | 11:00 | Alberto Grimelli

Una circolare nata male e finita pure peggio.

La circolare del 16 luglio, Circolare in materia di disposizioni sulla miscelazione dell’«olio extra vergine di oliva» con l’«olio di oliva vergine», pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 23 luglio, non ha neanche scavallato il mese di vita che è già stata emendata.

L’11 agosto i tre capi dipartimenti che hanno firmato la circolare originaria hanno siglato una risposta ad Assitol e Ferderolio che sconfessa ampiamente il dispositivo originario.

Le miscele olio extravergine di oliva-olio vergine di oliva saranno possibili, purchè l’olio ottenuto rispetti i requisiti dell’extravergine, ma solo per l’export.

Ecco quanto scritto nella risposta: “… In caso di miscelazione di olio extravergine di oliva con olio vergine di oliva, è possibile etichettare il prodotto ottenuto come olio extravergine di oliva, qualora il prodotto sia destinato alla esportazione, sfuso o confezionato, in un paese UE o extra UE, fermo restando il rispetto dei requisiti chimico, fisici ed organolettici per l’olio di oliva extravergine…

Nessuna proibizione e nessuna riclassificazione obbligatoria dell’olio frutto di miscele vergine-extravergine, poiché basta che siano destinate a mercati esteri.

Abbiamo il sospetto che questa “correzione” potrebbe non essere l’ultima. Oggi abbiamo una circolare, che dovrebbe spiegare e dare univocità di giudizio agli ispettori, che necessita di un’ulteriore circolare per essere spiegata adeguatamente. Circolare al quadrato… e se poi sfugge a qualcuno la correzione: verbali e sanzioni da annullare?

C’è anche un altro fattore da non trascurare. Stiamo dicendo, come governo, che autorizziamo a vendere ai consumatori esteri quello che non diamo da mangiare ai nostri connazionali. Come dire, voi mangiatevi pure l’olio scadente prodotto dalla nostra industria, mentre a noi resta quello buono… mah, vatti a fidare degli italiani!

Ma i consumatori italiani saranno davvero più tutelati? La risposta è no.

Se è vero che il Real Decreto spagnolo 760/2021, all’articolo 8 comma D, proibisce le miscele olio extravergine-vergine, bisogna poi conoscere le circolari esplicative del Ministero spagnolo. E una dice che le miscele sono proibite all’industria ma non ai frantoi. Una seconda non le vieta manco all’industria, purchè destinate all’export. Tutto nelle more di chiarimenti di Bruxelles che, dal 2021 a oggi, mai sono arrivati.

Quindi le miscele sono assolutamente legali e lecite in Spagna per i frantoi ma anche per i commercianti che poi venderanno il frutto di questo lavoro all’industria olearia italiana.

La miscela vergine-extravergine di oliva ci viene già oggi, e continuerà a venirci servita a tavola (pardon a scaffale), direttamente dalla Spagna.

Le miscele, insomma, non scompariranno. Il mercato non verrà influenzato da questa circolare e dalla sua correzione poiché, di fatto, si potrà continuare a fare quanto si è sempre fatto.

Tutto cambia perché niente cambi.

Solo che, per ottenere questo bel risultato, non è bastata una sola circolare, ne sono servite ben due!

Ma volessimo cambiare davvero... La vera partita sulla questione delle miscele va giocata a Bruxelles, non a Roma. E, forse, non è un caso che il governo spagnolo, fatta la norma, poi la continui a far giacere in qualche cassetto della Commissione europea. Fatta la bella azione e la buona pubblicità, l'applicazione resta in sospeso. 

Il tema è se l'Italia, tra "pacco, contropacco e contropaccotto", la partita vera la vuole giocare oppure no. 

Mettere fuori gioco le miscele vergine-extravergine in tutta Europa potrebbe giovare all'Italia. E' vero che ci sarebbero più problemi a vendere l'olio vergine di oliva da parte di frantoi e OP ma, considerando i bilanci di massa, ci sarebbe molto meno olio extravergine di oliva sul mercato, che potrebbe essere valorizzato. 

Oggi il mercato è drogato dalla presenza di olio vergine, se non lampantini, che diventano extravergini a basso prezzo. Riuscire a eliminarli significa fare chiarezza per il consumatore e dare reddito alla filiera. Ma la partita non si gioca in Italia, nè con norme romane. E' geopolitica olearia, un campo su cui l'Italia si è sempre mossa poco e male. 

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